Il sindaco strattona i calabresi, il Pd grida alla cutrofobia e i 5Stelle scagliano Tizian contro la giunta

di Pierluigi Ghiggini 

2/2/2015 – Il consiglio comunale di Reggio Emilia oggi è apparso, come di rado accade, lo specchio veridico dei sentimenti della città: incredulo, frastornato, balbettante di fronte all’operazione antindrangheta che ha portato in carcere decine di persone in provincia di Reggio, tra cui un politico di Sala del Tricolore: Giuseppe Pagliani,  che comunque da una cella del carcere di Parma grida la propria innocenza ed è convinto di uscire pulito dalla tempesta giudiziaria.
Un consiglio comunale che sembra essersi risvegliato brutalmente dal sogno interminabile di una diversità politico-culturale e superiorità morale peraltro finite moltissimo tempo fa. 
Persino il sindaco Luca Vecchi, al netto della sindrome influenzale che lo affligge in questi giorni, è apparso spiazzato: ha definito l’operazione Aemilia non solo un fatto di portata storica, ma un “pugno allo stomaco”. Proprio la
sensaziome provata quando mercoledì mattina il comandante dei
Carabinieri lo ha tirato giù dal letto per spiegargli cosa stava succedendo. 
Pure, Vecchi qualche punto fermo lo ha messo: in primo luogo,  fatta eccezione per l’arresto di Pagliani (“Sono garantista”), le istituzioni locali sembrano al riparo dalla tempesta
giudiziaria,  e “per ora” non risulterebbero intaccati
dall’inchiesta nè il sistema dei grandi appalti, nè le operazioni urbanistiche più importanti.
Ciò detto, “non possiamo chiamarci fuori” – detto il sindaco – e l’asticella della legalità  “va alzata ulteriormente” perchè
è allarmante il grado di pervasività e penetrazione della ndrangheta nell’economia locale, come dimostrano le pratiche
di recupero crediti messe da certe imprese nelle mani delle cosche.
Così ha annunciato controlli al pettine fitto delle concessioni edilizie assegnate a imprenditori arrestati nella
maximchiesta; l’obbligo di certificazione antimafia anche per gare e forniture sotto la soglia dei 70 mila euro; massima attenzione contro le infiltrazioni nelle grandi opere future, come la tangenziale nord e gli appalti nella sanità; contrasto
alla diffusione di nuove Sale Vlt; riduzione degli indici edificatori. 

Ma soprattutto, a sorpresa, il sindaco ha sfidato per la prima volta un antico tabù del suo partito: quello dell ‘identità chiusa e intangibile della Little Calabria. Ha incitato i calabresi di Reggio a “uscire dall’idea della comunità nella
comunità” per andare incontro a un nuovo “patto civile” con la città.
A queste parole il gruppo Pd ha reagito, sorprendentemente, chiudendosi ulteriormente a riccio: Salvatore Scarpino, esponente storico della comunità cutrese, in un intervento appassionato ha ripetuto più volte di essere “un cittadino reggiano” e al
tempo stesso di essere incrollabilmente orgoglioso dei valori di amicizia, onestà, solidarietà che gli hanno trasmesso i
suoi vecchi, la sua terra e (citando i  funerali di Berlinguer) il suo partito. Ciò premesso, ha messo in guardia dal trasformare le origini meridionali “in un marchio indelebile”: “Io non ci sto, i cutresi sono persone oneste”. 
Sulla stessa lunghezza d’onda si è affrettato a collocarsi il consigliere De Lucia, per il quale le “generalizzazioni sono pericolose” e vanno evitate come la peste.

(Va da sè che il teorema della “cutrofobia” e del razzismo verso i meridionali, come si è già visto troppe volte, finisce
per fare da schermo alla verità. E’ stato ed è, bisogna dirlo con chiarezza, un argomento usato e abusato in ambienti in odore di ndrangheta. Semmai bisogna davvero preoccuparsi, come fa Vecchi, che i calabresi rompano i vecchi schemi per entrare
 a pieno titolo nella “comunità” chiamata a lottare coralmente contro la mafia)

Ciliegina sulla torta, l’intervento sanguigno del Pd Cigarini che ha difeso a spada tratta il sottosegretario Delrio per il viaggio elettorale del 2009 a Cutro, attaccando nel contempo, ma senza citarlo, il giornalista antimafia Giovanni Tizian per i paragrafi al vetriolo dedicati sull’Espresso proprio allex sindaco di Reggio: “Come si fa a rovinare una persona che non è indagata e non è accusata di nulla? – ha detto con tono indignato Cigarini –  Cosa c’entra se un sindaco va a una
festa di paese?”. Già, che c’è da meravigliarsi se per un caso fortuito la fesa del Crocefisso avviene in piena campagna elettorale?

Solo i Cinque Stelle, emotivi ma implacabili, hanno smosso veramente le acque  chiedendo conto dell’appalto Agac alla ditta di Ciampà per la discarica di Poiatica, rilanciando l’appello di Walter Ganapini per la cittadinanza onoraria al Prefetto  Antonella De Miro e a Giovanni Tizian, schierandosi con Enrico Bini sulla richiesta di dimissioni del sindaco di Brescello Marcello Coffrini, e sbeffeggiando il Pd: “Voi dovete aprire gli occhi”.
Ma il climax in senso patafisico lo si è raggiunto xol grillino Cantamessi quando, nel brivido generale dei banchi di sinistra, ha chiesto “piena luce” sulle informazioni dell’Espresso relative alla moglie del sindaco (Maria Sergio,

ex dirigente del settore urbanistico,  è stata ascoltata dalla Dda su alcune pratiche riguardanti imprenditori cutresi). 
A quel punto, prima che la miccia prendesse fuoco, si è alzato il segretario generale Montanari per far osservare che, a norma di legge, se si deve parlare delle qualità morali delle
persone, il pubblico deve uscire perchè l’argomento va trattato in seduta riservata.
Un colpo di genio, una vera raffinatezza per bloccare sul nascere una questione forse di scarso interesse sostanziale, ma politicamente spinosa come una foresta di cactus.
Alla fine il sindaco ha replicato a muso duro a Cantamessi, rivendicando l’integrità sua e della sua famiglia, sfidandolo ad andare dal Procuratore della Repubblica.
Intanto, tutti i gruppi hanno firmato una mozione unitaria per un consiglio straordinario su Reggio Emilia infettata dalla ndrangheta. 

LA MOZIONE UNITARIA DEI GRUPPI CONSILIARI

I sottoscritti Consiglieri Comunali, ai sensi dell’art. 20 dello Statuto Comunale, chiedono la Convocazione urgente di una seduta di Consiglio Comunale per iscrivere all’Ordine del Giorno la seguente
 
MOZIONE
 
Premesso

Che le recenti notizie riguardo all’operazione “Aemilia”, condotta dalle Forze dell’Ordine, parlano di una operazione che ha avuto un pieno successo. Più di 160 arresti, fra cui il consigliere comunale Giuseppe Pagliani, e più di 200 indagati nel nord Italia, ma con particolare riferimento all’Emilia; le frasi del Procuratore capo della DDA di Bologna descrivono Reggio Emilia come l’epicentro delle attività illecite portate avanti da vari rappresentanti della ‘ndrangheta calabrese, coinvolgendo diverse imprese locali;

Atteso

Che il contrasto a questo radicamento nella nostra società di forme di criminalità organizzata di stampo mafioso deve essere costante e continuamente ribadito, non solo a parole, ma anche con fatti concreti;

Che si rende necessario approfondire la conoscenza della situazione per impedire che il radicamento nel tessuto economico e sociale arrivi ad un punto di non ritorno rispetto all’inquinamento della nostra società;

Considerato

Il positivo lavoro iniziato dal Prefetto De Miro e continuato dal Prefetto Ruberto che ha nei giorni scorsi convocato l’assemblea dei Sindaci della Provincia di Reggio Emilia, presieduta dal Sindaco e Presidente della Provincia Giammaria Manghi;

Il Consiglio Comunale di Reggio Emilia

Esprime piena soddisfazione per l’attività svolta dai Prefetti De Miro e Ruberto e per gli esiti dell’operazione Aemilia; esprime convinto sostegno e supporto al lavoro del Tribunale, della Procura e delle Forze dell’Ordine;

Impegna il Sindaco e la Giunta

Ad implementare e continuare il lavoro interforze e interistituzionale di contrasto alle mafie;

Ad incrementare le procedure di controllo e di verifica in materia di concessioni edilizie ed appalti pubblici, con particolare attenzione ai bandi e concessioni edilizie cd. “sotto soglia”, cercando di evitare ove possibile la procedura al massimo ribasso utilizzando criteri alternativi già previsti in normativa, continuando lo scrupoloso controllo e la ricerca delle certificazioni antimafia e delle informative ed interdittive rilasciate dalla Prefettura;

A monitorare costantemente e preventivamente anche gli appalti di grandi opere non bandite direttamente dall’Ente come l’imminente cantierizzazione da parte di Anas del completamento della Tangenziale Nord o i vari stralci di ampliamento e innovazione del Sistema Sanitario reggiano;

A farsi promotore presso gli enti sovraordinati di un attento contrasto alle infiltrazioni mafiose nei mercati regolati dai Monopoli di Stato come le sale scommesse, sale bingo e sale VLT e nell’organizzazione criminale dello sfruttamento della prostituzione e dello spaccio di sostanze stupefacenti;

A sostenere presso il Governo e il Parlamento una riforma delle leggi anticorruzione, da estendere a tutte le società partecipate di Enti Pubblici, e delle leggi in materia di appalti pubblici evitando di privilegiare i criteri di gara al massimo ribasso e a dotare i sistemi informativi dei vari enti ed istituzioni per lo scambio a doppio senso di informazioni a livello nazionale di informazioni utili a contrastare le infiltrazioni;

A verificare ed aggiornare tutti i protocolli e le procedure di controllo e di verifica di legalità dell’Ente, coordinandosi con gli altri Enti Locali ed Istituzioni per aumentare il grado di relazione e di rete compatta tra le varie Istituzioni;

Ad implementare gli esistenti ed attivare ulteriori progetti e percorsi con le Scuole e le Associazioni cittadine per diffondere una maggiore cultura ed educazione alla Legalità;

A riferire di queste attività con regolarità periodica nella competente 6a commissione consiliare Speciale, anche attivando percorsi di verifica tecnica degli atti dell’Amministrazione.

 I firmatari: Andrea Capelli (Pd), Gianluca Cantergiani (Pd), Lucia Lusenti (Sel), Gianluca Vinci (Lega nord), Ivan Cantamessi (Movimento 5 Stelle), Claudio Bassi  (Forza Italia), Cinzia Rubertelli (Grande Reggio/Progetto Reggio), Cesare Bellentani (Lista Civica Magenta)
 
 

 

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *