Chiesa in lutto: si è spento a 68 anni monsignor Lanfranchi, arcivescovo di Modena

17/2/2015 – Si è spento all’età di 68 monsignor Antonio Lanfranchi, arcivescovo di Modena e Nonantola.  Il metropolita, malato da tempo, è morto nella sua abitazione stamattina. Di recente era stato dimesso dal reparto di Ematologia del Policlinico, per proseguire le cure a casa. Sabato l’improvviso aggravamento delle sue condizioni, sino al decesso di oggi. 
 Malato dallo scorso anmo  era stato ricoverato due volte al Policlinico. Il secondo ricovero urgente in gennaio dopo che le  sue condizioni sembravano migliorate,  tanto dall’aver potuto celebrare la Messa della natività in Duomo. 

A Natale aveva celebrato la messa di mezzanotte in duomo e le sue condizioni di salute sembravano migliorate, per poi peggiorare repentinamente a gennaio quando fu ricoverato per la seconda volta. L’arcivescovo aveva dovuto rinunciare alle celebrazioni di San Geminiano. Durante la degenza aveva ricevuto una telefonata di conforto da Papa Francesco. 
Nato a Grondone di Ferriere, in provincia di Piacenza, monsignor Luciano Lanfranchi era stato ordinato sacerdote nel 1971. Vicario generale della diocesi piacentina dal 1996, nel 2003 era stato ordinato vescovo. Dopo sette anni trascorsi a Cesena, papa Ratzinger nel 2010 lo aveva nominato arcivescovo
di Modena. 

IL CORDOGLIO DEL VESCOVO DI REGGIO MASSIMO CAMISASCA

“Il vescovo Massimo Camisasca, raggiunto dalla notizia della scomparsa di monsignor Antonio Lanfranchi, suo Metropolita, giunta improvvisamente ma purtroppo da lungo tempo temuta, si è raccolto in preghiera chiedendo al Signore di comprendere almeno qualcosa dei Suoi misteriosi disegni.

Affida alla luce del Signore l’anima buona e fedele di questo vescovo, così accogliente e pronto a riconoscere il bene ovunque si manifestasse” – così una nota diffusa dalla Curia di Reggio Emilia.
“La Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla, ricordando l’opera appassionata di monsignor Lanfranchi per la beatificazione di Rolando Rivi, unisce la sua preghiera a quella della Chiesa sorella di Modena-Nonantola implorando dal Signore un degno successore sulla cattedra di san Geminiano”.

 

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