Tassa rifiuti, la Commissione tributaria contro il Comune di Reggio: “Poca trasparenza”. Conteggi da rifare?

18/1/2015 – Clamoroso pronunciamento della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia nei confronti del comune Capoluogo per la tassa rifiuti (prima Tares, e ora Tari). La Commissione ha alcuni ricorsi curati dal tributarista Davide Grasselli, e sostenuti dall’associazione Confconsumatori di viale Piave (presidente Secondo Malaguti). Ricorsi confluiti in un’unica sentenza che, in sostanza , ha stigmatizzato il Comune di Reggio per la carenza di informazioni sulla formazione del tributo e sul diritto dell’utente a ricorrere e a ottenere eventualmente il riconteggio, informazioni e criteri che mancherebbero nella delibera relativa alla Tari.
Ora Confconsumatori procedere con un altro esposto, questa volta nei confronti del comune di Bagnolo. L’assessore allle Finanze di Reggio, Francesco Notari, ha detto di attendere per ogni decisione i pronunciamenti dei successivi gradi di giudizio.

“Ciò significa che per l’assessore Iren deve fare ricorso? – chiede Malaguti – e contro chi? Contro la legge dello Stato? O contro la commissione tributaria che ne ha chiesto giustamente il rispetto? Sarà, ma la sensazione è che in una vicenda di questa portata il comune di Reggio consideri lo Stato di diritto come un optional”.
La battaglia a suon di carte bollate è appena cominciata, certo è che dopo il pronunciamento della Commissione non si può escludere una valanga di ricorsi da parte di utenti del servizio rifiuti, in particolare le imprese che pagano grosse somme, per ottenere il riconteggio della tassa sulla base di parametri trasparenti.
E il comune di Reggio sarà costretto a riscrivere la delibera? E quali altri comuni, sulla base dei principi di obbligo di trasparenza imposti dalla legge e sanciti dalla Commissione tributaria, sono in difetto e potrebbero essere costretti a riconteggiare la tassa?
La verità è che molti utenti reggiani nutrono il sospetto di pagare più del dovute.

I ricorsi firmati da Grasselli fanno leva sul cosiddetto Statuto dei diritti dei cittadino contribuente (legge 212 del 2000) che evidentemente, secondo la Commissione Tributaria Provinciale, il comune di Reggio ha violato, e sulla legge 241/90 relativa al procedimento amministrativo e all’accesso agli atti.
“Potremmo definirla una bussola per la formazione degli atti amministrativi di qualsiasi amministrazione pubblica – ha commentato Secondo Malaguti – Lo Statuto dei diritti del cittadino contribuente, che da quindici anni è legge dello Stato ed è stato ripreso anche di recente da una sentenza della Cassazione, fissa contro assoluta precisione e chiarezza i criteri su cui si deve calcolare il tributo richiesto. Esige una trasparenza e una correttezza negli atti deliberativi che le amministrazioni comunali di Reggio Emilia guidate da Graziano del Rio, ma anche di altri comuni,  non hanno rispettato”. Vedremo gli sviluppi.

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