Bando per dirigente: toh, anche a Terre di Mezzo spunta la “magia” dei 5 anni. “Basta con i burocrati al comando”

di Daniele Galli*

Prendo spunto dalla pubblicazione, da parte dell’Unione Terre di Mezzo (Comuni di Castelnovo Sotto, Bagnolo, Cadelbosco del bando in scadenza il 2 febbraio per l’incarico a tempo determinato (due anni) per un FUNZIONARIO – RESPONSABILE DELL’AREA LAVORI PUBBLICI E PATRIMONIO, per fare alcune considerazioni relative al funzionamento della pubblica amministrazione.

Tra i requisiti essenziali del bando in questione compare la condizione di cinque anni di esperienze in pubbliche amministrazioni o similari. Ci si chiede il perché di questa condizione essenziale. Ci si chiede se è proprio il caso di continuare ad avere burocrati nella propria macchina o se sia meglio cominciare ad avere a disposizione persone con nuove idee, capacità e visioni diverse da quelle che contraddistinguono attualmente i vari funzionari. Vogliamo provare a cambiare o ci accontentiamo di allargare le braccia con rassegnazione? Vorremmo sperare  che chi ha scelto di amministrare abbia voglia di provarci combattendo una cultura che sta spegnendo il nostro paese e le speranze dei nostri cittadini.

Senza cadere in facili ipocrisie (in  questi giorni abbiamo tantissime 
testimonianze relativamente ai vigili urbani di Roma) occorre dire che 
nell’immaginario collettivo la pubblica amministrazione è sinonimo di “scarso impegno” o “scarso rendimento”. Questa immagine viene quotidianamente subita come un male incurabile. 

Se vogliamo veramente dare una svolta al modo di amministrare la cosa pubblica, se veramente pensiamo che qualcosa si possa e si debba fare, dobbiamo cercare di capire come si è arrivati alla situazione attuale. Occorre innanzitutto dire che se un ufficio non funziona bene o è costellato di disservizi la responsabilità è da far ricadere sul responsabile di quel servizio. Anche se la responsabilità non è diretta ma è da ascrivere al singolo o ai singoli impiegati, deve essere chiaro che la responsabilità è del funzionario responsabile di quell’ufficio. Questa responsabilità non è solo morale ma è insita nel ruolo e nella mansione del responsabile.

La parola stessa lo dice e, se poi aggiungiamo che anche lo stipendio che percepisce lo giustifica, ci chiediamo come mai Sindaco e Assessori spesso dimentichino di richiamare a queste responsabilità i propri funzionari. Ci rendiamo conto delle difficoltà a cui si va incontro; atteggiamenti e comportamenti sedimentati nel tempo che non si riesce a sgretolare e che, piano piano, portano tutti coloro che vi si oppongono a rinunciare. E proprio per questo che ci permettiamo di dire che occorre affrontare il problema culturale all’interno della pubblica amministrazione.

Quella burocratica è una cultura chiusa che si modifica “difensivamente” ovvero di fronte alle innovazioni e ai cambiamenti si mobilita fagocitandoli. Proprio per questo riteniamo che vada attaccata dall’esterno inserendo nella pubblica amministrazione “menti libere”, “menti non condizionate” capaci di dare una scossa ed una ventata di cambiamento. Solo chi è stato abituato a caricarsi le responsabilità sulle proprie spalle è in grado di dare una svolta ed un esempio virtuoso alla macchina burocratica. Solo chi ha una cultura del lavoro e del servizio diverse può indurre cambiamenti positivi. Queste professionalità si possono trovare nel privato, fuori dalle pubbliche amministrazioni.

(*consigliere comunale a Castelnovo Sotto, consigliere Unione Terre di Mezzo, Forza Italia

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