Colacino: “La mia coop pilotava gli appalti Agac”. I 5 Stelle chiedono l’intervento della Commissione Antimafia

2/2/2015 – I gruppi del Movimento 5 Stelle all’attacco in Parlamento dopo  l’operazione Aemilia, che 117 arresti e 200 indagati solo in regione, ha decapitato buona parte della ndrangheta a Reggio. 
L’altro ieri hanno chiesto le dimissioni del sottosegretario alla Presideza Graziano Delrio, a seguito dell’articolo dell’Espresso, firmato da Giovanni Tizian, sul viaggio elettorale a Cutro (stigmatizzato dalla Procura antimafia di Bologna). Oggi la richiesta alla Commissione antimafia presieduta da Rosy Bindi, di passare al setaccio, cona regolare richiesta di accesso agli atti, tuttimgli appalti,  i sub appalti,  le assegnazioni e le forniture dell’ex Agac negli ultimi dieci anni. 
A mettere in moto la richiesta l’intercettazione tra Michele Colacino, imprenditore del trasporto rifiuti arrestato nell’operazione Aemilia, e un amico. Nel 2011 a Colacino fecero saltare la Bmw: secondo la Dda furono due sicari su ordine di Nicolino Grande Aracri, perchè Colacino voleva rendersi autonomo dal boss.

La conversazione è avvenuta in periodo successivo alla fusione tra Enìa (ex Agac) e le aziende di Genova e Torino che dato origine a Iren. Colacino afferma che non gli è più possibile controllare gli appalti, come sarebbe avvenuto ai tempi di Agac.
Colacino: “È arrivata la fine della mia cooperativa… Hanno perso nel giro di 10 giorni tre lavori… tre mega lavori proprio qui a Reggio… Di cuimio c’ho dentro cinque camion…”

L’amico: “Ma che tipo di tutela avevate voi… hai tu?”
Colacino: “Ti spiego: allora i miei lavori erano diversi per i diversi comuni. Però qua i Comuni erano consorziati tutti sotto un’unica forma in  ex Agac…”
L’amico: “Sì”
Colacino: “L’Agac aveva fatto una fusione: Reggio… I comuni di Reggio, i Comuni di Parma e i Comuni di Piacenza… Fino a quando era cosi la cosa era sopportabile perchè ognuno sulla carta aveva il suo… Sulla carta erano… avevano fatto questa fusione, però Reggio dipendeva dal Comune di Reggio… mi capisci?”.
L’amico: “Sì”. 
Colacino: “Fino a quando è stato così la mia cooperativa ha pilotato le gare e non ci sono mai stati problemi… Ora, prima di quest’estate hanno fatto una fusione… con Torino e Genova”. 
E ancora: “Allora dipende tutto da Torino, tutto dalla A alla Z, gli hanno tolto tutta l’autonomia a Reggio, a Parma… di conseguenza anche le gare d’appalto, quindi la mia cooperativa si è trovata spiazzata perchè uno: prima che usciva l’appalto lo stabilivano insieme come far uscire la gara. Quindi la mia cooperativa era avvantaggiata, due: sapevano sempre chi erano gli invitati ed era sempre gente di Reggio, e quindi nessuno faceva la guerra tra di loro, ognuno faceva il suo”. 

La “mia cooperativa” è la Transcoop, colosso dell’autotrasporto reggiano. Il direttore generale Livio Pellicelli ha dichiarato alla Gazzetta di Reggio: All’epoca alla quale fa riferimento Colacino lavoravo altrove, ma posso assicurare che Transcoop ha stretto le maglie sui controlli come poche realtà nel settore. Abbiamo espulso oltre trenta soci negli ultimi anni”.

Da parte su la deputata 5 Stelle Maria Edera Spadoni dà per imminente l’arrivo a Reggio della Commissione antimafia. “In base alle intercettazioni di Colacino – afferma Spadoni – viene a galla l’ipotesi che le gare siano state pilotate quando Agac dipendeva direttamente dal Comune di Reggio. Una dichiarazione pesante che getta ombre anche su Transcoop. Dobbiamo capire cosa c’entra l’ex municipalizzata, l’amministrazione e quali siano state le dinamiche nell’assegnazione delle gare pubbliche”. 

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