I misteri della fine di Aldo Moro. Gladio e P2 non diminuiscono le responsabilità delle Br

di Pierluigi Ghiggini

24/1/2015 – Dopo la conferenza di ieri sera all’hotel Astoria, Gero Grassi – vicepresidente del gruppo Pd alla Camera – sarà oggi a Novellara con la sua conferenza su “Chi e perché ha ucciso Aldo Moro” che da tempo porta l’esponente politico in tutta Italia per illustrare le sue scoperte sul rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse e i misteri dei 55 giorni che si conclusero, il 9 maggio 1978, con l’assassinio dello statista democristiano.

Ormai Gero Grassi ha tenuto più di centodieci conferenze basate sui documenti trovati scavando nei due milioni di pagine accumulate dalla prima commissione parlamentare Moro. Un lavoro, il suo, dalla quale dovrà giocoforza tener conto la Moro bis, istituita da pochi mesi. Di certo a distanza di 36 anni da quei giorni, i più oscuri nella storia della Repubblica, molte domande sono ancora senza risposta.

L’appuntamento è oggi, pomeriggio sabato 24, alle 18 al circolo Aperto Novellarese di via Veneto 30 di Novellara. L’iniziativa, come quella di Reggio, è del Pd. C’è però una sorpresa: ha annunciato la sua partecipazione al dibattito Maria Fida Moro, figlia dello statista, già senatrice, che ha spesso accusato Francesco Cossiga – all’epoca ministro degli Interni – di essere corresponsabile della morte di suo padre.

Ieri sera all’hotel Astoria più di cento persone sono rimaste letteralmente inchiodate alle seggiole per quasi tre ore nella sala delle Palme dove Gero Grassi (presentato dall’onorevole Antonella Incerti e sotto lo sguardo dell’on. Pierluigi Castagnetti, che con i misteri e i modi politici della vicenda Moro si confronta da decenni) ha dipanato un racconto col piglio del reportage, incalzante  e zeppo all’inverosimile  di notizie inedite, particolari illuminanti, scenari, contesti, azioni e retroscena.

Gero Grassi non propone conclusioni, ma un collage di eventi e documenti che gettano una luce sinistra sul rapimento e l’assassinio. Il suo racconto, praticamente un audiolibro che l’autore ormai conosce a memoria, si inserisce nel filone dell’inchieste politico-documentarie basate sui materiali raccolti dalla commissione Moro, filone inaugurato alla fine degli anni Ottanta dal senatore Flamigni con il libro “La tela del ragno” e che per primo dimostrò che apparati dello Stato e forze occulte intervennero “a latere” delle Brigate Rosse.

Gero Grassi aggiunge molte cose inedite desunte da documenti che probabilmente nessuno si era preso la briga di leggere prima di lui. Ne esce un affresco in cui il caso Moro, da via Fani in poi, appare affollato da uomini della Gladio, dei servizi segreti, dell’Ucigos, della loggia P2. In cui entrano in scena reti occulte, Senzani è il vero capo delle Br, Mario Moretti è un uomo dei servizi segreti e dove le Brigate Rosse appaiono come comprimarie dei fatti, condizionate e accompagnate di volta in volta dalla Cia, dal Kgb e dal Mossad, tutti quanti interessati per una ragione o per l’altra a far fuori Aldo Moro.

Una ricostruzione che, tuttavia, qualche dubbio lo suscita, come ha sottolineato Pierluigi Castagnetti nelle sue conclusioni. Perché lo scavo nei misteri alla ricerca della verità non può sminuire le responsabilità primarie delle Brigate Rosse, e non può nemmeno trascurare il fatto che all’epoca lo Stato italiano e i suoi apparati di sicurezza facevano acqua da tutti le parti, e con la tragedia di Moro dimostrarono la loro assoluta impreparazione ad affrontare il terrorismo.

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