Carabinieri a casa di Bonferroni, alla ricerca di un documento. Ma il suo avvocato nega l’indagine per corruzione

29/1/2015 – Il difensore Romano Corsi esclude che l’ex senatatore reggiano Franco Bonferroni (già amministratore di Finmeccanica) sia indagato per corruzione con l’aggravante del vincolo mafioso, nell’ambito dell’inchiesta “Pesci”, vale a dire il ramo mantovano dell’operazione Aemilia contro la ndrangheta “imprenditrice” di Reggio Emilia, Modena e Parma.
È vero invece che l’abitazione reggiana di Bonferroni è stata perquisita ieri dai Carabinieri, presente l’avvocato Corsi, inviati dalla Dda di Brescia. I militari cercavano una memoria relativa all’attività di un cliente di Bonferroni, un costruttore che ha una vertenza in corso con il comune di Mantova.
“Questa mattina ho consegnato la memoria come mi è stato richiesto – ha spiegato Bonferroni – Io non conosco nemmeno gli imprenditori calabresi di cui parlano tutti. Non ho
commesso niente di illegittimo o di illegale. Questa vicenda di disturba, ma mi sembra che anche questa volta finirà tutto in una nuvola di fumo”.
Tra i nove provvedimenti di custodia cautelare conseguenti alle indagini della Dda di Brescia, tre riguardano dei reggiani: Rosario Grande Aracri (fratello del boss Nicolino, detto “Manuzza”), il figlio Salvatore Grande Aracri e Gaetamo Belfiore, 23 anni, fidanzato della figlia di Nicolino e nipote di Giuseppe Iaquinta, padre del calciatore Vincenzo.
Buona parte della famiglia Grande Aracri ora è in carcere, compresi gli altri due fratelli di Nicolino, l’avvocato Domenico e Ernesto.
Fra gli indagati della Dda di Brescia figura anche il sindaco di Mantova Nicola Sodano.

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