Vi spiego perché i concetti di destra e sinistra sono morti e sepolti, almeno quando si tratta di gas e di Iren

di Cesare Bellentani*

Nel Consiglio Comunale di lunedì 19 gennaio avevo proposto, assieme ai colleghi del M5S, di esaminare la fattibilità di una società, composta da tutti i comuni della nostra provincia, per gestire la rete di distribuzione del gas, acquisendo tale immobilizzazione patrimoniale da Iren.
Una tale società avrebbe preso in carico oneri e onori della distribuzione. Quello che chiedevo era di:
1) esaminare in commissione i grandi numeri in questione: volumi  in milioni di Euro del metano che ogni anno viene tariffato nella nostra provincia (ricordo che il 15% delle bollette finisce a chi gestisce le reti);
2) verificare i costi di gestione di tale rete;
3) valutare il tempo di ritorno sull’investimento per questa ipotetica società.
Se i dati non fossero stati confortanti (sono conti di massima abbastanza semplici) si sarebbe abbandonato il progetto, viceversa si sarebbe approfondito.
Nel caso in cui l’operazione fosse risultata fattibile, I vantaggi di tale intervento sarebbero stati:
1) proprietà della rete di distribuzione legata al territorio (in ogni modo la rete può appartenere a un solo soggetto, quindi per forza in regime di monopolio);
2) somministrazione del gas come ora sul libero mercato;
3) sottrazione da Iren.  Sappiamo che Iren è un ibrido fra pubblico e privato (con i vizi di entrambi) e che la sua situazione patrimoniale è ad alto rischio. Anche se è verosimile che qualcuno alla fine la salverà…
4) ultimo fatto, qualcuno della maggioranza, in commissione consiliare, aveva paventato il fatto che la rete potesse essere fagocitata da Gazprom… mi chiedo, sarebbe più facile con una società pubblica o sarà più facile con una società privata piegata dai debiti?

Ora, devl registrare che tale ordine del giorno è stato votato in maniera compatta da tutte le forze di opposizione (Lista Civica Magenta di cui sono capogruppo, M5S che hanno firmato il documento con me, Forza Italia, Lega e Grande Reggio), mentre la maggioranza ha espresso 4 astensioni e 15 voti contrari. Pertanto è stata bocciata dal Pd.
Questo a riprova che i concetti di destra e sinistra sono morti e sepolti. Poi ognuno la pensi come meglio crede su questa vicenda… però credo che valesse la pena quanto meno di sedersi attorno a un tavolo e dire “i numeri sono questi, parliamone”. Invece no. Forse è meglio fidarsi del proprio fiuto… anche quando c’è in ballo l’interesse di tutti i cittadini. O i numeri in gioco sono troppo importanti?

Faccio notare che l’Ordine del giorno era stato presentato originariamente come art.20, poi, a seguito di dialogo con la maggioranza, era stato modificato a mano sia nella modalità sia nei contenuti.

(*consigliere comunale Reggio lista Magenta)

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