Reggio realizza un sogno. Il S. Maria Nuova, che compie 50 anni, inaugura il nuovo acceleratore lineare per la cura del cancro

23/1/2015 – Reggio Emilia realizza un sogno. Un sogno condiviso da migliaia di cittadini che hanno concorso a realizzarlo. Il 31 gennaio nel bunker di Radioterapia oncologica sarà inaugurato il nuovo acceleratore lineare True Beam STx 2.0 per la cura del cancro. E’ l’acceleratore più avanzato d’Italia, permetterà di bombardare il tumore con una precisione senza precedenti, con maggiore rapidità e di ridurre drasticamente il numero delle sedute e quindi l’esposizione nel tempo alle radiazioni.
È costato circa 4 milioni di euro, una parte dei quali attraverso una memorabile campagna di raccolta fondi tra i reggiani realizzata da Ascmad-Prora, e alla quale hanno contribuito come sponsor Ancelotto, Orietta Berti, Ligabue e Stefano Baldini.

La presentazione dell’acceleratore aprirà la serie di eventi per celebrare il 50mo della sede attuale dell’Arcispedale Santa Maria Nuova, che fu inaugurata il 15 maggio 1965.
Un vasta programma di convegni, porte aperte nei reparti, talk show, mostre fotografiche, inaugurazione di nuovi spazi e apparecchiature all’avanguardia, realizzato col sostegno del gruppo Credem, di Landi Renzo e di Iren, e presentato questa mattina dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, dal direttore generale del Santa Maria Nuova Ivan Trenti e dal presidente della Provincia Giammaria Manghi.

“La parola d’ordine di questa ricorrenza è il coinvolgimento della comunità a tutti i livelli nel percorso di valorizzazione del passato e del presente di un’istituzione che ha saputo guadagnare nel tempo una solida reputazione – ha dichiarato il direttore Trenti – La festa per i 50 anni è per un ospedale che sia accogliente, aperto alla città, al passo con i tempi, che utilizza le risorse secondo criteri di efficacia ed efficienza, dando il meglio dell’assistenza”.

GLI EVENTI

Il programma prende il via, appunto, il 31 gennaio con l’inaugurazione nella sede della Radioterapia Oncologica di un’apparecchiatura di altissimo livello, “il più innovativo degli acceleratori lineari oggi presenti in Italia”: il true Beam STx 2.0. In quella stessa giornata le èquipe dei reparti Radioterapia Oncologica e Medicina Nucleare apriranno le porte ai visitatori offrendo un’occasione per conoscere le complesse tecnologie e le competenze che caratterizzano i percorsi di diagnosi e cura in queste specialità.

A metà febbraio si proseguirà con la presentazione del volume pubblicato da Maselli editore e curato dal clinico Italo Portioli e dallo storico Carlo Baja Guarienti sugli ultimi 50 anni di Storia del Santa Maria Nuova.

A breve distanza sarà la volta degli studenti dei licei cittadini che si confronteranno con esperti del settore in un dibattito aperto sul rapporto tra etica e ricerca e sulle scelte nell’ambito della salute globale e della corretta informazione scientifica. Animeranno l’incontro il Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, la giurista Livia Pomodoro, il direttore scientifico dell’IRCCS Santa Maria Nuova Giovanni Apolone, il medico Roberto Satolli con la moderazione della giornalista scientifica Silvia Bencivelli.

Marzo sarà l’occasione per un convegno sulla Storia della Medicina dal Medioevo ad oggi con focus sulla sanità a Reggio Emilia, con la partecipazione della professoressa Donatella Lippi dell’Università di Firenze.

Il secondo evento del mese sarà una tavola rotonda sul tema della evoluzione della architettura ospedaliera: dal centenario dell’Ospedale di Correggio sino agli smart hospital del futuro, passando per le varie fasi progettuali del Santa Maria Nuova. Tra i relatori vi saranno i progettisti (Studio Manfredini, Cooperativa Architetti, Binini Partners) e docenti universitari.

Il mese di Aprile sarà l’occasione per una grande festa di piazza che vedrà coinvolte tutte le associazioni di volontariato che da anni operano attivamente all’interno dell’Arcispedale sostenendo la vita e il progresso del Santa Maria Nuova.

Il mese di Maggio si andrà verso il clou delle manifestazioni. Un appuntamento aperto alla cittadinanza su Nutrizione e prevenzione oncologica coinvolgerà i giovani dell’istituto Alberghiero Motti. Al centro del dibattito i cibi della salute, conoscerli, apprezzarne le virtù e imparare a cucinarli. Oncologi, ricercatori e nutrizionisti in cucina per uno scambio di idee, vedute e conoscenze.

Il 15 Maggio, data della ricorrenza, sarà presentato al pubblico un nuovo e moderno settore di accoglienza che agevolerà in modo sensibile, semplificandoli, i percorsi del pubblico per la prenotazione e il pagamento di visite ed esami e il ritiro dei referti. Nella stessa giornata sarà possibile chiedere l’annullo filatelico dedicato al Cinquantenario. La messa celebrata dal Vescovo di Reggio Emilia sarà l’occasione per un momento di raccoglimento.

Ancora il 15 maggio, in occasione del weekend di apertura della Settimana Europea della Fotografia, in una delle sedi del circuito principale, si terrà l’inaugurazione della mostra fotografica con gli scatti selezionati entro un concorso rivolto ai soli dipendenti, vero motore dell’immensa macchina operativa che è il Santa Maria Nuova. Visto con gli occhi di chi ci lavora, il soggetto delle istantanee sarà l’Ospedale in tutte le sue possibili varianti.

“Tante le iniziative correlate e parallele alle celebrazioni più importanti. Durante tutto il 2015 i reparti dell’Arcispedale si alterneranno in iniziative di accoglienza alla cittadinanza. Saranno occasioni importanti per i cittadini per conoscere le équipes, le possibilità in termini di cura, le nuove tecnologie a disposizione e per avvicinare gli operatori e i professionisti.
Con l’invito a essere cittadini fruitori di cultura, a tutti i nuovi nati al Santa Maria Nuova nel 2015 saranno donati un simbolico passaporto per la cultura e una favola inedita sulla Nascita dello scrittore reggiano Giuseppe Caliceti”.

L’ARCISPEDALE SANTA MARIA NUOVA E LA SUA SEDE

Nata per essere la sede definitiva dopo quella di via Dante, danneggiata dai bombardamenti del 1944, originariamente composta da tre corpi di fabbrica paralleli, la struttura ha avuto diversi ampliamenti che, nel corso dei decenni, non ne hanno snaturato lo stile iniziale.

A dare il via al progetto era stato il cosiddetto “lascito Gallinari”. Era questa una famiglia di imprenditori che, subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, coltivano il sogno di dare a Reggio Emilia “l’ospedale più bello e moderno del Dopoguerra”, raccogliendo il consenso e le speranze di una intera comunità provata dalla guerra.
La struttura originaria, progettata da Enea Manfredini, è considerata uno dei migliori esempi di  architettura ospedaliera in Italia per compattezza funzionale. La struttura risponde ai criteri costruttivi dell’epoca, con prevalente attenzione ai settori di degenza ed uno stile architettonico che fa della razionalità progettuale e della purezza estetica i tratti fondanti.
Durante mezzo secolo, l’Ospedale è stato arricchito da diversi episodi costruttivi ed interventi di riqualificazione che hanno portato l’ospedale ad una superficie di circa 170.000 metri quadrati edificati su complessivi 287mila metri quadrati di area.
Il Santa Maria Nuova si inserisce oggi armonicamente nel tessuto urbano di Reggio Emilia conservando la vantaggiosa vicinanza al centro Città e garantendo la prossimità a vie di accesso extraurbane.

Con 907 posti letto, più di 50 specialità e quasi 3mila dipendenti, l’Arcispedale è il punto di riferimento per tutta la provincia di Reggio Emilia per le prestazioni di livello più complesso. Con una media di 43mila pazienti dimessi all’anno, oltre 4 milioni di prestazioni ambulatoriali e 85.000 accessi al Pronto Soccorso, l’Ospedale si connota, da un ventennio a questa parte, per gli elevati investimenti in tecnologie avanzate e per l’innovazione nei percorsi di diagnosi e cura. Insieme ad una buona reputazione dal punto di vista di vista clinico ed assistenziale, il Santa Maria Nuova ha consolidato la fama di struttura accogliente che “prende in carico” il paziente non soltanto per la patologia della quale è portatore. Ai risultati dal punto di vista del core dell’attività si aggiunge la buona gestione economico-finanziaria che ha reso possibile confermare l’equilibrio di bilancio dall’anno 2000 sino ad oggi.

“L’innovazione continua, l’investimento in tecnologie avanzate insieme alla strutturazione di percorsi di screening oncologico e la preesistente vocazione alla ricerca hanno favorito il percorso di candidatura a divenire Istituto di Ricerca – scrive la direzione del Santa Maria Nuova –  Il Decreto Ministeriale dell’Aprile 2011 ha riconosciuto all’Azienda lo status di IRCCS in Oncologia per Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali. Il recentissimo accreditamento nell’ambito della rete OECI (Organization of European Cancer Center) inserisce il Santa Maria Nuova tra i centri di riferimento europei per la diagnosi e la cura delle patologie oncologiche.

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