L’Anas finanzia la tangenziale Nord, parola del viceministro Nencini: 186 milioni per sei km di strada. Per i soldi ci sono speranze

19/1/2015 – È stata una giornata importante per Reggio Emilia: il viceministro alle infrastrutture, il socialista Riccardo Nencini, e il presidente dell’Anas Piero Ciucci hanno presentato in Comune e in Provincia il piano per il completamento della tangenziale Nord che sarà appaltabile già quest’anno se, naturalmente, saranno resi disponibili i finanziamento del primo stralcio (cosa su cui non vi sarebbero molti dubbi). Di certo è prossima la conclusione della valutazione di impatto ambientale da arte del Ministero dell’ambiete.

tangenziale

Nel complesso, a tangenziale Nord comporterà un investimento di 186 milioni, di cui 71 milioni per il primo stralcio da Cavazzoli all’asse via Inghilterra-via Chopin. La più grande opera realizzata Reggio neglio ultimi 30 anni – ha detto il sindaco Luca Vecchi – al pari della stazione Mediopadana e dei ponti di Calatrava.

L’opera porterà alla chiusura dell’anello delle tangenziali cittadine e a una considerevole riduzione del traffico nell’area urbana. La tangenziale, il cui percorso secondo l’amministrazione comunale è compatibile con la realizzazione della Via Emilia bis verso ovest, permetterà di raccogliere il traffico intenso che attualmente gravita sulla via Emilia storica da Cella fino a Pieve Modolena e a via Martiri di piazza Tien an Men. Inoltre funzionerà come asse principale per il raggiungimento veloce del casello autostradale e della nuova stazione AV Mediopadana.

Alla presentazione in Sala Rossa, assieme al sindaco di Reggio  Luca Vecchi, sono intervenuti Pietro Ciucci, presidente di Anas, Riccardo Nencini, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’assessore regionale Raffaele Donini, il deputato reggiano Paolo Gandolfi, membro della Commissione Trasporti, Giammaria Manghi presidente della Provincia di Reggio, l’assessore comunale alle Infrastrutture del territorio Mirko Tutino e David Zilioli, referente per il Comune di Reggio del progetto tangenziale nord.

La “passerella” è stata replicata a Palazzo Allende anche con l’intervento della senatrice Leana Pignedoli, oltre ai rappresentanti dei Comuni di Vezzano, Sant’Ilario, Rubiera e Castelnovo Monti. Qui si è fatto il punto anche sulla statale 63.

IL PROGETTO – Il progetto prevede un tratto stradale di circa 6,5 chilometri, prevalentemente a quattro corsie (due per senso di marcia, con carreggiate separate) collocato in stretta prossimità alla ferrovia gli storica Milano-Bologna. Sono previsti un nuovo ponte sul Crostolo e due svincoli: il primo collocato all’altezza della centrale Rete2 tra via Hiroshima e via Bertani Davoli e l’altro tra Pieve Modolena e Roncocesi, che consentono le connessioni nord-sud e l’accesso alla tangenziale stessa.

Insieme all’opera verranno inoltre realizzati oltre 15 chilometri di strutture accessorie tra strade di collegamento, svincoli, piste di manutenzione e piste ciclabili. Tra le nuove strade previste, il collegamento tra Pieve Modolena e Roncocesi che porterà notevoli benefici anche sul traffico dell’abitato di Cavazzoli. La progettazione è stata coordinata dal Comune di Reggio Emilia in base agli accordi sottoscritti da Anas, mentre l’appalto, la realizzazione e gestione dell’opera sono a carico di Anas stessa, proprietaria dell’infrastruttura.

I DUE STRALCI – Il nuovo progetto è stato predisposto per consentirne l’attuazione in due stralci funzionali e funzionanti di lunghezza dell’asse pari a 1.5 chilometri per il primo stralcio e di circa 5 chilometri per il secondo. Il primo stralcio consentirà la chiusura di un primo anello alla scala urbana attestandosi sullo svincolo di Cavazzoli/Rete2 e collegandosi all’asse di via Inghilterra-Chopin verso sud e di via Bertani Davoli verso nord. Questo primo intervento consentirà di collegare le zone densamente abitate poste a sud della città con la tangenziale.

Il secondo stralcio permetterà invece il completo scavalcamento di tutta la parte urbanizzata del quadrante nord/ovest della città, compresa l’area produttiva di Pieve Modolena, e di collegare direttamente la zona industriale di Corte Tegge con l’autostrada A1.
Per il primo stralcio è previsto un costo pari a 71 milioni di euro dei quali 49 per lavori. Per il secondo sono invece previsti 114 milioni di euro dei quali 79 per lavori.

IL PRIMO STRALCIO: DA VIA DEI GONZAGA A RETE 2

Il 1° stralcio funzionale si estende dall’attuale collegamento alla Tangenziale, in corrispondenza di Via dei Gonzaga, fino allo svincolo di “Rete 2” compreso, per uno sviluppo di 1,6 km e prevede un investimento di 71 milioni di euro.

Questo primo tratto ha una sezione stradale costituita da due carreggiate separate con uno spartitraffico; ciascuna carreggiata ha una larghezza di 9,75 m ed è costituita da due corsie di marcia e da banchine bitumate; le principali opere d’arte sono costituite dal viadotto sul torrente Crostolo, lungo 300 m circa, e da un sottovia avente lunghezza di 75 m circa. Il primo stralcio consentirà il collegamento diretto con la tangenziale delle zone densamente abitate poste nella parte ovest della città.

IL SECONDO STRALCIO: DA RETE 2A CORTE TEGGE

Il 2° stralcio si sviluppa dallo svincolo di “Rete 2” fino allo svincolo di “Corte Tegge”, oltre il ramo di viabilità che collega lo svincolo di “Pieve Modolena” alle direzioni Nord e Sud. La lunghezza del 2° stralcio prevede uno sviluppo di 4,8 km per un investimento di 114 milioni da euro.

Questo secondo intervento ha una sezione stradale costituita per un primo tratto (fino allo svincolo di “Pieve Modolena”) da due carreggiate separate con uno spartitraffico e da un secondo tratto (fino allo svincolo di “Corte Tegge”) a carreggiata unica con una corsia per ogni senso di marcia. Le principali opere d’arte sono costituite da tre viadotti rispettivamente su via Ferraroni, sul torrente Quaresimo e sul torrente Modolena, per una estensione complessiva di 210 m circa, e da tre sottovia per una estensione di circa 180m. Questo stralcio consentirà il completo scavalcamento delle zone urbanizzate della città situate a nord/ovest ed inoltre collegherà direttamente la zona industriale di Corte Tegge.

L’ITER 

Conclusa la procedura di Valutazione di impatto ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente, verrà attivata l’approvazione del progetto definitivo con apposizione dei vincoli espropriativi, Conferenza dei Servizi per l’approvazione e dichiarazione di pubblica utilità. Ottenuta la copertura finanziaria, avranno inizio le procedure di appalto e realizzazione dell’opera tramite lo strumento dell’Appalto integrato di progettazione esecutiva e realizzazione dei lavori. La durata dei lavori è stimata in 5 anni e 3 mesi ai quali devono aggiungersi 6 mesi circa per la progettazione esecutiva.

VERDE E MITIGAZIONE AMBIENTALE 

Il percorso segue il tracciato della storica linea ferroviaria Milano-Bologna ed evita in questo modo che venga consumato nuovo suolo agricolo o che si creino aree intercluse. L’opera sarà accompagnata da interventi di mitigazione degli impatti acustici e visivi sul territorio. La tangenziale sarà infatti realizzata ad una quota più bassa rispetto alla massicciata ferroviaria e sarà affiancata da barriere fonoassorbenti anche naturali e aree boscate. In tutto saranno oltre 143mila i metri quadrati interessati da opere di rinverdimento, con la piantumazione di 26mila metri quadrati di arbusti, 20mila metri quadrati di aree boscate, 1400 metri quadrati di siepi e filari. 40mila i metri quadrati oggetto di compensazione naturalistica e 5600 quelli destinati a compensazione paesaggistica.

IL PRESIDENTE DELL’ANAS PIETRO CIUCCI

“Per accelerare la realizzazione della nuova opera – ha dichiarato  Pietro Ciucci – è stata prevista la suddivisione del tracciato in due lotti funzionali. Il 1° stralcio funzionale verrà inserito in un prossimo Contratto di Programma Anas da sottoporre al Ministero, in modo da poter mettere in esercizio, non appena saranno destinate le risorse finanziare necessarie, una prima parte dell’opera”.

IL VICEMINISTRO NENCINI 

“Dopo anni di stallo – ha sottolineato il viceministro Nencini – si sbloccano le procedure di completamento di un’opera infrastrutturale così importante per la comunicazione viaria della città. Non è un’infrastruttura da collocare soltanto in una dimensione locale ma si inserisce in uno di quei grandi corridoi europei che servono a potenziare un importante quadrante economico italiano, aiutando un’intera area a diventare ‘trainante’. Era un’opera attesa da anni dai cittadini. È stato fatto un buon lavoro”- ha sottolineato Nencini.

IL SINDACO LUCA VECCHI 

“Il completamento della tangenziale nord attraverso il finanziamento del primo stralcio, confermato oggi dal viceministro Nencini e dal presidente Ciucci, è un fatto storico per Reggio Emilia, un’opera fondamentale che la città attendeva da anni – ha dichiarato il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi – Arrivare a questo risultato non era scontato, anzi: proprio per questo voglio ringraziare il sottosegretario Delrio, gli amministratori che ci hanno preceduto, la Regione, il Governo e la Provincia.

Ora ci sono le condizioni per partire, ci hanno detto Anas e Governo: il primo stralcio rappresenta il miglior viatico per la realizzazione dell’intero tratto di quella che si configura come la più grande opera degli ultimi 30 anni, al pari dei ponti e della stazione di Calatrava. Reputo altresì importante che sempre Anas abbia annunciato che ci sono 5 milioni disponibili per il miglioramento del tratto di tangenziale già in essere, per opere inerenti il manto stradale e le azioni di mitigazione ambientale.

E’ un risultato, questo, che si è conseguito grazie a un nuovo modo di concertare le decisioni fra diversi livelli di governo del territorio e grazie al lavoro di tutti: i tecnici comunali, le amministrazioni che hanno lavorato negli anni scorsi, tutte le persone che sono sedute al tavolo quest’oggi”.

TANGENZIALE NORD, STATALE 63 E MANUTENZIONI: IL SINDACO DI CASTELNOVO MONTI ENRICO BINI 

Il completamento della tangenziale Nord di Reggio sarà fondamentale anche per il tratto appenninico della Statale 63.
Lo ha sottolineato il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, intervenendo a palazzo Allende: “Questo incontro è stato un momento importante di condivisione tra lo Stato centrale, Anas e i Comuni, che ha permesso di concordare direttamente con i territori locali le emergenze più significative – ha dichiatato Bini – A  questo proposito un ringraziamento particolare va ad Anas, a tutte le istituzioni coinvolte e alla Senatrice Leana Pignedoli, che hanno permesso di concludere i lavori del tratto sud Croce – Ca’ del Merlo, di iniziare i lavori della variante Bocco – Canala e di programmare la sistemazione della frana di Piagneto a Collagna, i cui lavori saranno ultimati entro fine 2015, tre interventi che complessivamente rappresentano un investimento di oltre 70 milioni di euro. Durante l’incontro di questa mattina – ha concluso – abbiamo gettato le basi per stabilire un budget annuale da destinare alla manutenzione ordinaria dei tratti montani della Statale 63 che, con il contributo di Provincia e Regione, potrà aiutare a razionalizzare gli interventi futuri”.

LA SENATRICE PIGNEDOLI

“Non posso che esprimere la soddisfazione di intravedere da un lato la possibilità concreta del completamento della tangenziale Nord di Reggio Emilia e dall’altra la verifica sullo stato dell’arte della SS 63. – Ha spiegato la Senatrice Leana Pignedoli – Tempi rispettati nella conclusione dei  lavori di messa in sicurezza del tratto Ca’ del Merlo-Croce, e il proseguimento regolare dei lavori del cantiere più impegnativo di Bocco-Canala. Confermata, poi, come avevamo annunciato, la gara di Piagneto di Collagna con la possibile conclusione dei lavori entro l’anno in corso. Come ha confermato il presidente nazionale Anas Pietro Ciucci ,un programma impegnativo sulla 63 è stato possibile solo grazie ad un percorso condiviso in questi anni con tanta costanza, tanti incontri e coordinamento tra il livello nazionale e quello locale. Orgoglio dunque per aver riportato al centro l’asse viario principale dell’Appennino, ma anche impegno a non demordere sulla questione manutenzione straordinaria.
Io credo che sia tempo di impostare un lavoro di “manutenzione straordinaria programmata” con risorse costanti. Anche  limitate, ma una cifra minima certa ad Anas ogni anno”.

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