Gaetano Blasco catturato in Germania: rideva con Antonio Valerio dopo il sisma, pregustando gli appalti

29/1/2015 – E’ stato arrestato in Germania dalla polizia di Augsburg Gaetano Blasco, 52 anni, ritenuto uno degli organizzatori dell’associazione di tipo mafioso smantellata nel corso dell’operazione Aemilia, coordinata dalla procura antimafia di Bologna, e ieri irreperibile all’esecuzione della misura di custodia cautelare. Blasco è l’imprenditore intercettato mentre parla con Antonio Valerio, un altro indagato, nella telefonata in cui i due scherzano e ridono sul terremoto, il 29 maggio 2012.
Come all’Aquila, così è accaduto in Emilia. Erano le 13.29 del 29 maggio 2012, il giorno del secondo sisma, poche ore dopo la violentissima scossa delle 9.03. Questa volta a scherzare sui crolli non sono due imprenditori come in Abruzzo, ma due personaggi vicini alla cosca Grande Aracri, Gaetano Blasco e Antonio Valerio. “E’ caduto un capannone a Mirandola”, dice il primo, in una telefona intercettata e riportata nell’ordinanza dell’operazione Aemilia.
Valerio ridendo risponde: “eh, allora lavoriamo là…” E Blasco: “ah sì, cominciamo, facciamo il giro…”.
E’ il segnale, per il Gip Alberto Ziroldi, che “la ‘Ndrangheta arriva prima dei soccorsi, o comunque in contemporanea”. Blasco, “sicuramente organico alla cellula criminale emiliana”, e Valerio, “costantemente coinvolto in illecite attività economiche”, sono indicati tra gli organizzatori dell’associazione a delinquere di tipo mafioso capeggiata a Reggio Emilia da Nicolino Sarcone.
I due avevano “contatti e rapporti d’affari” con la Bianchini Costruzioni, azienda coinvolta nell’indagine, con il patron Augusto tra gli arrestati, accusato di concorso esterno all’associazione. A riguardo il giudice scrive che le indagini hanno “permesso di ricostruire con chiarezza il perimetro soggettivo all’interno del quale ha avuto luogo l’infiltrazione criminale”. Che “si è prevalentemente realizzata attraverso una perversa joint venture tra l’impresa Bianchini Costruzioni srl di San Felice sul Panaro (Modena) ed uno dei principali esponenti della consorteria investigata”, cioè Michele Bolognino, uno dei leader del gruppo.

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