I sindaci e la legalità: lotta dura alle videolottery, demolire le opere abusive. Ma sul caso Coffrini è calato il silenzio

17/2/2015 – Nuova assemblea dei sindaci in Provincia a Reggio Emiia sul tema della legalità e al contrasto alle mafie, in contemporanea alle audizioni tenute in Prefettura dalla commissione parlamentare antimafia. 
“Mentre sul fronte di un nuovo Protocollo di legalità ancora più restrittivo in termini di assegnazioni lavori, appalti e controlli sull’edilizia Comune di Reggio, Provincia e Prefettura stanno completando i contenuti del documento che verrà sottoscritto nelle prossime settimane – riferisca una nota di Palazzo Allende –  sindaci e Provincia hanno approfondito oggi in particolare il tema di sale scommesse e videolottery (Vlt), che a volte possono favorire nuove forme di insediamento della criminalità organizzata”. 
“Oltre a una piena collaborazione con le forze dell’ordine per quanto riguarda i controlli di queste attività, anche attraverso un tavolo di confronto per concordare le scelte urbanistiche promosse dagli Enti Locali e promuovere congiuntamente una politica di informazione e controllo in materia di gioco d’azzardo, l’obiettivo è quello di condividere con tutto il territorio provinciale l’iniziativa intrapresa dal Comune di Reggio tra il 2013 e il 2014, attraverso varianti al Regolamento urbanistico edilizio (Rue) e al Piano strutturale comunale (Psc), finalizzata a introdurre un uso specifico per le sale scommesse da pianificare sul territorio solo attraverso il Piano operativo comunale (Poc) ovvero dopo l’approvazione del Consiglio comunale”, spiegano il presidente della Provincia e il sindaco del Comune di Reggio Emilia, Giammaria Manghi e Luca Vecchi, che nei prossimi giorni invieranno sul tema anche una formale richiesta alla Regione Emilia-Romagna. “Chiederemo più efficaci misure sanzionatorie intervenendo sulla normativa in materia, in particolare la Legge regionale 23 /2004, per rafforzare gli strumenti a disposizioni dei Comuni  in caso di non ottemperanza da parte dei responsabili degli abusi, prevedendo ad esempio il ripristino o l’eventuale demolizione delle opere realizzate difformemente alle previsioni urbanistiche ed edilizie”. In realta esiste da più di trent’anni la legge sulle requisizioni in caso di abusi edilizia ma non è mai stata applicata da nessuno: troppo scomoda. 
E comunque l’assemblea dei sindaci si è riunita ancora una volta senza toccare il tasto scottante del sindaco di Brescello Marcello Coffrini (sostenuto in piazza dalla famiglia Grande Aracri) del quale il sindaco di Castelnovo Monti ha chiesto pubblicamente le dimissioni. Come sempre, meglio scrivere protocolli che arrivare al nocciolo delle questione. 
(p.l.g.) 

 

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