L’Italia piange Pino Daniele: non aveva ancora 60 anni
Le sue canzoni resteranno nella storia
I funerali mercoledì a Roma. Riposerà a Talamone

pino

5/1/2015 – L’Italia piange Pino Daniele. Il cantautore napoletano, uno dei più grandi del 900. che avrebbe compiuto 60 anni il 19 marzo, è stato stroncato da un infarto, che lo ha colpito ieri sera, intorno alle 21, nella sua villa nelle campagne tra Orbetello e Magliano, in Maremma. Dopo il malore Daniele ha deciso di rientrare a Roma, Ma il destino si è accanito contro di lui, ha raccontato Francesco, un amico di Pino Daniele. “Sull’Aurelia, la sua auto ha bucato. Alla guida della macchina c’era il suo autista perché lui non guidava. Hanno perso del tempo prezioso”. E’ arrivato all’ospedale Sant’Eugenio dell’Eur in condizioni disperate, ed è spirato nella notte. Lascia cinque figli.

I funerali del cantautore si svolgeranno mercoledì mattina alle 12 al Santuario del Divino Amore a Roma. Poi il cantante dovrebbe essere sepolto nel cimitero di Talamone, nel comune
di Orbetello. Il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti spiega di aver “ricevuto la richiesta da parte della famiglia di Pino Daniele per dare il via libera alla sepoltura nel cimitero di Talamone. E da parte nostra c’è stato subito l’assenso”. Pino Daniele era residente nel comune di Orbetello e viveva in una villa nelle campagne tra Orbetello e Magliano, in Maremma.

Il primo a dare la notizia sul web è stato l’amico Eros Ramazzotti che, postando una foto del cantante sorridente, ha scritto: “Anche Pino ci ha lasciato. Grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo. Ti vorrò sempre bene perché eri un puro ed una persona vera oltre che un grandissimo artista. Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo”.

Bandiere a mezz’asta e lutto cittadino a Napoli. Secondo quanto ha reso noto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, le bandiere saranno esposte a Palazzo San Giacomo, sede del Comune, e in via Verdi, nella sede del palazzo del Consiglio Comunale. Nel giorno dei funerali di Pino Daniele a Napoli sarà proclamato il lutto cittadino. De Magistris vorrebbe allestire la camera ardente nelle sale del Maschio Angioino, ma – ha sottolineato – ”bisogna ascoltare le volontà della famiglia”.

Il premier Renzi: ‘Una voce incredibile di tutta l’Italia’. “Ho ancora nelle orecchie la sua musica a Capodanno. Una voce incredibile, quella non solo di Napoli e del Sud, ma di tutta l’Italia, una chitarra preziosa, una sensibilità rara che, con passione e malinconia, continuerà a raccontare in tutto il mondo il nostro Paese”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo aver appreso la notizia della morte di Pino Daniele.

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SUL WEB IL DOLORE DEGLI AMICI, DA RAMAZZOTTI A PAUSINI A FIORELLA MANNOIA

5/1/2015 – Eros Ramazzotti è il primo a dare l’annuncio della morte di Pino Daniele, postando su Instagram una bella foto dell’artista sorridente. Nelle ore piccole, quando ancora mancano le conferme delle fonti ufficiali e delle agenzie di stampa, segue un tam tam sul web che racconta la notte insonne di amici, colleghi e fan increduli di fronte alla notizia della scomparsa di uno dei cantautori italiani più amati.

Eros scrive: “Anche Pino ci ha lasciato. Grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo. Ti vorrò sempre bene perché eri un puro ed una persona vera oltre che un grandissimo artista. Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo…”.

Gli fa eco, a stretto giro, Laura Pausini, che racconta di essere “molto scossa ed immobile nel letto” alla notizia. Poco dopo anche lei condivide sui social le prime emozioni: “Alla tua famiglia e ai tuoi figli, il mio pensiero e il mio abbraccio. A noi tuoi fan rimani per sempre tu Pino Daniele. Con la tua arte unica. E questa foto, con la mia testa sulla tua spalla per dirti ‘grazie’. Per avermi permesso di conoscerti da vicino. Per cantare con te e per te”.

“Una notte senza fine. Un dolore senza fine”, ‘cinguettano’ i Negramaro, dopo avere parlato al telefono con Ramazzotti.
Fiorella Mannoia scrive: “Un dolore immenso. Sono attonita. Non trovo altre parole”, mentre Dolcenera twitta: “Proprio ieri coi miei amici ti cantavamo e suonavamo… E continueremo a farlo.

Tu eri #tuttanatastoria”, a testimonianza di un amore e di una stima che hanno coinvolto anche le nuove generazioni. “Se è morto Pino Daniele – scrive Francesco Di Gesù (Frankie Hi-nrg mc) – adesso il nero è totale”. Il riferimento è a ‘Nero a metà’, titolo dell’album pubblicato dall’artista partenopeo nel 1980, quello della consacrazione, e del tour che pochi
giorni fa lo aveva riportato trionfale anche nella sua Napoli. Era stato protagonista, la notte di Capodanno, dello show in diretta da Courmayeur su Rai1 (mentre su Canale 5 da Napoli si esibivano Gigi D’Alessio and ftiends).

Commuove l’ultimo tweet di Pino sul suo profilo ufficiale. E’ del 1 gennaio alle 17,38, con la scritta: “Back home… In viaggio per casa” e l’immagine della strada, in bianco e nero, scattata dall’auto in corsa. (fonte: ANSA)

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L’AMERICANO CHE SOGNAVA UNA NUOVA NAPOLI. PROFILO DI PINO DANIELE

”Il nero a metà, l’americano della nuova Napoli che sognava di veder passare la ‘nuttata’, il mascalzone latino, il Lazzaro felice, l’uomo in blues, il musicante on the road, il neomadrigalista, cantautore che negli anni in cui dominava il messaggio non mise mai in secondo piano la musica, pur avendo cose da dire, e che cose”. E’ l’autoritratto’, sul suo sito ufficiale, di Pino Daniele, stroncato da un infarto ieri sera alla vigilia dei 60 anni, che avrebbe compiuto il 19 marzo.

Inventore di quel sound inconfondibile, tra sonorità blues, rock, jazz e la tradizione napoletana, diventato il suo marchio di fabbrica in Italia e nel mondo, Pino (all’anagrafe Giuseppe) Daniele nasce a Napoli il 19 marzo 1955. L’esordio nel 1977 con Terra mia: il brano che apre il disco, ‘Napule’ è diventa il manifesto della speranza e delle disillusioni di una generazione. Il 1979 è l’anno di ‘Je so’ pazzo’ e di capolavori come ‘Je sto vicino a te’, ‘Il mare’, ‘Putesse essere allero’. ‘Nero a metà’, del 1980, è l’album del grande successo, l’incrocio definitivo tra il blues dei neri americani e la musica popolare napoletana, simbolo del meticciato sociale, culturale e artistico, tra ‘Alleria’ e ‘A me me piace ‘o blues’.

Il 19 settembre 1981, l’apoteosi in piazza del Plebiscito, con 200 mila persone ad ascoltare Pino sul palco con Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito, James Senese. E’ la consacrazione del ‘neapolitan power’.

Arrivano un altro lp epocale, come ‘Vai mò’ (1981), e brani come ‘Yes I know my way’, ‘Viento ‘e terra’. ‘Bella ‘mbriana’, del 1982, coinvolge jazzisti del calibro di Wayne Shorter ed Alphonso Johnson, continuando a mischiare napoletano, italiano ed inglese, ‘Tutta ‘n’ata storia’ e ‘I got the blues’. Due anni dopo, ‘Musicante’ incontra le percussioni brasiliane di Nanà Vasconcelos, la tromba di Don Cherry e i suoni d’Africa, affrontando temi-tabù come quelli del contrabbando in mano alla camorra in Stella nera.

Dopo aver aperto nel 1980 il concerto milanese di Bob Marley, per Pino arriva la consacrazione sulla grande scena internazionale, con il Festival di Montreux, il Canada, l’Olympia di Parigi, il Festival di Varadero a Cuba e l’Arena di Verona. Intanto continua la collaborazione con l’amico Massimo Troisi, per cui scrive le colonne sonore di Ricomincio da tre (’81) e Le vie del signore sono finite (’87), poi il capolavoro di Quando, scritta con l’amico per Pensavo fosse amore e invece era un calesse (’91).

Con ‘Mascalzone latino’ (’89) Pino Daniele torna all’acustico, poi negli anni Novanta ancora una svolta, con ‘Un uomo in blues’ (’91) in cui ”O scarrafone’ denuncia la xenofobia e il titolo del disco gioca con un nuovo appellativo per il cantautore. Ospiti d’eccezione: Chick Corea, Ralph Towner, ma anche Bruno De Filippi. Nel 1993 a Cava de’ Tirreni un altro concerto storico, che poi diventerà l’album live ‘E sona mo”.

Da sempre aperto alle collaborazioni, da Jovanotti a Chick Corea, Pino Daniele suona con artisti del calibro di Yellow Jackets, Mike Manieri, Danilo Rea, Mel Collins, Pat Metheny.

Nell’estate 2002 ha l’idea di una tournée con Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori e Ron, che diventa un cd e un dcd, In tour. ‘Passi d’autore ‘(2004) è forse il più ambizioso dei suoi progetti, tra omaggi a Che Guevara, Django Reinhardt e Maradona, tra world music e il richiamo ai madrigali di Gesualdo da Venosa. ‘Iguana cafè’ (2005) è una sintesi, spiega il sottotitolo, di ‘Latin blues e melodie’ che riprende ‘It’s now or never’, ovvero ”O sole mio’.

Con ‘Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui’ (2007) ritrova Tony Esposito e prepara la strada al triplo cd antologico con inediti ‘Ricomincio da 30’, che cita Troisi e riforma il supergruppo (Tullio De Piscopo, James Senese, Tony Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso) con l’aggiunta di Chiara Civello e Al di Meola. L’8 luglio il gruppo espugna di nuovo piazza del Plebiscito, ma stavolta ci sono pure Giorgia, Irene Grandi, Avion Travel, Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio.

Sono storia recente Electric jam del 2009 e Boogie boogie man dell’anno successivo. Infine, il trionfo di Nero a metà, con sessanta musicisti e gli amici di ieri e di oggi, riuniti a settembre scorso all’Arena per celebrare un’avventura lunga oltre trent’anni, iniziata tra i vicoli del centro storico di Napoli per approdare sulla scena mondiale. (fonte: ANSA)

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