Rubertelli: “Banale il discorso di Vecchi alla marcia contro il terrorismo. L’Islam non ha fatto i conti con l’Illuminismo”

12/1/2015 – Cinzia Rubertelli, consigliera comunale della lista Grande Reggio-Progetto Reggio, boccia senza giri di parole l’intervento pronunciato dal sindaco Luca Vecchi alla manifestazione unitaria di ieri pomeriggio nel centro di Reggio per la libertà, al fianco della Francia e di Charlie Hebdo, contro il terrorismo.

rubertelli«Bella, giusta e partecipata la manifestazione reggiana contro il terrorismo, a cui come Grande Reggio abbiamo aderito con convinzione – afferma la consigliera comunale, capogruppo della lista Grande Reggio-Progetto Reggio – Ma non possiamo non dichiararci delusi per l’intervento del sindaco Vecchi: il suo slogan “Liberté, fraternitè, egalitè” è suonato vuoto, banale, perché non ha parlato del tema chiave, cioè che l’Islam non ha mai fatto i conti con l’Illuminismo, né con la Rivoluzione francese, insomma col significato profondo di quelle tre parole e con il loro principale derivato, la separazione tra Stato e Chiesa”. Insomma, al discorso di Vecchi “avremmo preferito il silenzio”.

“Anche nei paesi islamici moderati il Corano diviene legge dello Stato -aggiunge nel suo comunicato la Rubertelli – attraverso la sharia si fa Costituzione, nei paesi più radicali perseguita le minoranze, chiude in casa i diritti delle donne, lapida le adultere, frusta i dissidenti. Insomma riporta l’orologio della storia a molto prima che venissero pronunciate quelle parole.

Per questo l’integrazione, pur necessaria, è difficile, e la sinistra nasconde la testa dietro le parole, mentre manda gli extracomunitari a condizionare le primarie, come in Liguria”. Per noi l’integrazione – conclude la consigliera comunale Rubertelli – “è accoglienza nel rispetto delle regole e delle tradizioni del Paese ospitante e non si ferma alle primarie del PD”.

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2 risposte a Rubertelli: “Banale il discorso di Vecchi alla marcia contro il terrorismo. L’Islam non ha fatto i conti con l’Illuminismo”

  1. mario Rispondi

    12/01/2015 alle 16:44

    Per questo anche la Chiesa cattolica ha subito e non condiviso la rivoluzione francese ed i suoi principi, così come la presa di Porta Pia. Peraltro, malgrado le sollecitudini di qualche papa attuale, non ha mai rinunciato appieno ad avere un ruolo nel potere temporale, specie italiano, pur beneficiando di lauti accordi.
    Forse anche l’Islam necessita di una rivoluzione interna, come quella francese del 18mo secolo ? Ciò dipende prima di tutto se si sviluppo un movimento culturale in quei territori, come avvenne in Francia. Comunque il problema più grave avviene in Africa, che si trova abbandonata al suo destino o mercato di armi da parte dell’Occidente, Russia e Cina e dove l’Islam è l’alibi per bande che vogliono il potere e le risorse.

  2. mario Rispondi

    12/01/2015 alle 16:49

    Quanto poi alle campane che suonavano per solidarietà esse avevano lo stesso suono delle loro antenate che accompagnavano i concioni di Pietro l’Eremita.

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