Disastro ferroviario di Guastalla: non escluso (per ora) il sabotaggio. In Regione il caso degli incidenti della Dinazzano Po

4/1/2014 – L’inquietante ipotesi del sabotaggio non è ancora esclusa, allo stato attuale, dal contesto delle indagini sul disastro ferroviario verificatosi venerdì pomeriggio a Guastalla, quando un convoglio con quattordici carri merci vuoti è deragliato mentre imboccava un binario tronco nella stazione di Guastalla. L’incidete è avvenuto nei pressi del passaggio a livello dei Cappuccini.
Il locomotore si è ribaltato fuori della massicciata, facendo adagiare fuori dai binari anche il primo dei vagoni. Sul sinistro, che ha provocato gravi danni ma fortunatamente si è risolto senza vittime (il macchinista ha riportato alcune contusioni) indagano i Carabinieri su incarico della Procura della Repubblica di Reggio. Sulle prime era circolata l’ipotesi di un errore umano, ma l’inchieste riguarderebbe anche lo stato dei binari (o un malfunzionamento a causa delle temperature rigide) senza al momento escludere l’ipotesi di un sabotaggio.
È in corso anche un’inchiesta interna della società dell’interporto Dinazzano Po, proprietaria del treno. 

E sul fatto che la Dinazzano Po (società controllata dalla Tper, che gestisce le ferrovie locali) “sia stata oggetto di diversi incidenti” punta il dito un’interrogazione in Regione del consigliere regionale dei 5Stelle Gian Luca Sassi, di cui è stato anticipato il testo oggi. 
L’interrogazione chiede alla Giunta “iniziative urgenti” nei confronti di Tper e Dinazzano Po per incrementare il livello di sicurezza del trasporto  merci. 

IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE M5S SULL’INCIDENTE DI GUASTALLA

Premesso che
da notizie di stampa si apprende che nel primo pomeriggio del 2 gennaio, del corrente anno, alle porte della stazione ferroviaria di Guastalla, per circostanze ancora da individuare, un convoglio merci adibito al trasporto di rotoli in acciaio è finito su un binario morto deragliando, a poche decine di metri dal passaggio a livello di viale Cappuccini. Dopo lo scontro, il locomotore si è ribaltato su un fianco. Nel deragliare, il convoglio è uscito dalla ferrovia e nell’arrestarsi si è inclinato di 45 gradi. A collassare è stato anche il primo dei 14 vagoni che si portava appresso. Il macchinista, un bolognese di 29 anni, per fortuna rimasto illeso nell’incidente, ha comunque subito uno shock. Soccorso dai mezzi del 118 è stato portato al vicino ospedale per i controlli del caso;

I danni provocati dal deragliamento sono ingenti e l’incidente non è un caso isolato e tenuto conto che la società “Dinazzano Po” è stata oggetto di diversi incidenti che hanno causato danni simili (24 marzo 2014 sempre a Reggio nell’Emilia altro incidente). 

Considerato che
la Dinazzano Po SpA, avente ad oggetto sociale il trasporto ferroviario merci e l’espletamento dei servizi ferroviari per il trasporto merci, oltre alla gestione di scali ferroviari e terminali intermodali, è una società partecipata da TPER, gli altri soci sono l’Azienda Consorziale Trasporti ACT (RE), l’Autorità Portuale di Ravenna e Porto Intermodale di Ravenna SAPIR Spa con l’ 1,55 % del capitale sociale ciascuno. La società opera sulle linee di Fer;

TPER (Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna) è la società di trasporti pubblica in cui la Regione Emilia-Romagna ha la maggioranza azionaria (46,13% delle quote), gli altri soci sono il Comune di Bologna (30,11%), la Provincia di Bologna (18,79%), l’Azienda Consorziale Trasporti ACT di Reggio Emilia (3,06%), la Provincia di Ferrara (1,01%), il Comune di Ferrara (0,65%) e le Province di Mantova, Modena, Parma, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini (con lo 0,4% delle quote ciascuna);
Nel secondo semestre 2012 è stato ceduto da TPER a  alla controllata Dinazzano Po il  ramo ferroviario di trasporto merci.

Tenuto conto che
le vigenti leggi, in un ottica di decentramento dell’assetto delle funzioni pubbliche, attribuiscono alle Regioni specifiche competenze in materia di sicurezza del lavoro, concorrenti sul piano legislativo, ed esclusive su quello regolamentare ed amministrativo;
il D.Lgs. 81/2008, cosi come modificato ed integrato dalle successive norme, prevede che le Regioni e altri istituzioni ed organismi, tra cui l’INAIL, svolgano attività di informazione, assistenza, consulenza, formazione e promozione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro;
oltre alla dimensione umana, connessa a condizioni inadeguate di salute e di sicurezza sul lavoro, il problema si ripercuote anche sull’economia, infatti, i problemi relativi alla salute e alla sicurezza sul lavoro rappresentano un ostacolo alla crescita e alla competitività, provocando al contempo un aumento sproporzionato delle spese previdenziali.

Interroga la Giunta regionale e l’Assessore competente per sapere

•   quali iniziative urgenti intenda intraprendere nei riguardi di TPER e della partecipata  Dinazzano Po al fine di incrementare i livelli di sicurezza nell’attività di trasporto merci, in particolare, dove vi è un evidente grado di inadeguatezza dei sistemi di controllo e di prevenzione anche nei riguardi del personale ferroviario, visti i diversi incidenti, testimoniatI dagli ultimi accadimenti;
•    se sia stata avviata un’indagine su quanto accaduto da parte degli dell’Area di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro da parte dell’ASL di riferimento che ha il compito di tutelare la collettività e i singoli individui dai rischi infortunistici e sanitari connessi agli ambienti di vita e di lavoro, in caso contrario se non ritenga opportuno promuovere un’attività ispettiva per accertare la dinamica dell’ incidente e verificare se vi è stato il rispetto delle norme e procedure in materia di prevenzione e sicurezza;
•     Infine, se non ritenga opportuno intervenire presso TPER e la sua partecipata Dinazzano Po al fine di incrementare i livelli di formazione del personale sul tema della sicurezza sul lavoro, incrementare le piante organiche ed invertire pertanto le politiche di ridimensionamento in corso da alcuni anni, avviate dalle aziende verso il personale e le cui conseguenze comporteranno inevitabili disagi sul piano della sicurezza.

Il Consigliere Gian Luca Sassi
(gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Regione Emilia-Romagna) 

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