“Una webcam sugli scavi del Park Vittoria? Sempre meglio di un’opaca barriera”

di Francesco Fantuzzi*

20/1/2015 – La consigliera comunale Franceschini ha proposto di installare una webcam sugli scavi del Park Vittoria, per trasformarla in una casa di vetro. Peccato che la formalizzazione dell’operazione sia un capolavoro di opacità e di anomalie mai chiarite.

Negli ultimi tempi, l’interesse della collettività o di parte di essa sui lavori del parcheggio interrato si è soffermata sul possibile ritrovamento di reperti archeologici più o meno antichi e di pregio.
Indubbiamente si tratta di un tema importante: e la proposta della consigliera Franceschini, persona di indubbio spessore culturale, parrebbe un segnale di apertura e di trasparenza da parte dell’Amministrazione comunale.

Ma l’operazione Park Vittoria resta quanto di più opaco e misterioso si possa concepire, e l’odiosa barriera che circonda il cantiere non può che simboleggiarla mirabilmente.
Da tempo, infatti, chiedo conto delle bizzarre anomalie attorno alla compagine sociale della Reggio parcheggi, l’ATI che sta gestendo i lavori, ma nessuno risponde e fornisce spiegazioni.

Final spa, società facente parte di Reggio parcheggi con sede legale a Palermo, risulta attiva alla Camera di Commercio soltanto dall’agosto 2013: ma la concessione del comune e il relativo contratto risalgono al maggio 2011, oltre due anni prima.
Il Comune di Reggio Emilia non si cura dunque di verificare attentamente i requisiti dei soggetti cui concede il suolo che amministra, oltretutto a spese dei cittadini?

*(Reggio Città Aperta)

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