Parmigiano Reggiano: al forum della Provincia raffica di critiche al Consorzio. Sotto accusa la società I4S

Il Parmigiano Reggiano è finito sotto accusa nel corso di un forum sulla situazione del Re dei formaggi, organizzato dal consigliere provinciale Alessio Mammi, sindaco di Scandiano e delegato all’agricoltura.

Il presidente del consorzio Giuseppe Alai, e Graziano Salsi presidente della coop Cila e della sezione reggiana, hanno dovuto fronteggiare un fuoco di fila di critiche da parte dei delegati Coldiretti (Fausto Castagnetti), Cia (Antenore Cervi e Ivan Bertolini), Confagricoltura (Lorenzo Melioli e Roberto Iotti), Confcooperative (Alberto Lasagni) e Cisl Coltivatori (Giuseppe Carini e Giovanni Gobetti).

Sotto osservazione, da parte delle associazioni professionali, ci sono diversi aspetti della politica consortile. In particolare il mondo dei produttori chiede una ” massiccia e significativa operazione promozionale rivolta sia al mercato interno che all’export, coinvolgendo i principali stakeholders di settore con regole chiare e trasparenti”. Cosa significhi, non è molto chiaro, di certo le politiche promozionali non vengono considerate, almeno da una parte dei produttori, all’altezza della situazione”.

E tornata a galla la questione della società I4S per la valorizzazione del Parmigiano Reggiano all’estero, e interamente controllata dal Consorzio di via Kennedy, già al centro di polemiche per i suoi buchi di bilancio: nel 2013 il consorzio aveva dovuto ripianare due milioni e mezzo. Evidentemente i risultati di I4S non soddisfano nemmeno i livelli politici, se è vero che un severo giudizio critico è riportato anche nel resoconto del forum Mammi diffuso dalla Provincia: “Va ripensata – si legge – la finalità e l’attività della società I4S sulla base dei risultati conseguiti, non solo a livello di bilancio, ma di produzione di valore e/o di salvaguardia a favore di tutto il sistema Parmigiano Reggiano. Deve diventare strumento di promozione e mettere in campo azioni volte al decongestionamento della produzione”.

Inoltre le associazioni hanno invitato via Kennedy “a continuare nell’affinamento e nel rigore dei controlli, elemento indispensabile per una sempre maggiore efficacia nella salvaguardia della denominazione”. Qui si legge in controluce il malcontento degli allevatori dell’appennino, che anche di recente hanno denunciato l’arrivo dalla pianura di grandi quantità di latte per la produzione del ricercato formaggio di montagna.

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