Lavoro nero. Coppia di marocchini disoccupati viveva bene con lo spacco di droga: in casa aveva 15 mila euro e sei cellulari

27/1/2015 – Quando si dice lavoro nero.   All’anagrafe risultano disoccupati, ma secondo i carabinieri di Campagnola vivevano più che bene con la compravendita di stupefacenti. Lo ha confermato la  perquisizione domiciliare nella casa di una coppia di marocchini, 30 anni lui e 31 lei, denunciati alla Procura della Repubblica.

In casa i poveri disoccupati avevano 15 mila euro in contanti, ritenuti provento dell’illecita attività, due bilancini di precisione e ben 6 telefoni cellulari che i Carabinieri ritengono essere stati il tramite per i contatti con i clienti.

Con l’accusa di concorso in spaccio di stupefacenti i carabinieri hanno quindi denunciato alla Procura reggiana una casalinga 31enne ed il compagno 30enne, entrambi cittadini marocchini abitanti a Rio Saliceto. L’uomo,  risultato clandestino, è stato immediatamente espulso dal territorio nazionale.

Da tempo le soffiate ai carabinieri di Campagnola  indicavano la coppia come dedita allo spaccio di stupefacenti motivo per cui i militari avviavano le dovute indagini.

Tuttavia la loro abitazione  non rivelava particolari frequentazioni sospette né la coppia veniva notata entrare o uscire, sebbene risultasse che i due vivevano lì, nella casa ubicata alla periferia di Rio Saliceto. L’occasione per trovare i riscontri senza compromettere l’esito delle indagini i Carabinieri  l’hanno avuta l’altra sera, quando la coppia è stata  fermata su un’auto intestata alla donna, nel corso di un controllo sulle strade. Dopo le procedure di identificazione, che portavano ad accertare lo stato di clandestinità dell’uomo, i militari sono andati a perquisire la casa.

Ignari di essere osservati da tempo, i due non hanno riferito dove vivevano a Rio Saliceto (e neppure lo si poteva desumere dai documenti) per questo sono rimasti di sale quando i Carabinieri sono andati a colpo sicuro. La perquisizioni portava a trovare riscontri decisivi alle indagini con il rinvenimento di 15.000 euro in contanti, 2 bilancini di precisione e ben 6 telefoni cellulari, tutto sequestrato.

I due venivano quindi denunciati, mentre l’uomo che veniva sottoposto all’immediata procedura di espulsione trattandosi di cittadino extracomunitario clandestino.

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