Il sindaco Vecchi: “La lotta alla mafia in questa città è la nostra nuova Resistenza”. Le reazioni a destra e a sinistra

29/1/2015 M5S: “SIAMO NOI IL TERRORE DELLE COSCHE”

“Quando il M5S ottiene grandi risultati elettorali le famiglie e i gruppi malavitosi vanno in tilt. Dalle intercettazioni in Emilia-Romagna si legge questo virgolettato fra ‘ndranghetisti dopo la vittoria del M5S a Parma nel 2012: “C’è stato un terremoto, i comici si sono presi la città!” . Lo stesso emerse dalle intercettazioni su Mafia Capitale del 2103, quando i Buzzi e i Carminati dichiaravano: “Grillo ha distrutto il PD, così noi non ci stiamo più” . Ricordiamo poi le minacce di Cosa Nostra a Grillo con la lettera indimitatoria recapitata a Palermo al Pm Di Matteo il 2 aprile 2013 con la frase  ‘niente comici e froci al governo’ ”  commentano i gruppi parlamentari M5S di Camera e Senato. 

 “È evidente, e crediamo sia doveroso sottolinearlo, che Il Movimento 5 Stelle con la sua azione politica urta i nervi delle cosche mafiose, altri partiti o movimenti politici no. Un motivo ci sarà. Se ne prenda atto. Occorre proseguire sulla strada di candidare ed eleggere nelle istituzioni solo persone incensurate e al di sopra di ogni sospetto e rifiutare logiche di scambio politico-mafioso, combattendo ogni giorno al fianco della magistratura, le forze dell’ordine e delle associazioni della società civile impegnate ogni giorno contro il cancro delle mafie e della corruzione e la loro mentalità perversa che distrugge il tessuto sociale delle nostre comunità” proseguono i gruppi parlamentari del M5S.

“Un impegno, quello del M5S, che in quella che è poi sfociata nell’inchiesta ‘Aemilia’ si è tramutato in anni di denunce, esposti e interrogazioni parlamentari e nei consigli comunali e regionali  con ‘nomi e cognomi’ verso chi è stato poi puntualmente arrestato ieri: dal consigliere forzista Giuseppe Pagliani, ai boss Grandi Aracri e Sarcone, agli imprenditori Augusto Bianchini e Giuseppe Iaquinta” concludono i parlamentari M5S.

28/1/2015 – “L’imponente operazione antimafia condotta questa notte dalle forze dell’ordine e dalla Procura segna un punto di non ritorno. Siamo davanti a un fatto senza precedenti per la sua dimensione. Oggi Reggio Emilia si sveglia ferita e scossa ma, al tempo stesso, deve avere la consapevolezza che si tratta di una notizia positiva, nella misura in cui è stato inflitto a questo sodalizio criminale un colpo che ci auguriamo mortale.La lotta alla criminalità organizzata deve essere la nostra nuova Resistenza”. 
Questo il commento del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, alla più grande operazione di contrasto alle mafie mai operata nel Nord Italia. 

“Gli anni della sottovalutazione del problema, dell’incapacità nel saper leggere certe dinamiche, sono dietro di noi – sottolineato Vecchi – Come ha detto il dottor Alfonso, stamattina a Bologna, il risultato odierno è stato colto grazie al lavoro di anni. Fanno parte di questa strategia
l’opera di prevenzione istituzionale, le interdittive, le
confische e l’azione repressiva degli arresti.

Bisogna proseguire, con la schiena dritta, sapendo di avere davanti un mostro dalle molte teste al quale non basta tagliarne una per neutralizzare il sistema. Pur tuttavia, la vastità di questo blitz ci fa essere fiduciosi che la cosca che operava possa essere stata disarticolata”.
” Come sindaco di una città che non accetta l’umiliazione che questi criminali vogliono infliggerle voglio con fermezza riconfermare tutte le azioni che, a partire dalle procedure che riguardano alcune VLT, hanno visto la nostra Amministrazione Comunale tenere un filo diretto, costante e molto franco con gli organi investigativi, segnalando quanto appariva ai nostri occhi poco chiaro, nel rispetto dei diversi
ruoli che le varie Istituzioni incarnano – ha aggiunto – Le contestazioni che colpirono l’ex Prefetto dott.ssa De Miro questa primavera in alcuni territori della nostra provincia furono da me stigmatizzate, a significare che la battaglia per la legalità comincia innanzi tutto dal fronte culturale e della testimonianza. In questo senso auspico in futuro un
sempre maggior protagonismo di tutte quelle categorie e quei
soggetti associativi del tessuto economico che possono rinsaldare e devono rilanciare unitamente un clima di ripudio di qualsiasi pratica illegale.

Se oggi possiamo dire che ha vinto lo Stato non di meno voglio
testimoniare il mio ringraziamento e la mia vicinanza a chi, fatto oggetto di gesti minacciosi e intimidatori, ha deciso di
non piegarvisi e di fare denuncia alle autorità preposte, perché queste potessero indagare.
La situazione che abbiamo davanti è molto chiara: la lotta alla mafia in questa città e in gran parte del nord Italia è la nostra nuova Resistenza”.

ELENA MONTANARI (FORZA ITALIA): “DESTRA O SINISTRA CHI SBAGLIA DEVE PAGARE”
28/1/2015 – ” Plauso alle forze dell’ordine e alla magistratura per la brillante attività svolta, sull’onda dei
sequestri della settimana scorsa! Nessuno sconto a chi sbaglia: chi sbaglia deve pagare a prescindere dal colore politico, sia di centro destra che sinistra.” Così Elena
Montanari, consigliere di Forza Italia a Montecchio, sull’operazione antindrangheta. “L’operazione portata a termine – aggiunge – e la dimostrazione che il nostro tessuto economico, sociale e politico non e’ immune dal virus
dell’illegalità!”.
Elena Montanari era stata l prima a denunciare il caso dell’appalto delle scuola media, assegnato a una ditta di Caserta senza certificazione antimafia. Per questo era stata
minacciata di querela dall’amministrazione di Montecchio”.

I CONSIGLIERI REGIONALI PD: “COMINCIA A DISVELARSI LA ZONA GRIGIA” 

 “Pur nel rispetto delle prerogative di difesa di ogni singolo coinvolto, comincia a disvelarsi la zona grigia che ha permesso alla criminalità organizzata di fare affari anche nei nostri territori”. E’ questo il commento a caldo dei consiglieri reggiani Roberta Mori, Silvia Prodi, Andrea Rossi, Ottavia Soncini all’operazione antimafia in corso da questa mattina in Emilia e altre regioni.

“Negli ultimi anni il lavoro degli inquirenti, al quale va il nostro plauso, ha portato alla luce una rete di complicità e relazioni tra gli esponenti delle cosche e professionisti, imprenditori e politici locali. La mafia è entrata nei nostri territori perché qualcuno le ha aperto la porta, come ripetono da tempo gli studiosi del fenomeno e come l’esperienza insegna. Il contagio ha raggiunto livelli preoccupanti, ma ci consola sapere che oltre al grande lavoro di magistrati e
forze dell’ordine, possiamo contare su una società civile e rappresentanti delle istituzioni molto più consapevoli dei rischi rispetto al passato. Riteniamo inoltre fondamentale il presidio di nuclei operativi specializzati che mettano a frutto competenze maturate in anni di lavoro e investigazioni.”

La lotta alle mafie non si improvvisa – concludono i consiglieri PD – per questo la Regione Emilia-Romagna nella legislatura scorsa ha fortemente voluto l’apertura della DDA a Bologna. Come assemblea legislativa continueremo a fare la
nostra parte”. 

FRATELLI D’ITALIA “AMAREZZA E SCONCERTO. TUTELARE I CITTADINI DALLA MALAVITA” 

In merito a quanto diffuso dai mezzi di informazione riguardo l’operazione delle forze dell’ordine denominata “AEMILIA” il Comitato Provinciale di Fratelli d’Italia non può che esprimere grande amarezza unita a sconcerto.

L’operazione che ha condotto in carcere anche importanti esponenti della vita politica e pubblica della nostra provincia rivela quanto imponente, radicata e capillare sia stata l’infiltrazione della criminalità organizzata nei segmenti fondamentali della società reggiana.  

Il danno per tutta la cittadinanza e per il tessuto economico locale è devastante e quanto sta emergendo smentisce, di fatto, pesantemente le affermazioni che, a vario titolo sono state rilasciate negli ultimi anni da esponenti delle amministrazioni comunali e provinciali tese a smentire il fatto che la nostra provincia fosse a forte rischio di infiltrazioni di stampo mafioso.
“Ciò che ora diventa di fondamentale importanza per la politica locale è individuare rapidamente le strategie da adottare per tutelare la cittadinanza e la vita pubblica reggiana dai gruppi malavitosi riponendo la massima fiducia nell’operato dei tutori dell’ordine e della magistratura”

“Chiediamo, quindi, a tutte le forze politiche provinciali, sia di governo che di opposizione, di costituire un tavolo unitario di lavoro e di confronto sulla sicurezza e sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel territorio reggiano aperto ai rappresentati delle forze dell’ordine”.

Alberto Bizzocchi e Alessandro Aragona, Fratelli

d’Italia 

 

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