Nuove schiavitù, eutanasia, calunnie nei social network: crociata del vescovo Camisasca per la dignità umana

2/1//2015 – Un forte appello in difesa della dignità della persona, contro l’eutanasia, l’aborto, la persecuzione delle persone attraverso Internet e la distruzione della reputazione attraverso i media, è stato lanciato dal vescovo di Reggio Emilia, Massimo Camisasca, con l’omelia pronunciata nel Te Deum in Cattedrale della sera di San Silvestro.

altoparlanti“Nel nostro tempo non si sa più distinguere il bene dal male, anzi, talvolta li si confonde apertamente – ha detto Camisasca -. È bene uccidere? Eppure si parla di eutanasia, dell’uccisione, come un bene. Aiutiamo piuttosto coloro che vivono la grave prova di accompagnare malati inguaribili! È bene l’aborto? Eppure si parla di “interruzione
di gravidanza”. Aiutiamo le donne ad accogliere il figlio che portano in grembo!

“È bene distruggere la reputazione delle persone attraverso i giornali pur di venderne copie? È bene calunniare le persone attraverso Internet o i social network?”. Ha aggiunto Camisasca: “È bene pensare solo al proprio interesse anche se questo vuol dire dimenticare chi è solo, chi è povero, chi
bussa alla nostra porta?”.

Non solo. Nell’omelia pronunciata ieri sera in occasione della Giornata Mondiale della Pace, il vescovo ha affrontato il tema della schiavitù, realtà terribilmente vicina a noi: “Ancora oggi uomini e donne sono rapiti e uccisi per estrarre da loro gli organi da vendere per i trapianti. Altri sono ridotti in
schiavitù fin dalla più tenera età e mandati a combattere. Altri sono costretti a condizioni di lavoro disumane, paragonabili a quelle degli schiavi di un tempo. Pensiamo poi alle ragazze traaferite dai loro Paesi e costrette a prostituirsi”. 
“Chi riduce in schiavitù un uomo o una donna – ha detto Camisasca – impedendogli di avere accesso a una vita libera, all’educazione, alla cultura, al rapporto con i propri simili, a condizioni di lavoro sostenibili, offende Dio e tutti gli uomini e “cancella” anche in se stesso l’impronta della dignità che il Creatore ha messo come sigillo in ogni creatura umana

Ancora una volta, il vescovo-teologo richiama alla difesa della dignità e dei diritti della persona, specialmente degli indifesi, e a un cambiamento di visione, a una conversione dei reggiani. Ma non solo: a partire dall’intervista alla Radio Vaticana sul diritto di parola delle Sentinelle in Piedi, la crociata di Camisasca sui diritti inalineabili della persona umana ha assunto una dimensione nazionale.

(p.l.g.)

IL TESTO COMPLETO DELL’OMELIA DI CAMISASCA

Cari fratelli e sorelle,
prima della riforma liturgica, voluta dal Concilio Vaticano II, il primo giorno dell’anno si commemorava la circoncisione di Gesù. Tracce evidenti di questo vi sono ancora nelle letture di questa Messa, soprattutto nella prima lettura e nel vangelo, ma anche nella lettera di san Paolo ai Galati, che parla del battesimo come di una nuova circoncisione.
Soffermiamoci allora su questi testi che sono anche molto indicati per aiutarci a meditare sul senso del tempo e della vita, riflessione necessaria e salutare in queste ore che segnano la fine di un anno solare e l’inizio di uno nuovo.

Nel libro dei Numeri assistiamo a un dialogo fra Dio e Mosè, il suo portavoce, l’intermediario fra Yhwh e il popolo. Dio dà a Mosè l’incarico di parlare alla classe sacerdotale perché benedica il popolo.
Cosa significa benedire? Significa trasmettere agli uomini la vita di Dio: Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te (Nm 6,25). Ecco cosa significa benedire. Il Signore illumina la nostra vita, si rivela a noi, ci indica i valori veri su cui fondare la nostra esistenza, la strada per camminare verso di Lui. Questa è la sua grazia, la sua pace, la sua benedizione.

All’inizio del nuovo anno abbiamo proprio bisogno di questo, di ricevere da Dio il discernimento del bene e del male e la forza per attuare ciò che è la sua volontà. Nel nostro tempo non si sa più distinguere il bene dal male, anzi, talvolta li si confonde apertamente. È bene uccidere? Eppure si parla di eutanasia, dell’uccisione, come un bene. Aiutiamo piuttosto coloro che vivono la grave prova di accompagnare malati inguaribili!
È bene l’aborto? Eppure si parla di “interruzione di gravidanza”. Aiutiamo le donne ad accogliere il figlio che portano in grembo!

È bene distruggere la reputazione delle persone attraverso i giornali pur di venderne copie? È bene calunniare le persone attraverso Internet o i social network? È bene pensare solo al proprio interesse anche se questo vuol dire dimenticare chi è solo, chi è povero, chi bussa alla nostra porta?
È bene che la famiglia non sia aiutata ad avere casa, ad educare i figli e che i politici si disinteressino di queste necessità primarie? Potremmo proseguire a lungo.

Chiediamo a Dio che ci illumini continuamente su ciò che è bene e male e non ci lasci cadere nella trappola di chi cambia significato ai nomi delle cose. La benedizione di Dio ci testimonia che Lui è l’autore della vita e che non abbandona coloro che ha creato, anche quando ci corregge e ci sferza con gli avvenimenti della storia personale e mondiale.

La sua benedizione accompagni tutto il nostro anno, ci faccia sperimentare segni concreti di cambiamento del nostro cuore e della nostra mentalità. Ci doni tante occasioni per approfondire la nostra fede, per aprirci alle necessità dei fratelli, per edificare nelle nostre famiglie e nei nostri paesi delle case in cui Dio possa abitare.

Tutto questo affido, in questa nostra Basilica, alla Madre di Dio che la Chiesa ci fa contemplare in questo primo giorno dell’anno. È lei la stella polare che indica il cammino.

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