Edilizia: in Emilia scomparse quasi seimila imprese. Nel 2015 si spera nella ripresa delle manutenzioni

8/1/2015 – Una  ricerca di Confartigianato Lapam mette in luce la profondità, drammatica, della crisi del comparto edilizia: nel terzo trimestre del 2014 il numero di imprese artigiane delle costruzioni è pari a 409.222, con un calo del 3,2% rispetto allo stesso trimestre del 2013. In 5 anni hanno chiuso oltre 49 mila imprese artigiane edili. In Emilia-Romagna il dato è ancora più preoccupante, con rispettivamente un -9,2% e 5.697 imprese scomparse.
L’ultimo rapporto di Confartigianato Lapam sulla situazione del comparto delle costruzioni, conferma la difficile congiuntura economica che sta ancora colpendo duramente imprese e lavoratori delle costruzioni che dura ormai da troppi anni.
In 6 anni l’occupazione del settore è crollata in regione del 22% con meno 36.900 occupati, nell’ultimo anno si è assistito a un rimbalzo (+3,7% di occupati) dovuto, nel nostro territorio, principalmente ai lavori per la ricostruzione post sisma.
Dati negativi si sono registrati anche per i crediti erogati dalle banche: le imprese del settore costruzioni sono anche quelle che ‘soffrono’ maggiormente la diminuzione dei finanziamenti bancari e tra giugno 2012 e settembre 2014 lo stock di credito è calato del 10,3% rispetto alla flessione del 4,6% registrata dal totale delle imprese.
“Gli unici spunti positivi potrebbero arrivare dagli incentivi per le ristrutturazioni edili e il risparmio energetico – sottolinea Roberto Ferrari, presidenti edilizia infrastrutture Lapam -. Rileviamo come siano diversi (in Italia quasi 2,5 milioni di persone) i proprietari di immobili orientati ad effettuare nei prossimi 12 mesi un intervento di manutenzione sulla propria abitazione o sulle parti condominiali. Il rinnovo delle detrazioni è sicuramente importante, la proroga più volte richiesta è stata finalmente accettata: dobbiamo anche rilevare come il futuro del comparto sia legato a questi incentivi e non dalla costruzione del nuovo, vista anche la politica del cosiddetto ‘impatto zero’ da parte della Regione Emilia-Romagna. In pratica per ogni metro cubo costruito ex novo deve essere demolita la stessa cubatura”.
Infine Ferrari parla della ricostruzione post terremoto: “Le aziende che hanno sede nell’area del cratere sismico sono impegnate e c’è stato un oggettivo aumento del lavoro, quelle fuori dal cratere, in buona sostanza, devono cavalcare il tema delle detrazioni e degli incentivi”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *