Rapine a scuola, arrestati sei ragazzini di buona famiglia. Il capo della baby gang ha 16 anni

23/1/2015 – Sono accusati di aver compiuto almeno una quindicina di rapine ai danni dei loro coetanei. Sei minorenni di Reggio Emilia, tutti ragazzi di buona famiglia, sono stati arrestati da Carabinieri: tre in flagranza di reato e tre su ordine della Tribunale dei Minorenni di Bologna per l’accusa di rapina aggravata. È uno dei casi di criminalità minorile più eclatanti registrati negli ultimi anni nel Paese.

È stata così smantellata la baby gang che ha seminato la paura nelle scuole reggiane, in particolare al polo Makallè (prima, durante e dopo le lezioni),  e alle fermate dei bus dove ogni giorno si concentrano centinaia di studenti. 
Le indagini, non ancora concluse, sono arrivare a una svolta questa mattina con l’esecuzione dei tre ordini di custodia cautelari, uno dei quali  a carico di un sedicenne reggiano, ritenuto il capo della gang: un ragazzo che esercitava un particolare ascendente sui compagni, e che è l’unico, in base ai riconoscimenti effettuati dalle vittime, ad aver preso parte a tutte le rapine. Di volta in volta veniva accompagnato
tre o quattro compagni, che si davano il cambio. Alcuni facevano parte di un cerchio magico di giovanissimi complici, altri partecipavano occasionalmente agli atti criminali. Per questo i Carabinieri 
considerano le indagini non concluse, e potrobbero presto individuare altri minorenni corresponsabili delle rapine. 
Le vittime, ragazzine e ragazzini, venivano affrontato di volta in volta con modalità diverse: aggrediti dal branco, oppure isolati dagli altri, oppure minacciti. Venivano
rapinati preferibilmente di iPhone e smartphone, ma anche dei portafogli e altri valori. 

L’operazione, che ha visto in occasiome degli arresti in flagranza anche la partecipazione attiva di studentesse e studenti stufi delle angherie della banda, è stata illustrata in una conferenza stampa dal comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Paolo Zito, dal comandante della
Compagnia di Reggio Emilia Giuseppe Nardò e dal vicecomandante Gentilini. 
 
Le imprese criminali della bsby gang hanno creato grande allarme sociale a Reggio Emilia tanto che il Prefetto avev a convocato Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica con la partecipazione  dei presidi degli istituti superiori.
I carabinieri inoltre hanno tenuto in caserma una riunione con i genitori, chiaramente allarmati, e hanno ascoltato una per una le vittime della banda, sino a individuare il capo e il gruppo di vertice di una banda minorile che si sta profilando come molto ramificata. 
Si tratta di studenti, figli di famiglie dal tenore di vita medio alto, che avevano preso di mira il polo Makalle dove studiano circa cinquemila giovani e gli altri luoghi di aggregazione dei ragazzi: le fermate del bus, ma anche qualche bar. 

“Agivano in bande composte da almeno 4 ragazzi – ha spiegato il capitano Nardò –  tutti minorenni, sotto la regia di un  capo di 16 anni  che risulta aver partecipato a tutti i colpi contrariamente ai complici che si alternavano”.  Tra i colpi più violemti quello del 4 novembre quando durante la ricreazione sono entrati al Bus  e hanno rapinato del portafoglio uno studente minorenne in fila davanti alla  macchinetta delle bevande, torcendogli il braccio dietro la schiena dopo averlo circondato. Altrettanto grave anche l’episodio del 28 novembre scorso quando uno studente all’uscita di scuola era stato raggiunto da 4 baby malviventi che dopo averlo preso a pugni gli avevano portato via  l’Iphone 4, così come l’episodio del 7 dicembre quando un altro minorenne era stato minacciato di morte e  rapinato del suo Iphone 5. 
Tre episodi i Carabinieri avevano arrestato in flagranza di reato 3 ragazzi, due per la rapina del 4 novembre ed uno per quella del 28.  A questi si sono aggiunti i 3 arresti  eseguiti questa mattina dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Emilia in esecuzione di altrettanti provvedimenti
restrittivi di natura cautelare emessi dal tribunale per i Minorenni di Bologna, su richiesta della Procura concorde con gli esiti investigativi dell’Arma. Ma le indagini continuano, anche perchè i colpi della baby gang potrebbero essere parecchi di più.

Il comandante Paolo Zito ha assicurato che, insieme al lavoro per individuare le baby gang e renderle inoffensive, i Carabinieri sono impegnati anche sul fronte del cyberbullismo, vale a dire delle violenze perpetrate attraverso la Rete.
 
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“Le rapine di cui si sono resi responsabili questi minori, che comunque hanni delle famiglie alle spalle – ha spiegato il colonnello Zito – non sono altro che l’evoluzione di un fenomeno altrettanto grave quale quello del bullismo, che da tempo vede impegnati i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia in una forte opera di sensibilizzazione attraverso frequenti incontri rivolti alle fasce dei minori, d’intesa con i Presidi, negli istituti scolastici di Reggio Emilia e provincia.
Nel caso di oggi, significativo è stato l’interesse dei genitori che accogliendo i consigli dei carabinieri sono riusciti a vincere la paura dei loro figli che hanno contribuito al buon esito dell’attività investigativa. L’indagine ha permesso di assicurare alla giustizia i responsabili di una serie di rapine che ha visto in un caso 4 minori entrare in una scuola, senza averne titolo, e rapinare uno studente durante la ricreazione”.

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