“L’indagine Aemilia terremoto benefico”. La Cna “sconcertata” dal livello di inquinamento dell’economia

29/1/2015 – La Cna di Reggio Emilia, con una dichiarazione congiunta del presidente provinciale Nunzio Dallari e del direttore generale Fabio Bezzi, già coinvolta con propri dirigenti nella maxi inchiesta sulla finanza illegale, plaude al lavoro degli inquirenti per l’inchiesta Aemilia, e chiede la convocazione urgente del tavolo per la legalità e la sicurezza.

Via Maiello esprime ” soddisfazione perché ancora una volta l’attento lavoro degli inquirenti e della magistratura ha permesso di disarticolare un’organizzazione criminale pericolosa e dannosa per l’economia e per la comunità provinciale”. Dallari Bezzi ringraziano magistrati e forze dell’ordine che “hanno reso Reggio Emilia un po’ più libera”.

Reggio Emilia vuole rimanere una terra di gente onesta, dedita al lavoro e all’impresa nonostante la difficile congiuntura economica. Per questo serve che l’attenzione contro ogni infiltrazione rimanga alta perché – come ci è stato dimostrato da questa indagine – il pericolo è sempre dietro l’angolo e ogni sottovalutazione può costare cara in termini di conseguenze.

Al tempo stesso, la Cna esprime esprime “sconcerto per il livello di contaminazione che la cosca facente capo al boss Grande Aracri è riuscita a raggiungere sul nostro territorio. Anche noi, che siamo stati la prima Associazione d’Impresa a lanciare l’allarme sul rischio di infiltrazioni a metà degli anni Duemila, che abbiamo lavorato per rendere più stringenti le norme di appartenenza all’Associazione modificando nel 2010 il codice etico che impegna tutti gli associati “a rigettare qualsiasi contatto con esponenti della criminalità organizzata”, che abbiamo provveduto ad espellere gli associati che sono stati oggetto di interdittiva prefettizia, siamo comunque rimasti sorpresi nell’ascoltare come la ’ndrangheta avesse organizzato la propria presenza con una ragnatela che coinvolgeva tutti gli ambiti: politica, imprenditoria, professionisti e anche forze dell’ordine”

L’indagine AEMILIA è – continua l’associazione – “è un vero e proprio terremoto benefico, alla faccia di chi pensava di speculare sulla ricostruzione: un terremoto che ci auguriamo segni una differenza tra il passato e il futuro. In Emilia vogliamo che continui ad esserci una classe imprenditrice, non una mafia imprenditrice. Ognuno deve fare la sua parte: noi continuando a rifiutare ogni connivenza, le istituzioni evitando di adottare strumenti come gli appalti al massimo ribasso che agevolano la presenza di aziende fuori regola, i cittadini mettendo in campo comportamenti virtuosi che rappresentano un valido deterrente all’economia malata.

A questo proposito, nelle prossime settimane sarebbe opportuno convocare urgentemente il tavolo per la legalità e la sicurezza: il quadro fornito dal procuratore nazionale antimafia e dal procuratore capo di Bologna richiede una riflessione urgente e la messa a punto di una strategia ad hoc”.

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