Inchiesta Tav Firenze: chiesto il processo anche per undici dirigenti del gruppo Coopsette

13/2/2015 – In pm fiorentini Giulio Monferini e Gianni Tei hanno chiesto 32 rinvii a giudizio per l’inchiesta sull’attraversamento sotterraneo di Firemze della Tav, che portò all’arresto di Maria Rita Lorenzetti, ex presidente della Regione Umbria ( detta “la zArina” a Perugia)  ed ex presidente di Italferr. Di queste richieste, ben undici riguardano dirigenti del gruppo cooperativo Coopsette di Castelnovo Sotto, quasi tutti ex, ai quali vengono contestati diversi reati. Le accuse più gravi sono  a carico di Furio Saraceno, ex presidente della Novadia, braccio operativo creato e controllato sino all’anno scorso da Coopsette. Novadia è stata ceduta  lo scorso anno alla società Condotte, nell’ ambito del piano di ristrutturazione del debito varato da Coopsette in crisi ( e accettato da creditori e giudice). A Saraceno viene contaestato fra l’altro il traffico illecito di rifiuti, per lo smaltimento dei fanghi dello scavo e l’associazioje a delinquere finalizzata alla corruzione. 
Richieste di rinvio anche per il direttore tecnicomdi Novadia, Domenico Clarizia, e per un gruppo nutrito di ex dirigenti Coopsette, quasi tutti reggiani: Paolo Bolondi (responsabile acquisti), Maurizio Brioni (relazioni esterne e istituzionali) Marco Bonistalli, Matteo Forlani, Claudio Lanzafame, Alfio Lombardi e il direttore finanziario e consigliere di amministrazione Emilio Mauroner. 
Al presidente Fabrizio Davoli viene contestato un illecito amministrativo. Coinvolto nell’inchiesta anche il suo precedessore Donato Fontanesi, artefice dello sviluppo di Coopsette ed ex cda di Unicredit. 
Secondo le accuse, Maria Rita Lorenzetti in qualità di presidente di Italferr avrebbe favorito Nodavia e Coopsette in cambio di un incarico per il marito architetto nel dopo-sisma in Emilia. 

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