Federconsumatori contro le Poste: 54 uffici da chiudere in Emilia, la posta prioritaria schizzerà a tre euro

17/2/2015 – In Emilia-Romagna le Poste prevedono di chiudere 54 uffici, lasciando sguarniti numerosi paesi soprattutto in montagna. Altri 34 saranno investiti da un piano di ristrutturazione. 
In Provincia di Reggio Emilia verrebbero chiusi definitivamente gli uffici di Rondinara e di Casoni, mentre subirebbero drastiche riduzioni di orario le poste di Villa Minozzo, Ligonchio, Collagna, Vetto, Scandiano e Luzzara. 
Sono le cifre fornite da Federconsumatori di Reggio Emilia che parla di un “affronto”, chiede un piano alternativo e punta il dito sui progettati aumenti di prezzo: basti pensare che la posta prioritaria passerebve da 0,80 a 3 euro. 
 
“Da un lato vediamo l’ennesimo taglio – scrive l’associazione di tutela  presieduta da Giovanni Trisolini – seguendo quella che sempre più chiaramente appare come una manovra centralistica e di tagli puri e semplici, senza prestare alcun tipo di attenzione ai bisogni degli utenti e dei territori. Dall’altro lato, in contraddizione con i tagli, vengono chiesti incrementi enormi alle tariffe della corrispondenza”

“Insomma cittadini, il riassunto è: vi offriamo meno in termini di qualità e quantità del servizio, ma voi dovete pagare di più.

Di fronte ad un affronto del genere non possiamo restare nè indifferenti nè silenziosi.
Inoltre, negli ultimi anni, diverse ed importanti riduzioni di servizi sono state operate sugli sportelli di diversi comuni della provincia, questo significa che alcuni sportelli non offrono in nessuna misura dei servizi per i quali già oggi bisogna spostarsi di comune in comune.

Questo costringerebbe gli utenti più in difficoltà, quelli che vivono lontani dai centri medio/grandi, a spostarsi di diversi Km con mezzi privati o pubblici (che comunque prevedono un notevole dispendio di tempo e denaro) per poter usufruire dei servizi postali, pagandoli di più.
Come si suol dire “oltre il danno la beffa”.

Federconsumatori Reggio Emilia “si unisce quindi alle proteste dei Sindaci e dei lavoratori, per chiedere un piano alternativo e chiede alla Regione Emilia Romagna – che ha recentemente sollecitato un incontro – di vedersi urgentemente con la direzione di Poste Italiane affinché questo piano abbia un impatto minore sui cittadini.

Le percentuali di incremento delle tariffe della corrispondenza farebbero ridere, se non facessero già piangere, e si commentano purtroppo da sole, andando da un minimo di aumento del 122% ad un massimo del 375%!”. 

Di fronte ad un contesto “che ci parla di crisi dei redditi, aumento della povertà, gente che non arriva a fine mese e un servizio in peggioramento (ritardi nelle consegne e mancati  recapiti) Poste Italiane avanza richieste folli: la corrispondenza ordinaria (soppressa, con la solita scarsa lungimiranza, nel 2006) tornerebbe, ma passando da 0,45 euro a 1,00 euro e portando il recapito a 5 giorni”.

“La posta prioritaria passerebbe da 0,80 euro a 3,00 con recapito entro due giorni, ma senza certificato di consegna.
Tutto questo avrebbe dei costi e dei disagi per le famiglie che noi riteniamo inaccettabili”.

“Federconsumatori  chiede pertanto anche ad AGCOM (l’Autorità per le Comunicazioni) di rispedire al mittente, cioè a Poste, tali ingiustificate e ingiustificabili  richieste. Non sarà certo una procedura a loro sconosciuta quella dei mancati recapiti”. 
 

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