Ndrangheta, choc a Reggio: 163 arresti

28/1/2015 – Una vasta operazione contro la ndrangheta nel Nord Italia è in corso da questa notte in sei regioni, ma con centro a Cutro e Reggio Emilia.In corso oltre  160  arresti ordinati dalle Dda di Bologna, di Brescia e di Catanzaro  L’operazione coinvolge professionisti e imprenditori. 
L’operazione AEMILIA è condotta dai Carabinieri con migliaia di uomini e anche con l’impiego di elicotteri, in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia. A quanto si è appreso l’indagine sarebbe centrata sulle cosche di Cutro e le loro propaggini reggiane anche nei rapporti col mondo economico. 
Intorno alle 4,30 un elicottero dei Carabinieri ha sorvolato Montecchio illuminando a lungo la zona della Madonna dell’Olmo. Arresti anche a Bibbiano, Brescello e Reggio Emilia.

Reggio è sotto choc, soprattutto per l’arresto dell’avvocato Giuseppe Pagliani, consigliere comunale e provincia, esponente di primo  piano di Forza Italia. Lo ha reso noto l’Ansa e la
notizia è rimbalzata subito sui telegiornali.   I carabinieri lo hanno prelevato alle 7 dalla sua abitazione di Arceto di Scandiano. L’arresto ha suscitato sconcerto , anche perchè Pagliani nelle assemblee elettive ha sempre messo al primo posto l’impegno per la legalità e contro la criminalità organizzata. Non più tardi di lunedì il consiglio comunale di Reggio ha approvato una sua mozione sulla piaga dell’usura, la
stessa già approvata all’unanimità dal consiglio provinciale.

Tra gli arrestati imprenditori cutresi e reggiani, e anche il giornalista Marco Gibertini, già arrestato nell’operazione Octopus sul colossale giro di fatture false che ha coinvolto decine di imprenditori. Gli arresti in Emilia sono 117, in maggioranza effettuati tra Reggio e Modena: fra gli altri, un tecnico comunale di Finale Emilia per appalto post terremoto. Ci sono  anche i fratelli del boss già detenuto Nicolino Grande Aracri, Domenico ed Ernesto, tra le persone coinvolte.
Domenico Grande Aracri, che è un avvocato penalista, è stato arrestato in esecuzione di una delle 117 ordinanze di custodia
cautelare emesse su richiesta della Dda di Bologna, mentre Ernesto Grande Aracri è uno dei destinatari dei 37 provvedimenti di fermo emessi dalla Dda di Catanzaro. Dall’inchiesta, secondo quanto si è appreso, è emersa la diffusione capillare in Emilia Romagna, ed in parte della Lombardia e del Veneto, delle attività della cosca di ‘ndrangheta dei Grande Aracri, sotto il diretto controllo e la guida di Nicolino Grande Aracri, con infiltrazioni in molteplici settori economici ed imprenditoriali.

La procura distrettuale antimafia di Bologna, che ha coordinato l’inchiesta, ha chiesto e ottenuto dal Gip del
Tribunale un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 117 persone ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegale di arma da fuoco, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazione inesistenti e altro, commessi con l’aggravante di aver favorito l’associazione mafiosa. Contestualmente le Procure di Brescia e di Catanzaro hanno emesso altri 46 provvedimenti per i medesimi reati. 

Altre notizie saranno fornite in una conferenza stampa convocata per le 10,30 Bologna, presente il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti.

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