Sergio Mattarella Presidente della Repubblica
Larga maggioranza, primo omaggio alle Fosse Ardeatine

Sergio Mattarella, appena eletto, con la presidente della Camera Boldrini

Sergio Mattarella, appena eletto, con la presidente della Camera Boldrini

31/1/2015 – L’Italia ha il suo dodicesimo presidente della Repubblica: alla quarta votazione con 665 voti – ben oltre i 505 necessari – è stato eletto Sergio Mattarella. “Il pensiero – sono state le prime parole del nuovo Capo dello Stato – va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. E’ sufficiente questo”. 

Il primo atto del nuovo presidente della Repubblica è stato quello di recarsi in visita privata alle Fosse Ardeatine. “L’alleanza tra Nazioni e popolo seppe battere l’odio nazista, razzista, antisemita e totalitario di cui questo luogo è simbolo doloroso – ha detto Mattarella -. La stessa unità in Europa e nel mondo saprà battere chi vuole trascinarci in una nuova stagione di terrore”. 

Fratello di Piersanti, presidente della Regione Sicilia ammazzato dalla mafia, risanatore della Dc isolana su mandato di De Mita, ministro dell’Istruzione e della Difesa (con D’Alema, durante la guerra del Kosovo), dimissionario dal governo Andreotti contro la legge Mammì che sancì il duopolio Rai-Mediaset, autore del celebre “mattarellum”, legge elettorale il cui testo era tanto involuto da essere incomprensibile in alcune parti, e da tre anni giudice costituzionale, Sergio Mattarella è l’ennesima vittoria di Matteo Renzi. Il suo nome ha ricompattato la sinistra e scompaginato la destra, finita in un angolo con un gioco prestigio: Forza Italia ha votato scheda bianca trangugiando amaro, e Brunetta è facile profeta quando prevede tempi duri per il patto del Nazareno: “Niente sarà come prima”. Alfano ha scelto Mattarella, ma l’Ncd è nel caos.
I Cinquestelle hanno votato per Imposimato anche alla quarta votazione, e non hanno applaudito all’elezione del nuovo Presidente. Fratelli d’Italia e Lega Nord hanno tenuto alta sino all’ultimo la bandiera di Vittorio Feltri.

Il giuramento del presidente Mattarella avverrà martedì alle 10 davanti al Parlamento riunito in seduta comune integrato dai delegati regionali. Il neo eletto presidente, accompagnato dalla Segretaria generale della Camera Lucia Pagano, andrà a Palazzo Montecitorio con una vettura del Quirinale, scortata
dai Carabinieri in motocicletta. La partenza sarà segnalata dalla campana di Montecitorio. La Presidente della Camera e la Presidente Vicaria del Senato Valeria Fedeli lo accoglieranno. Dell’avvenuto giuramento viene dato annuncio dalla campana di Montecitorio e da 21 salve di artiglieria. Quindi, secondo il rituale, il Presidente della Repubblica rivolgerà il messaggio alla Nazione. La Cerimonia si concluderà con l’esecuzione dell’Inno Nazionale e il Capo dello Stato che passa in rassegna il reparto d’onore schierato con bandiera e banda.

Mattarella sale al Colle portando con sè una lunga esperienza: giudice costituzionale, ex ministro della Dc, 30 anni di vita politica. E’ stato indicato dal Pd. Il suo nome è noto al più largo pubblico soprattutto per il ‘Mattarellum’, il sistema elettorale approvato dalle Camere nel 1993 che ha aperto la strada al bipolarismo e alla Seconda Repubblica e quindi alla democrazia dell’alternanza, come negli altri Paesi europei.

Quando la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha proclamato Sergio Mattarella president, in Aula è partita una standing ovation con 4 minuti di appalusi da parte di tutti tranne M5S. Numerosissimi i messaggi di auguri e congratulazioni. Il primo tweet, appena raggiunto il quorum necessario di 505 voti, è stato del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

31/1/2015 – “Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. E’ sufficiente questo”. Sono queste le prime parole di Sergio Mattarella da presidente della Repubblica dalla Consulta, dopo aver ricevuto dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, il verbale della sua elezione. Il Presidente giurerà fedeltà alla Costituzione nella giornata di martedì, davanti alle Camere in seduta comune.
   
31/1/2015 – La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha proclamato Sergio Mattarella presidente della Repubblica, con 665 voti, e in Aula è partita una nuova standing ovation di tutti tranne M5S. Mattarella ha sfiorato il quorum dei due terzi, quello che era necessario nelle prime tre votazioni. Il nuovo presidente ha ricevuto 664 voti, solo nove sotto il quorum dei 673.
Il premier Renzi, che aveva candidato Mattarella, ha scritto
su Twitter: “Buon lavoro Presidente. Viva l’Italia”.
Silvio Berlusconi, ha subito inviato un telegramma di congratulazioni al neopresidente, che si dimise da ministro in disaccordo con la legge Mammì. Nei giorni scorsi c’erano stati contatti telefonici tra i due.

“Tra ieri e oggi c’è stato un salto di qualità politico” ha detto l’ex presidente Giorgio Napolitano. A chi gli domanda se
cambia qualcosa nel quadro politico, risponde: “E’ molto difficile dire che c’è di nuovo in una situazione così complessa e articolata”.

Anche il Papa ha appena inviato un telegramma a Sergio Mattarella, rivolgendogli “deferenti espressioni augurali per la sua elezione” e auspicando che “Ella possa esercitare il suo alto compito specialmente al servizio dell’unità”. “Mi è gradito rivolgerle – si legge nel telegramma di papa Francesco a Sergio Mattarella – deferenti espressioni augurali per la
sua elezione alla suprema magistratura dello Stato italiano e, mentre auspico che ella possa esercitare il suo alto compito specialmente al servizio della unità e della concordia del Paese, invoco sulla sua persona la costante assistenza divina per una illuminata azione di promozione del bene comune nel solco degli autentici valori umani e spirituali del popolo
italiano. Con questi voti – conclude il Papa – invio a lei e
all’intera nazione la benedizione apostolica”.

Il voto per Mattarella ha avuto un forte impatto sui partiti di Centro-Destra. Saltamartini si è dimessa da portavoce di Ncd mentre Sacconi ha lasciato il posto da capogruppo di Ap – Il capogruppo di Ap (Ncd-Udc) al Senato Maurizio Sacconi, secondo quanto si apprende, si è dimesso. La scelta è irrevocabile e ad effetto immediato.

IL GOVERNATORE BONACCINI INVITA MATTARELLA IN EMILIA
 
Un messaggio di auguri al nuovo presidente della Repubblica, con l’invito a far visita all’Emilia-Romagna. Lo ha inviato il goveratore Stefano Bonaccini al neopresidente Sergio Mattarella
“Signor Presidente – ha scritto Bonaccini – a nome mio e della Giunta regionale le invio l’augurio più caro per la sua elezione a Capo dello Stato. É a tutti noto l’alto servizio che lei ha reso al nostro Paese nelle diverse funzioni pubbliche fin qui esercitate, sempre svolte con competenza e capacità, unite al più assoluto disinteresse personale. Tutto ciò rappresenta la migliore garanzia per il popolo italiano. L’auspicio è che assieme a lei il Paese e i cittadini tutti possano guardare avanti con rinnovata fiducia. Mi auguro che, quando i suoi impegni glielo consentiranno, vorrà far visita alla nostra regione – ha concluso Bonaccini -. Ne saremmo lieti e onorati”.

31/1/2015 – Sergio Mattarella é il tredicesimo presidente della Repubblica italana. Il successore di Napolitano ha superato  il quorum di 505 voti  prescritto alla quarta vorazione. Quattro minuti applausi nel momento fatidico, durante lo spoglio delle schede svolto dalla presidente della Camera Laura Boldrini. E’ ancora in corso lo spoglio, che è pubblico e viene svolto dalla presidente della Camera Laura Boldrini.
Le ceste di vimini che contengono le schede, sigillate da un nastrino tricolore, sono state portate dai commessi al banco della presidenza dove i deputati segretari le hanno aperte e, prendendo le schede una ad una, le passano alla presidente Laura Boldrini che le legge per esteso. 

“L’esito è ormai scontato – ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso – e siamo felici di questo esito”. 

Intanto il presidente Mattarella, è uscito dal palazzo a bordo di una Panda grigia guidata da un’altra persona, dirigendosi verso Montecitorio. Mattarella è uscito dopo due giorni trascorsi da candidato al Colle quasi sempre chiuso nel suo appartamento nella foresteria della Corte Costituzionale.

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