“Un Primo Tricolore a senso unico, ma la bandiera è di tutti”. Pagliani boccia la predica del regista Giorgio Diritti

8/1/2015 – Giuseppe Pagliani non risparmia critiche all’impostazione data alla festa del Primo Tricolore di ieri, e in particolare alla “lectio” tenuta dal cineasta Giorgio Diritti (peraltro lodato dal governatore Bonaccini per il suo lavoro sulla memoria dell’eccidio di Marzabotto) che ieri all’Ariosto ha raccontato con il supporto di molte immagini dai suoi film, il rapporto fra Tricolore e Resistenza. La ragione dell’alzata di scudi di Pagliani: nel 70° della fine della guerra e della Liberazione, si continua a rimuovere la storia dei delitti ideologi compiuti dall’elite partigiana comunista durante (emblematico il martirio di Rolando Rivi) e dopo la guerra.

Scrive il capogruppo di Forza Italia in comune  Reggio Emilia: ” Non si comprende come possa ridursi la Lectio Magistralis del 218 ° anniversario del Tricolore, ad una sola ed esclusiva apologia del partigianato.

Nelle file dei resistenti sono state migliaia e migliaia le persone che hanno agito con il nobile obiettivo di creare una democrazia in Italia – afferma l’esponente azzurrl –  Ve ne sono invece altre che hanno agito con l’obiettivo fanatico, di creare una dittatura di matrice comunista , pertanto in nome
di questo disegno hanno compiuto efferati delitti proprio nelle nostre terre contro cittadini inermi colpevoli solo di non essere ideologicamente schierati.

Di conseguenza – è la conclusione di Pagliani – oggi si è perduta la grande opportunità di festeggiare un simbolo, Il tricolore, che deve unire tutti gli italiani. Al contrario si è ancora una volta scelto la fazione, l’interesse politico di parte, caratterizzando cosi una iniziativa che deve essere di tutti i reggiani e di tutti gli italiani”.

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2 risposte a “Un Primo Tricolore a senso unico, ma la bandiera è di tutti”. Pagliani boccia la predica del regista Giorgio Diritti

  1. giammarco Rispondi

    15/01/2015 alle 21:42

    pagliani chi?

    • Pierluigi Rispondi

      15/01/2015 alle 22:35

      Certamente uno che sa quello che dice, lo si condivida o no. Il tema posto da Pagliani è pertinente e meriterebbe di essere trattato a fondo, senza paraocchi ideologici.

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