Oggi il cardinal Ruini a Reggio. Messa in Cattedrale per Beniamino Socche, il vescovo della guerra al comunismo

14/1/2015 – Il cardinale Camillo Ruini torna a Reggio Emilia, la sua città, oggi venerdì 16 gennaio per commemorare il vescovo Beniamino Socche, nel cinquantesimo della scomparsa.

Sarà proprio Ruini, su invito del vescovo Camisasca, a presiedere la celebrazione eucaristica alle 18,30 nel Duomo di Reggio Emilia. “Don Camillo”, già vicario generale del Papa a Roma ed ex presidente della Cei, durante l’episcopato di Socche era stato docente di filosofia in Seminario e assistente della Fuci (Laureati cattolici).
Insieme a lui celebreranno il vescovo di Reggio Massimo Camisasca, il vescovo emerito Adriano Caprioli e monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia.

Beniamino Socche, l’ultimo dei vescovi-principi di Reggio Emilia, spirò il 16 gennaio 1965, dopo aver retto  dal 1946 la diocesi di Reggio Emilia.
Pio XII lo aveva chiamato da Cesena a succedere a monsignor Eduardo Brettoni, spentosi nel novembre 1945. Era l’uomo che ci voleva a Reggio: determinato, intransigente, duramente anticomunista, teologo tradizionalista ma anche di grandi capacità organizzative, inflessibile nella difesa della Chiesa nel pieno della strage dei preti e degli eccidi del dopoguerra.

Nato a Vicenza nel 1890, Socche fu ordinato sacerdote nel 1913. Il suo motto era “In virtute pax”. “Fu un pastore intrepido – lo ricorda così una nota della Diocesi – vigoroso nel difendere il clero e i fedeli dai pericoli del socialismo reale e del materialismo”.
È rimasto memorabile il suo “Basta!” pronunciato dopo l’assassinio di don Umberto Pessina, avvenuto a San Martino Piccolo il 18 giugno 1946. Per quel delitto esercitò pressioni inaudite al fine di ottenere la condanna di Germano Nicolini, il comandante partigiano Diavolo, che trascorse dieci anni in galera innocente.
In diocesi fece costruire il nuovo Seminario, la Mensa per i poveri in Vescovado e volle che nascesse il settimanale cattolico “La Libertà”. Durante il suo lungo episcopato ordinò quasi 200 sacerdoti.
Monsignor Socche si distinse altresì per la grande devozione mariana e per la valorizzazione del laicato cattolico.

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