Centri islamici, quali controlli? Un tema che scotta oggi in consiglio comunale

18/1/2015 – Approda finalmente in consiglio comunale a Reggio Emilia, con considerevole ritardo ma quanto mai opportuna alla luce degli eventi di questi giorni, l’interpellanza del consigliere Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia, sui luoghi di culto islamici e sulle moschee cosiddette “occulte”. L’argomento è al primo punto della seduta del consiglio comunale di domani, lunedì 19, nella quale si procederà anche alla surroga di Donatella Prampolini, che si è di messa dall’assemblea per restare Presidente di Confcommercio.
Il tema delle “moschee occulte” è all’ordine del giorno dopo le stragi di Parigi e la promessa del “califfo” Al Baghdadi di “arrivare a Roma”. Si sa che almeno in passato il fondamentalismo ha dettato legge nei centri islamici di Reggio: il caso di Daki, che ad Amburgo – dove ospitò due terroristi implicati nell’attentato dell’11 Settembre – era vice imam, ha segnato un punto di non ritorno. Oggi la situazione appare cambiata, i centri islamici hanno assunto una posizione ferma di condanna della strage a Charlie Hebdo e in difesa della libertà di espressione, ma il pericolo di condizionamenti e infiltrazioni è sempre grande. Non a caso, il vescovo di Reggio ha chiesto che durante i culti le prediche avvengano in italiano.
Del i fatti di sabato mattina, con  l’evacuazione dell’albergo Morandi e il blocco per ore di via Emilia San Pietro, a causa della scomparsa di due stranieri, confermano a che a Reggio Emilia l’allerta è ai massimi livelli.

(p.l.g.)

L’INTERPELLANZA DI PAGLIANI SULLE “MOSCHEE OCCULTE”

“Premesso che:

risultano ufficialmente operanti a Reggio Emilia tre associazioni islamiche che, oltre a svolgere un’attività promozionale, ne esercitano di fatto una di culto;

dette associazioni hanno assunto le seguenti denominazioni: Casa della cultura islamica di Reggio Emilia (UCOI, corrente in Via Gobellinio, 14); Circolo Sociale Culturale comunità islamica (C.S.C.C.I., corrente in Via F. Gioia 7/9); Associazione Comunità Islamica Reggiana (ACIR, corrente in Via Piccard, 4);

indipendentemente da ogni possibile interpretazione della vigente normativa in materia di associazioni di volontariato, promozione sociale, servizio civile (Legge Regionale 30 Giugno 2014, n.8), un conto è prevedere i requisiti per le sedi delle associazioni, altro è trasformare le stesse in moschee occulte;

gli edifici destinati ad ospitare praticanti del culto devono essere classificati, in ragione della normativa vigente, quali “attrezzature di interesse collettivo di tipo religioso”;

appare evidente che i luoghi destinati al culto tradizionalmente richiamano fedeli e – per tanto – necessitano di disporre di adeguati parcheggi, oltre che essere dotati dei requisiti minimali richiesti in materia di sicurezza, sorvegliabilità, igiene e sanità;

SI INTERPELLA IL SINDACO E LA GIUNTA AL FINE DI SAPERE:
– se e quali controlli siano stati disposti dal Comune di Reggio Emilia presso le tre menzionate associazioni, quali ne siano stati gli esiti e quali eventuali sanzioni siano state elevate, nel caso di accertata violazione delle norme urbanistiche vigenti;

– se e quali ordinanze contingibili ed urgenti siano state emanate per impedire – da una parte – la reiterazione di violazioni di norme edilizie e urbanistiche e, dall’altra, di. orme igienico sanitarie”.

(GIUSEPPE PAGLIANI – Capogruppo Forza Italia Reggio Emilia)

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