Quirinale, il dopo-Napolitano è cominciato
Prodi, Castagnetti, Delrio: tre reggiani per il Colle

14/1/2015 – Alle 12 in punto l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto gli onori dei Corazzieri a cavallo e di uno schieramento interforze, ha abbracciato consiglieri e collaboratori di nove anni trascorsi sul Colle, e insieme alla moglie Clio ha lasciato il palazzo del Quirinale.

Giorgio Napolitano ha firmato alle 10.35 la lettera di dimissioni da presidente della Repubblica. La missiva è stata consegnata dal segretario generale del Quirinale Donato Marra ai presidenti delle Camere e al presidente del Consiglio per gli adempimenti di rispettiva competenza.

Napolitano si è quindi recato nel Cortile d’onore dove ha ricevuto gli onori militari da un reparto di formazione interforze e gli è stato consegnato copia dello Stendardo presidenziale dal Comandante del Reggimento Corazzieri alla presenza del Consigliere militare.

Sulla piazza una nutrita folla di cittadini che lo ha salutato con applausi accompagnati anche da qualche ‘bravo’. L’ex Capo dello Stato ha risposto salutando con la mano con il finestrino aperto.

Quindi, dopo un breve tragitto di circa 300 metri, a bordo della ‘Thema’ presidenziale, con scorta al seguito, alle 12.05 la coppia ha varcato il portone della loro abitazione, in vicolo dei Serpenti. Un ritorno a casa dopo quasi nove anni, esattamente 8 anni 8 mesi e sei giorni, vissuti nel palazzo del Quirinale. Nella via decine di giornalisti, operatori televisivi e abitanti del quartiere che lo hanno applaudito gridando ‘grazie presidente’.

Napolitano ha salutato con un segno di vittoria fatto con la mano, ma nessuna dichiarazione è stata rilasciata alla stampa prima di varcare il portone di casa. Il rientro verrà festeggiato in piazza sabato pomeriggio, per iniziativa dei tanti residenti che non vogliono fare mancare al presidente emerito ed alla moglie Clio il loro saluto.

”Grazie Presidente”, ha twittato il premier Renzi, coniando un hashtag ad hoc poco dopo la formalizzazione delle dimissioni di Giorgio Napolitano. Successivamente, alla presentazione di un libro, il premier ha detto: ”Ragionevolmente a fine mese” avremo il nuovo presidente della Repubblica. La prima seduta del Parlamento in seduta comune e dei grandi elettori per la nomina del nuovo capo dello Stato, si terrà giovedì 29 gennaio alle 15.

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14/1/2015 – Questa mattina alle 11 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, 89 anni, presenta le sue dimissioni dopo nove anni trascorsi al Quirinale, di cui gli ultimi due obtorto collo a causa dell’incapacità del Parlamento, nel 2013, di eleggere il suo successore. Resta senatore a vita, carica alla quale fu nominato da Ciampi nel 2005, e che comunque spetta di diritto agli ex Presidenti della Repubblica.

La lettera di dimissioni sarà recapitata immediatamente dal segretario generale della Presidente ai presidente di Camera e Senato, e al presidente del Consiglio Renzi. Diventerà formalmente esecutiva con una comunicazione a firma del presidente della Camera, pubblicata subito in un’edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale.

Contemporaneamente, come prevede la Costituzione, il presidente del Senato Grasso assumerà l’interim della Presidenza della Repubblica sino alla nomina del nuovo Capo dello Stato. La presidente Boldrini dovrà convocare entro 14 giorni da oggi le Camere in seduta comune, integrate dai grandi elettori delle Regioni, per l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale.

La lotta per la successione è in atto da tempo, ed è noto che qualsiasi nome dovrà avere il gradimento comune di Pd e Forza Italia. Sono ben tre i reggiani in corsa: Romano Prodi, su cui continua a puntare la minoranza democrat guidata da Bersani (anche per riscattare il “tradimento” dei 101 che nel segreto dell’urna “segarono” il Professore nel 2013), il sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio, l’on Pierluigi Castagnetti.

Secondo alcuni, quest’ultimo sarebbe ben quotato, mentre secondo altri il nuovo presidente “non sarà un reggiano”. Proprio ieri Bersani ha ribadito che il candidato dovrà avere la statura di Prodi e di Marini, bruciati nel 2013. Sembrerebbe un rilancio della candidatura  di Giuliano Amato, ma davvero il Presidente dovrà essere un uomo comunque legato alla Prima Repubblica?

Si dice che Renzi abbia già un asso nella manica, un nome top secret su cui avrebbe ottenuto il gradimento di tutti, anche di Berlusconi e dei frondisti di Forza Italia. Un alto esponente della società civile capace di far brillare nel mondo la stella del Paese? Una donna capace di mettere tutti d’accordo? Si accettano scommesse.

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