Francesi spariti, allarme a Reggio. Evacuato l’albergo Morandi, bloccata la via Emilia

15/1/2015 – È stato un allarme bomba non soltanto senza una vera bomba, ma pure senza falsa bomba, quello che questa mattina ha bloccato il centro di Reggio Emilia, con la via Emilia transennata dalla chiesa di San Pietro a via Giorgione per circa quattro ore. In definitiva si cercava qualcuno che è sparito, però non c’erano né pacchi sospetti e neppure borse abbandonate.

allarmeTanto rumore per nulla, e va già bene così. Ma forse la situazione è più inquietante di quanto non possa apparire a prima vista: due clienti dell’hotel Morandi, entrambi stranieri e entrambi di lingua francese, sono scomparsi dopo aver occupato la camera prenotata il giorno prima.

In tarda mattinata il vicequestore vicario dottor Cesare Capocasa ha chiarito, in un incontro con i giornalisti, la dinamica degli eventi dopo che si erano susseguite ipotesi, versioni e indiscrezioni, comprese le notizie (poi smentite) su pacchi sospetti abbandonati in camera.

Ieri pomeriggio alle 18 un francese di 51 anni e un franco-marocchino di 63 si sono presentati alla reception dell’albergo Morandi di via Emilia San Pietro, hanno preso una camera, consegnato i documenti e si sono allontanati. Nessuno li ha più visti. Non sono rientrati nemmeno nella notte. Così stamani poco prima delle otto il titolare del Morandi, oltre a inviare la comunicazione obbligatoria, ha chiamato la Questura.

28A quel punto è scattato un vasto apparato di sicurezza che ha impegnato Digos, carabinieri, polizia municipale , vigili del fuoco e anche artificieri del nucleo di Bologna. Mentre via Emilia San Pietro veniva chiusa per un buon tratto, l’albergo è stato evacuato, e i venti ospiti (tra cui un esponente politico africano) sono potuti rientrare solo dopo una minuziosa perlustrazione di tutta la struttura, garage compresi, condotta con l’impiego di unità cinofile.

Gli artificieri sono entrati nella camera prenotata dai due francesi, ma non hanno trovato niente, neanche “pacchi sospetti”. Insomma, tutto a posto. Almeno in apparenza.

“Abbiamo mandato una nostra pattuglia in zona per precauzione dato che uno dei due era franco-marocchino”, ha detto ai giornalisti il vicequestore.
Qualcosa, ma non è chiaro cosa, deve aver spinto le forze dell’ordine a dispiegare lo spettacolare apparato visto per alcune ore in centro storico. “In un altro momento saremmo entrati noi nella camera – ha aggiunto Capocasa – ma data la situazione abbiamo preferito chiedere l’intervento degli artificieri”.

Intanto, i due francesi sono attivamente ricercati. Chi sono in realtà? È la loro identità ad aver fatto scattare l’allarme rosso? E soprattutto: cosa sono venuti a fare a Reggio Emilia? Gli apparati di sicurezza avevano ricevuto qualche soffiata in merito?

La versione ufficiale è che i controlli hanno dato esito negativo: non sono segnalati come sospetti terroristi dalla banca dati europea e neppure avrebbero altri precedenti penali.

Certamente, quello che è accaduto oggi dimostra che sotto una patina di tranquillità l’allerta a Reggio Emilia è ai massimi livelli, come se qualcuno si aspettasse il peggio da un momento all’altro.

(p.l.g.)

Guardie Francesi della Guerra dei Sette Anni, 1756–1763

Guardie Francesi della Guerra dei Sette Anni, 1756–1763

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