Alle porte di Reggio la discarica abusiva dell’edilizia, gestita da impresario crotonese

28/2/2015 – Un imprenditore edile del crotonese ha realizzato in un’area privata alle porte di Reggio Emilia, di proprietà del padre, una vera e propria discarica non autorizzata: cumuli di inerti da demolizione (per i quali è obbligatorio lo smaltimento in discariche speciali) ma anche rifiuti per lo più indifferenziati, ciarpame vario e anche una piccola quantità du rifiuti pericolosi, costituiti da due batterie al piombo. Inoltre su una catasta di onduline in cattivo stato il personale dell’Agenzia ambientale Arpa ha proceduto a un campionamento per verificare la presenza di amianto.
 Con l’accusa di aver realizzato e gestito una discarica non autorizzata i Carabinieri di Rubiera e l’Arpa hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia un imprenditore edile calabrese 32enne residente nel capoluogo e il padre di 60 anni proprietario dell’area interamente sottoposta a sequestro. 
L’altra mattina il blitz dei carabinieri di Rubiera e del personale 
dell’agenzia regionale di protezione ambientale – sezione di Reggio Emilia – a conclusione di indagini specifiche. 
Al termine del viottolo che conduce alla proprietà c’erano cumuli e cumuli di rifiuti costituiti da inerti da costruzione/demolizione stoccati in una grossa area. Frammisti agli inerti erano visibili numerosi elementi sanitari da bagno quali piatti doccia, vasche e rifiuti da imballaggi come plastica carta. Nell’area oggetto dei controlli anche due fabbricati, uno fatiscente e l’altro costituito da vari box posti a recinto di un cortile interno colmo di rifiuti in prevalenza materiali inerti ma soprattutto componenti per bagno. Sotto al fabbricato aperto erano presenti rifiuti per lo più indifferenziati ciarpame vario ma anche rifiuti speciali pericolosi costituiti da due batterie al piombo. Presente anche la suddetta catasta di onduline su cui sono in corso gli accertamenti per verificare l’eventuale presenza di amianto. Rappresentando o stato dei luoghi un deposito incontrollato di rifiuti e gestone non autorizzata i carabinieri e il personale dell’ARPA procedevano al sequestro dell’intera area denunciando in ordine ai citati riferimenti normativi violati l’imprenditore edile e suo padre.

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