Coop Cila (131 mila ql di latte) chiude il bilancio in attivo, ma chiede un cambio di passo al consorzio del Parmigiano

9/1/2015 – Con 131.000 quintali di latte prodotti nel corso del 2014, la cooperativa Cila si conferma leader nella produzione di latte destinato a Parmigiano Reggiano nell’area del comprensorio.
La Cila produce inoltre 12 mila suini pesanti per la filiera No Ogm richiestai dalla grande distribuzione. Coltiva 1.200 ettari di terreni per il fabbisogno interno degli allevamenti,  in particolare foraggio di medica, mais, grano e girasole. Inoltre è positivs l’attività a Novellara del negozio di vendita di carni fresche bovine, suine, di  salumi e di formaggio Parmigiano Reggiano.
Dal 2012 è attivo un impianto di biogas della potenza di 1 MEgawatt alimentato principalmente da reflui solidi e liquidi zootecnici dei propri allevamenti, e integrato parzialmente da colture vegetali dedicate.
Per il presidente Graziano Salsi – che ha presentato i dati all’assemblea dei soci di fine anno – si tratta di un bilancio positivo, con produzioni stabili, con lievi segnali di inversione di tendenza sui costi di produzione, tuttavia non ancora sufficienti per il forte ribasso registratosi nel prezzo di mercato del Parmigiano Reggiano.
“Per la chiusura in positivo del rendiconto di previsione 2014 – spiega il presidente di Cila – si sono rivelati significativi sia la sopravvenienza della chiusura di bilancio della produzione di Parmigiano Reggiano relativa al 2012 (in quanto sono terminate le vendite del prodotto stagionato), sia l’integrazione di reddito derivante dal settore delle agro-energie. Nel 2014 – sottolinea Salsi – la cooperativa ha visto conseguire risultati importanti sotto l’aspetto degli investimenti nel settore del bovino da latte. Abbiamo investito una somma pari a 2,2 milioni di euro per la costruzione e ristrutturazione degli allevamenti di S.Vittoria ed in particolare, il più grande, a Novellara con l’obiettivo di trarre risultati significativi sia sulla qualità che sulla quantitàdel latte contando su strutture riammodernate in grado di offrire principalmente benessere alla mandria, creando inoltre migliori condizioni per il contenimento dei costi di produzione”.
Salsi ha auspicato una “maggiore condivisione di politiche proposte dal Consorzio del Parmigiano Reggiano e altresì iniziative imprenditoriali in forma associata fra i caseifici”. “Questa crisi farà sentire i suoi effetti a partire dai risultati economici della produzione conseguita nell’annata 2013 ,e probabilmente per il prodotto conseguito nell’annata 2014 con gravi ripercussioni sugli imprenditori agricoli, e di conseguenza sull’andamento economico dell’intero comprensorio. La nota positiva nei consumi registrata negli ultimi mesi dell’anno, favorita anche dalla diminuzione dei prezzi al dettaglio – conclude Salsi – è certamente incoraggiante nel rapporto fra domanda e offerta, però si rende necessario riprendere da un lato un aggiornamento dei temi di competenza del Consorzio Parmigiano Reggiano quali la regolazione dell’offerta, la promozione di prodotto e pubblicitaria, le regole di produzione tramite una modifica al disciplinare; dall’altro è  altrettanto urgente che le imprese aiutate dal sistema associativo creino condizioni di maggiore competitività nella rete casearia, al fine di ridurre i costi di trasformazione e intraprendere nuove iniziative commerciali per valorizzare il prodotto limitando gli effetti speculativi classici dei troppo pochi operatori commerciali del settore”.

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