Ci sarà mai giustizia per Nanni Lasagni, 16 anni, ammazzato 70 anni fa dai partigiani comunisti?

di Giuseppe Pagliani

2/1/2014 –  Ricorrono 70 anni dall’arresto  avvenuto il 1° gennaio del 1945 del sedicenne scandianese Nanni Lasagni. Il CLn locale venne nella determinazione di fare trasportare il giovane Lasagni perché sospettato di essere una spia avendo troppi frequenti contatti con elementi noti per attività fascista e per quesgo  secondo una nota del CLn riportata nel volume “Il Triangolo della morte” edito di Giorgio e Paolo Pisanò – fu trattenuto in montagna. 
Le firme del CNl locale erano di Lorenzelli Mario, Pedroni Dante e Sereno Folloni. La madre di Nanni il sedicenne sparito, orfano di padre, continuò a cercare il figlio da sola, fino a quando ne ebbe le forze.
 Nanni Lasagni era stato prelevato- come si asserisce a pagina 100 del volume Il triangolo della morte –  dalla sua abitazione dai sappisti Ivo Vecchi e Oscar Zanichelli. A questi nomi si aggiunse quello di Ismo Mattioli detto “Marco”, l’ultimo ad avere visto il giovane Nanni vivo.
 Con queste poche notizie la madre si rivolse al Procuratore del re di Reggio Emilia, il dottor Loffredo, perché iniziasse delle ricerche ufficiali.
Per prima cosa Loffredo ordinò l’arresto di Vecchi e di Zanichelli che venne eseguito il 12 novembre del 1945.
 A questo punto in base a quanto scritto nel “Triangolo della morte”,  interviene Didimo Ferrari detto “Eros”. Gli sviluppi della vicenda sono ricostruiti dall’articolo apparso sulla “Nuova Penna” firmato da  “Il Solitario” (Giorgio Morelli) in data 22 dicembre 1946.
 “ Ha inizio l’istruttoria, Vecchi e Zanichelli vengono interrogati. Di ciò che i due imputati hanno deposto in istruttoria non è dato sapere nulla. Dopo pochissimi giorni di detenzione, improvvisamente, i due responsabili del prelevamento vengono messi in libertà. Il giudice Loffredo giustifica questo suo atto giudiziario con l’appellarsi alla legge del 12 aprile 1945 che ritiene non perseguibili dalla giustizia tutte le azioni compiute a scopo di guerra. Con questa bugia palese ha termine quella che possiamo chiamare “la dura morte di un minorenne”.
 Chiaramente il cadavere di Nanni non fu mai ritrovato e fa parte di quel gruppo di persone scomparse alla Fornace di Cà de Caroli.
In base a questi documenti emersi dalla indagine storiografica, possiamo oggi trarre alcune conclusioni.
 La persona assassinata materialmente era un minorenne, 16 anni. Sfidiamo chiunque lo voglia, in una delle legislazioni esistenti nei paesi civilizzati ed in quelli meno civilizzati un solo articolo che dichiari perseguibile di condanna a morte un minorenne ritenuto responsabile materiale dell’atto più criminale contemplato nel codice penale. Il delitto Lasagni non è stato esaminato e gli autori non sono stati condannati. Il delitto non è stato esaminato perché l’istruttoria è stata chiusa dopo il solo interrogatorio dei due imputati e di pochissimi altri testimoni di relativo valore.
 L’interrogatorio del Sig. Mattioli Ismo “Marco”, l’ultima persona conosciuta a cui l’ucciso è stato consegnato, non è stato mai compiuto dall’autorità inquirente. Per particolare di gravissima importanza dobbiamo ritenere l’istruttoria non avvenuta o per lo meno solo parzialmente.
Questo episodio è dalla sinistra a Scandiano e a Reggio Emilia volutamente da sempre dimenticato, non si può addivenire ad una vera pacificazione se si  continua ad utilizzare la storia in modo speculativo politico, gli assassini del minorenne Nanni Lasagni furono lasciati in libertà perché coloro che condannarono da subito il rapimento del giovane si adoperarono poi per scarcerare gli esecutori del delitto di un minorenne innocente, e a far dimenticare una pagina vergognosa del partigianato comunista scandianese.
Noi non dimentichiamo e fino a quando potremo ridaremo onore e memoria ai martiri innocenti uccisi dai partigiani comunisti.
 
* capogruppo in Provincia di TERRE REGGIANE – Forza Italia

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2 risposte a Ci sarà mai giustizia per Nanni Lasagni, 16 anni, ammazzato 70 anni fa dai partigiani comunisti?

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    02/01/2015 alle 13:02

    Purtroppo la giustizia per Nanni Lasagni, ricordato giustamente da Giuseppe Pagliani, non ci sarà mai perché ucciso dai partigiani comunisti.
    Trattasi dei tanti casi di giustizia negata dalla sinistra come la seguente annotazione che “Il GIORNALE” del 30 dicembre scorso ha pubblicato a mia firma.
    “Come ogni anno il 28 dicembre a Reggio Emilia si svolge la commemorazione dell’eccidio dei 7 fratelli Cervi,uccisi dai fascisti (28/12/1943).
    Anche se, del triste episodio, le pagine dei libri di storia “resistenziali” siano pieni e la stessa casa, dove vissero i Cervi, sia stata trasformata in museo della resistenza con relativo pellegrinaggio di cittadini e scolaresche, convogliate dalle organizzazioni di sinistra. Quest’anno in occasione dell’eccidio, era presente tra gli altri il neo Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. Auspico pertanto, che il neo Presidente voglia iniziare a commemorare, dopo 71 anni dall’eccidio, anche i 7 fratelli Govoni, di Pieve di Cento (BO), che furono seviziati e strangolati con fil di ferro dai partigiani comunisti l’11 maggio 1945 a guerra finita”.

  2. NUTYCHE Rispondi

    29/01/2015 alle 21:55

    Visti gli avvenimenti di oggi 29/1/2015……mi sento in dovere di dire : MA DA CHE PULPITO ARRIVANO QUESTE PREDICHE!!!!

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