Inaugurato il nuovo acceleratore anti-cancro
Costo 6 milioni, il S. Maria Nuova al top in Italia

31/1/2015 – E’ stata una giornata veramente importante per Reggio Emilia. L’Arcispedale Santa Maria Nuova ha aperto le celebrazioni del cinquantenario inaugurando il nuovo acceleratore lineare per terapia con fotoni installato nel bunker di Radioterapia Oncologica. E’ un True Beam STx 2.0 della Varian Medical System di Palo Alto: è fra le apparecchiature più avanzate a livello mondiale, una delle prime in Europa e certamente la prima in funzione in Italia.

true beam

È un successo non solo per l’Ospedale, ma anche per Reggio in quanto comunità, perchè l’acquisto – un investimento complessivo di 6 milioni –  è stato reso possibile anche dal contributo di un milione e mezzo della fondazione Manodori e dal mezzo milione raccolto fra le imprese e migliaia di cittadini, anche con contributi minimi ma egualmente essenziali da APRO, già Ascmad Prora, l’associazione presieduta dal dottor Giovanni Fornaciari e nella quale sono confluiti da tempo i progetti Prora (Radioterapia Oncologica) e Ascmad per il sostegno a Endoscopia digestiva e Gastroenterologia. Nel progetto si sono impegnati testimonial come Stefano Baldini, Orietta Berti, Luciano Ligabue, Andrea Griminelli e Carlo Ancelotti.

È stato veramente un concorso corale dei reggiani quello che ha permesso di realizzare il sogno di dotare Radioterapia Oncologica, reparto di eccellenza al livello nazionale diretto dalla dottoressa Cinzia Iotti, di una delle apparecchiature più avanzate al mondo che permette di bombardare il tumore con una precisioni senza precedenti, sotto il millimetro, di colpire i tumori in movimento (ad esempio quelli al polmone, che si spostano col ritmo del respiro) grazie a uno straordinario sistema di imaging in tempo reale, di diminuire drasticamente il numero delle sedute e quindi ridurre gli effetti collaterali indesiderati.

cinzia iotti

Il nuovo acceleratore  è stato inaugurato alle 12,30 alla presenza dell’Assessore regionale alle Politiche per la salute Sergio Venturi, del Vicesindaco del Comune di Reggio Emilia Matteo Sassi, del Presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi oltre che di molti operatori dell’Ospedale, cittadini e volontari che si sono adoperati per raccogliere i fondi. Nel pomeriggo, sino alle 16,30 i cittadini hanno potuto visitare il reparto di Radioterapia Oncologica, accompagnati dal personale medico.

Prima del taglio del nastro, nella sala conferenze di palazzo Rocca Saporiti hanno parlato il direttore generale dell’Arcispedale Ivan Trenti, il direttore scientifico Giovanni Apolone, Cinzia Iotti direttore di Radioterapia Oncologica, Mauro Iori direttore della struttura di Fisica Medica, Gianni Borghi presidente della fondazione Manodori e Giovanni Fornaciari presidente di APRO.

Trenti ha parlato di “una storia di successo, competenza, coraggio e fortuna”. “È stato decisivo il riconoscimento del Santa Maria Nuova come Istituto di ricerca (Irccs) perchè nel 2012 ci ha permesso di presentare di un progetto di ricerca al ministero della Salute per il trattamento di tumori particolarmente difficili e aggressivi – ha spiegato – E il ministero ha concesso un contributo di 1 milione 600 mila euro. Ma, dato che il progetto di ricerca doveva essere cofinanziato, sono stati decisivi i contributi della Manodori e di Apro: senza di loro non avremmo ottenuto il finanziamento del ministero”.

L’investimento ammonta in totale a 6 milioni: 3 milioni 629 mila euro per l’apparecchio, 2 milioni 693 mila per otto anni di assistenza tecnica e manutenzioni a partire dal 2016, 42 mila euro lo smaltimento del vecchio acceleratore del 1992 sostituito dal True Beam.

Il conto viene così pagato: 1 milione 600 mila euro il ministero, 1.500 mila la fondazione Manodori, 500 mila Apro e 2 milioni 300 mila euro l’Arcispedale reggiano.

Cinzia Iotti ha spiegato che a partire  il True Beam aumenta l’efficacia e l’efficienza del trattamento riducendo gli effetti collaterali. Le cure inizieranno il 16 febbraio e entro 6/7 mesi partirà il protocollo di ricerca su una sfida estremamente impegnativa: il trattamento dei tumori con una bassissima percentuale di sopravvivenza a 5 anni.

“True Beam è una macchina portentosa – ha spiegato – Le sue doti sono la versatilità, perchè puó trattare tumori dal più semplice al più complesso; la precisione , che è a livello submillimetrico; l’accuratezza nel colpire il bersaglio; la rapidità di somministrazione della cura. Ciò permette di concentrare il trattamento in un numero di sedute ridotto, anche una sola seduta, quindi con un miglioramento della qualità della vita. Permette di trattare tumori in movimento, come quelli al polmone, e di  intervenire nei tumori al cervello, al pancreas, al fegato, nelle metastasi e anche nei casi già trattati con terapia radiante”.

Ma, ha aggiunto, “True Beam non è una bacchetta magica, quindi niente false speranze. Però i pazienti possono essere certi che noi daremo il massimo”. Perchè è la qualità dei professionisti di Radiotrapia e di Fisica Medica, un team eccezionale, a fare la differenza: e su questo sono tutti d’accordo.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *