Nel noir di Michela Rivetti i misteri di Luigi Parmeggiani e un magnifico spaccato della Reggio fin de siècle

Egregio Direttore,

Mi sono recata alla presentazione del romanzo “Sotto gli occhi del Crostolo” di Michela Rivetti, che si è tenuta presso la Galleria Parmeggiani, e ne sono stata piacevolmente colpita.

Il professor Pascarella ha esposto alcune delle tematiche ricorrenti in questo romanzo e ha tenuto una conversazione con l’autrice, di carattere principalmente filosofico, senza soffermarsi sulla trama e sulle qualità narrative.

Innanzitutto è stata presentata la controversa figura di Luigi Parmeggiani, su cui verteva la conversazione: parlando del suo temperamento anarchico intransigente, si è avuto modo di mettere in evidenza la stratificazione sociale presente a Reggio Emilia a fine Ottocento. Nel romanzo, infatti, si racconta la vita quotidiana dei personaggi e della città, presentando dunque sia l’aristocrazia, sia i nullatenenti, passando per il ceto borghese. Non si escludono neppure gli intellettuali, rappresentati dalle due figure storiche di Naborre Campanini e Andrea Balletti, a cui l’autrice affida la maggior parte delle conversazioni filosofiche.

Il professor Pascarella, a questo proposito, ha citato quelle sulla ricerca della felicità, sulla morbosa curiosità della gente per la cronaca nera e sul disincanto: temi senza tempo e quindi sempre attuali.

Sollecitata dalle domande del pubblico (particolarmente numeroso per un’esordiente), l’autrice ha raccontato come ha svolto minuziose ricerche storiche che, a detta dei presenti, dipingono con cura la nostra città nell’Ottocento e coinvolgono al punto che, camminando per le strade, si riconoscano i luoghi del romanzo.

Della trama si è parlato poco, ma ho potuto evincere che si tratti di un noir storico, ricco di suspense (cit.), con grande attenzione per gli affetti di varia natura.

Ne ho comprata una copia e, leggendo la prima pagina, ho incontrato il primo morto. Lo stile sembra interessante e mi affretterò a continuarne la lettura.

Pertanto la presentazione in Galleria Parmeggiani è stata soddisfacente e mi ha dato occasione di ammirare anche il bel presepe napoletano allestito da Salvatore Carulli. Consiglio, a chi lo volesse visitare, di leggere i cartellini e non esitare a chiedere spiegazioni, per poter apprezzarne tutti i significati allegorici racchiusi.

(Professoressa P. Corradini)

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