Ndrangheta e politica, 163 arresti. Choc a Reggio, anche Giuseppe Pagliani in carcere. Colpo senza precedenti alla “mafia imprenditrice”

28/1/2015 – E la più grande operazione mai realizzata contro le mafie al Nord, quella che questa notte solo in Emilia ha condotto in carcere centodieci persone sulle 117 verso le quali la Dda di Bologna ha emesso altrettanti provvedimenti di custodia cautelare. Altri 46 provvedimenti sono stati disposti dalle procure antimafia di Brescia e Catanzaro. Dieci fermati nel Mantovano. Agli arrestati, per associazione di stampo mafioso e altre numerose ipotesi di reato,  si aggiungono numerosi indagati, per la maggior parte in Emilia: tra questi anche il sindaco di Mantova Nicola Sodano. In totale oltre duecento persone coinvolte nelle inchiesta in Emilia e in particolare a Reggio.
Chiesti sequestri di beni per una cifra colossale: cento
milioni di euro. 

L’operazione “AEMILIA”, condotta in piena notte da uno schieramento imponente di Carabinieri, oltre mille uomini mobilitati con l’ausilio degli elicotteri, è stata illustrata in una conferenza stampa alla Dda di Bologna, presente il
procuratore nazionale antimafia Franco Ruberti. “È un intervento chenon esito a definire storico, senza precedenti –
ha detto Ruberti – Non ricordo a memoria un intervento di questo tipo per il contrasto a
un’organizzazione criminale forte e monolitica e profondamente infiltrata”. Il procuratore Alfonso ha definito Reggio Emilia come l’epicentro della ndrangheta nella regione. Il comandante dei carabinieri di Reggio Emilia Paolo Ziro ha sottolineto il “lavoro immane” che ha permesso di disarticolare la cosca Grande Aracri, con l’arresto di tutti i capizona (a cominciare
da Nicolino Sarcone, figura chiave dell cosca) e con indagini a tutto campo, che non sono ancora terminqte.

L’inchiesta ha al centro le cosche di Cutro con le sue ramificazioni nel reggiano, nel modenese e a Parma:  colpo durissimo al Grande Aracri, che domina a Brescello. In manette Domenico e Ernesto Grande Aracri, fratelli del boss Nicolino. Decine gli arresti in provincia di Reggio Emilia: tra questi
imprenditori cutresi e reggiani, ma anche sei “talpe” che informavano i Grande Aracri: tre carabinieri e tre poliziotti.
Sconcerto per l’arresto del capogruppo di Forza Italia in
consiglio comunale, l’avvocato Giuseppe Pagliani, prelevato questa notte dalla sua casa di Arceto. Sarebbe accusato di concorso esterno in associazione mafiose, e a quanto pare non potrà parlare con un difensore sino all’interrogatorio di garanzia. 
Fra gli arrestati anche il giornalista sportivo Marco Gibertini, già finito in carcere in giugno per l’inchiesta su un colossale giro di finanza illegale e fatture false. 
Fra gli imprenditori edili finiti in carcere stanotte anche Giuseppe Iaquinta, padre del calciatore campione del mondo Vincenzo Iaquinta, Augusto Bianchini, residente nel modenese, per gli  appalti della ricostruzione post terremoto ottenuti a Finale Emilia, e Antonio Muto fermato a Mantova, dove sono stati compiuti una decina di arresti.

Altro nome di spicco il costruttore Nicolino Sarcone,  ritenuto il reggente della cosca Grande Aracri nel reggiano, al quale di recente sono stati bloccato beni per cinque
milioni di euro.

Fra gli indagati il sindaco di Mantova Nicola Sodano e il parmigiano Paolo Bernini, già presidente del consiglio comunale di Parma e assessore della giunta Vignali (all’epoca era di Forza Italia). Secondo la Dda avrebbe cercato e ottenuto voti dalle cosche nelle elezioni del 2007. Ma il Gip ha respinto la richiesta formulata nei suoi confronti dalla procura di Bologna.

In realtà, si profila un inquinamento diffuso del mondo politico emiliano. Sarebbero coinvolti esponenti di vari
partiti. Gli inquirenti hanno dimostrato che le cosche hanno tentato di condizionare di continuo l’andamento delle elezioni
amministrative in diversi comuni:  in proposito il procuratore Roberto Alfonso ha citato i casi di Parma del 2002, Salsomaggiore del 2005, Sala Baganza del 2011 e Brescello del 2009. 
Nell’inchiesta sono emersi anche i tentativi di intimidazione nei confronti di alcuni giornalisti, come Sabrina Pignedoli, corrispondente Ansa da Reggio e cronista del Resto del Carlino.
Le persone arrestate sono ritenute responsabili a vario titolo  di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altro. Tutti reati commessi con l’aggravante di aver favorito l’attività
dell’associazione mafiosa.

28/1/2015 – Una vasta operazione contro la ndrangheta nel Nord Italia è in corso da questa notte in sei regioni, ma con centro a Cutro e Reggio Emilia.In corso oltre  160  arresti ordinati dalle Dda di Bologna, di Brescia e di Catanzaro  L’operazione coinvolge professionisti e imprenditori. 
L’operazione AEMILIA è condotta dai Carabinieri con migliaia di uomini e anche con l’impiego di elicotteri, in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia. A quanto si è appreso l’indagine sarebbe centrata sulle cosche di Cutro e le loro propaggini reggiane anche nei rapporti col mondo economico. 
Intorno alle 4,30 un elicottero dei Carabinieri ha sorvolato Montecchio illuminando a lungo la zona della Madonna dell’Olmo. Arresti anche a Bibbiano, Brescello e Reggio Emilia.

Reggio è sotto choc, soprattutto per l’arresto dell’avvocato Giuseppe Pagliani, consigliere comunale e provincia, esponente di primo  piano di Forza Italia. Lo ha reso noto l’Ansa e la
notizia è rimbalzata subito sui telegiornali.   I carabinieri lo hanno prelevato alle 7 dalla sua abitazione di Arceto di Scandiano. L’arresto ha suscitato sconcerto , anche perchè Pagliani nelle assemblee elettive ha sempre messo al primo posto l’impegno per la legalità e contro la criminalità organizzata. Non più tardi di lunedì il consiglio comunale di Reggio ha approvato una sua mozione sulla piaga dell’usura, la
stessa già approvata all’unanimità dal consiglio provinciale.

Tra gli arrestati imprenditori cutresi e reggiani, e anche il giornalista Marco Gibertini, già arrestato nell’operazione Octopus sul colossale giro di fatture false che ha coinvolto decine di imprenditori. Gli arresti in Emilia sono 117, in maggioranza effettuati tra Reggio e Modena: fra gli altri, un tecnico comunale di Finale Emilia per appalto post terremoto. Ci sono  anche i fratelli del boss già detenuto Nicolino Grande Aracri, Domenico ed Ernesto, tra le persone coinvolte.
Domenico Grande Aracri, che è un avvocato penalista, è stato arrestato in esecuzione di una delle 117 ordinanze di custodia
cautelare emesse su richiesta della Dda di Bologna, mentre Ernesto Grande Aracri è uno dei destinatari dei 37 provvedimenti di fermo emessi dalla Dda di Catanzaro. Dall’inchiesta, secondo quanto si è appreso, è emersa la diffusione capillare in Emilia Romagna, ed in parte della Lombardia e del Veneto, delle attività della cosca di ‘ndrangheta dei Grande Aracri, sotto il diretto controllo e la guida di Nicolino Grande Aracri, con infiltrazioni in molteplici settori economici ed imprenditoriali.

La procura distrettuale antimafia di Bologna, che ha coordinato l’inchiesta, ha chiesto e ottenuto dal Gip del
Tribunale un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 117 persone ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegale di arma da fuoco, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazione inesistenti e altro, commessi con l’aggravante di aver favorito l’associazione mafiosa. Contestualmente le Procure di Brescia e di Catanzaro hanno emesso altri 46 provvedimenti per i medesimi reati. 

Altre notizie saranno fornite in una conferenza stampa convocata per le 10,30 Bologna, presente il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti.

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4 risposte a Ndrangheta e politica, 163 arresti. Choc a Reggio, anche Giuseppe Pagliani in carcere. Colpo senza precedenti alla “mafia imprenditrice”

  1. Fausto Poli Rispondi

    28/01/2015 alle 13:39

    Eppure Pagliani sembrava cosi’ sicuro……

  2. Mario Guidetti Rispondi

    28/01/2015 alle 17:47

    Pur nel rispetto dovuto agli inquirenti, resta in me la convinzione che Pagliani nulla di illecito abbia fatto e che sia una persona per bene. Qualora così non fosse, forte sarebbe la delusione. Quindi, tempo al tempo…

  3. Enrico bini Rispondi

    28/01/2015 alle 20:16

    Grande operazione,complimenti alle forze dell’ordine alla magistratura .indagini lunghe e difficili perché condotte in un territorio difficile.dove sono quelli che insultavano criticavano quelli che dicevano che il nostro territorio era fortemente infiltrato dalla mafia.dove sono quelli che permettevano a questi criminali di riciclare attraverso operazioni immobiliari appalti,lavori.
    Cosa dite ? Magari ora fate anche i complimenti agli inquirenti.
    Enrico Bini

    • Mario Paolo Guidetti Rispondi

      29/01/2015 alle 10:24

      D’accordissimo con Bini, del quale….non dimentico le denunce fatte illo tempore…

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