Parmigiano: produzione in calo, export in aumento. Sotto Natale +7%, riaperto il mercato coerano

8/1/2015 –  “La decisione delle autorità della Corea del Sud, che ha consentito la riapertura delle esportazioni, è significativa non semplicemente per le quantità assorbite da quel Paese, pure interessanti – ma soprattutto perché consente la ripresa di un percorso di incremento costante che si è registrato in questi anni e che riguarda anche diversi altri Paesi dell’area asiatica”.
Lo sottolinea  il Consorzio del Parmigiano Reggiano con una nota di consuntivo dal quale emergono altri “elementi positivi” in chiusura d’anno.
Il 2014 infatti è stato un anno terribile per i produttori del Parmigiano Reggiano, che hanno spuntato remunerazioni molto basse, anche meno di sei euro al chilo,  con prezzi tornati ai livelli critici di anni fa.

La produzione, a dicembre – riferisce dunque il Consorzio – è diminuita dell’1,1%, segnando un’inversione di tendenza che assicura al 2014 una chiusura all’insegna di una sostanziale stabilità (circa 15.000 forme in più).
“Un segnale importante per i mercati”, sottolinea  il Consorzio – “In attesa delle decisioni dei singoli produttori circa la riduzione del 5% approvata dall’Assemblea dei caseifici per il 2015 e in linea con quanto già fatto da altri Consorzi di dop italiane, si è infatti in presenza di un calo che indica la via per il ripristino di un migliore equilibrio tra domanda e offerta”.

Contemporaneamente, le esportazioni nei primi nove mesi 2014 sono apparse in aumento a livelli superiori al 5%, mentre per il mercato interno si è registrato, in occasione delle festività natalizie e di fine anno, un incremento delle vendite del 7% rispetto allo stesso periodo del 2013.
Proprio in vista delle festività, sono state così collocate 285.000 forme di Parmigiano Reggiano, che rappresentano il 15% dell’intera produzione destinata in pezzi al mercato interno.

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