Inchiesta ndrangheta, la casa del calciatore Giuseppe Iaquinta perquisita a Quattro Castella

4/2/2015 – L’abitazione reggiolese del calciatore Vincenzo Iaquinta, 35 anni, già campione del mondo ed ex attaccante della nazionale azzurra, è stata perquisita dai carabinieri su ordine della Dda di Bologna nell’ambito della maxinchiesta Sulla ndrangheta in Emilia, e che solo nella regione ha portato a 117 arresti. 
    Il padre di Vincenzo, l’imprenditore edile Giuseppe Iaquinta, era tra gli arrestati. L’abitazione dell’ex calciatore oggetto della perquisizione dei carabinieri è nel territorio di Quattro Castella. L’accertamento sarebbe scattato perchè in casa del padre Giuseppe, a Reggiolo, sarebbero state trovate due pistole intestate al campione.
Secondo l’ordinanza del Gip di Bologna Ziroldi, sulla base delle conclusioni della Dda, Giuseppe Iaquinta sarebbe “un soggetto di rilievo all’interno dell’organizzazione criminale”, vale a dire della vasta rete di ndrangheta che a Reggio e in Emilia fa capo a Nicolino Grande Aracri.
Nel luglio 2011 dopo un summit Cutro a cui aveva partecipato anche Antonio Gualtieri, Giuseppe Iaquinta  è stato coinvolto nel progetto di realizzazione di un pool di imprese reggiane (vicine o contigue al sodalizio) per acquisire appalti nella zona di Cutro o comunque in Calabria. 

Antonio Gualtieri, anche lui sottoposto a custodia cautelare, era stato vicepresidente dell’Aier, l’associazione degli imprenditori edili cutresi. E’ rimasta memorabile una sua intervista nel ring di Poke Balle, condotta da Marco Gibertini su Telereggio, quando si mise a gridare “Dimissioni! Dimissioni! Dimissioni” all’indirizzo di Enrico Bini, che da presidente della Camera di commercio denunciava la penetrazione della ndrangheta nell’economia legale.

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