Attacco frontale dell’Espresso a Delrio: “I pm non gli perdonano il viaggio elettorale a Cutro”

di Pierluigi Ghiggini 

30/1/2015 – L’Espresso in edicola oggi pubblica un’inchiesta di Giovanni Tizian, il giovane giornalista antimafia sotto scorta da anni, sulla maxinchiesta Aemilia e i suoi retroscena. Si tratta di un articolo clamoroso, perchè fa deflagrare una bomba politica tra i piedi di Graziano Delrio, già sindaco di Reggio Emilia per nove anni e oggi potente sottosegretario alla presidenza del governo Renzi.
Delrio non è indagato nell’ambito dell’inchiesta più importante mai realizzata sulle mafie al Nord, tuttavia Tizian riferisce di giudizi drastici sul suo viaggio elettorale a Cutro del 2009, da parte del pool di pm della Dda bolognese. Il giornalista attribuisce termini senza precedenti ai magistrati, i quali “non hanno perdonato a Delrio quella ingenuità”. L’articolo ha provocato una bufera politica: i gruppi parlamentari dei 5Stelle chiedono le dimissioni di Delrio dal governo, e annunciano interrogazioni alla Camera e
al Senato. Sempre M5S Reggio e Giacomo Giovannini (GR –
Progetto Reggio) chiedono che il sindaco Luca Vecchi chiarisca in consiglio comunale sui riferimenti dell’Espresso a sua moglie Maria Sergio.

Nell’articolo Tizian racconta anche di un pranzo tra il sindaco di Verona Flavio Toso e Antonio Gualtieri, emissario di Nicolino Grande Aracri; della ricostruzione post terremoto, della Bianchini costruzioni, “stoppata” dalla Prefettura per il sospetto di rapporti con i Grande Aracri, delle prese di
posizione del senatore Giovanardi. Ma l’Espresso parla anche di Maria Sergio, moglie del sindaco Luca Vecchi e già responsabile dell’urbanistica del comune di Reggio interrogata dalla Dda sulle pratiche di alcune ditte cutresi.

Ma ecco cosa scrive Giovanni Tizian (e non è la prima volta) su Delrio.
“Il pool di pm che hanno condotto le indagini  non ha lesinato critiche al comportamento di Graziano Delrio. Lui non è indagato ma la Procura non gli perdona quell’ingenuità: poteva, e doveva, evitare la processione a Cutro durante la campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Reggio Emilia del 2009. Su questo episodio, tre anni dopo, i pm l’hanno sentito come persona informata dei fatti. E lui si è giustificato spiegando che ha dovuto farlo perchè Cutro e Reggio Emilia sono gemellati. Quindi, sostiene Delrio, che l’evento coincidesse con il voto è puramente un caso”.

Ma, aggiunge testualmente l’Espresso, il suo atteggiamento non
è piaciuto ai magistrati: “Un amministratore pubblico, secondo gli inquirenti, non può sottovalutare certe azioni dal forte valore simbolico per chi detiene il potere criminale sul territorio. Certo Delrio non era solo in quella processione. Nessuno di loro però sembra essersi reso conto del peso politico di quel pellegrinaggio”. In effetti furono diversi i candidati che in quelle elezioni scesero a Cutro in occasione della processione del Cristo che si tiene ogni sette anni. Di destra e di sinistra (soprattutto di sinistra), ma non Angelo Alessandri candidato sindaco della Lega Nord, che mandò un comunicato per annunciare che il giorno della processione sarebbe andato allo stadio a Cremona.

Ma torniamo all’articolo di Tizian: “A Cutro quel giorno era presente Domenico Olivo, consigliere comunale molto legato all’allora sindaco Delrio che secondo fonti dell’Espresso ha frequentato alcuni uomini di Nicolino Grande Aracri”. Ma in questo caso l’Espresso potrebbe essere incorso in uno scambio di persona, perchè un Domenico Olivo figura tra gli arrestati dell’operazione Aemilia, mentre all’epoca in consiglio
comunale nei banchi del Pd c’era un altro Olivo: Antonio, impresario edile ed esponente molto noto della comunità cutrese di Reggio.

Continua l’articolo: “E tra le persone vicine al primo cittadino viene citata Maria Sergio,, ex dirigente del settore urbanistica del comune di Reggio Emilia e moglie dell’attuale sindaco democratico Luca Vecchi.
I pm l’hanno sentita come teste perchè alcuni rapporti di polizia ipotizzano situazioni di favore verso imprenditori sospettati di vicinanza alla ‘ndrina emiliana. Ma nella città le ombre più cupe sono addensate sul centro destra: il primo politico arrestato per concorso esterno in Emilia si chiama
Giuseppe Pagliani, primo dei non eletti alle ultime regionali”.

I GRUPPI PARLAMENTARI M5S: DELRIO SI DIMETTA. È POLITICAMENTE INADEGUATO AL SUO RUOLO

“Il sottosegretario Graziano Delrio si dimetta. E’ politicamente inadeguato. Ha sottovalutato gravemente il problema delle infiltrazioni mafiose quando nel 2009 da candidato a sindaco partecipò alla processione del Santissimo Crocifisso a Cutro (Crotone). Fatto questo che non è piaciuto affatto agli inquirenti antimafia che hanno condotto l’inchiesta ‘Aemilia’”.
La richiesta arriva dai gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle di Camera e Senato che avanzano questa richiesta, dopo la pubblicazione in data odierna su L’Espresso dell’inchiesta del giornalista antimafia Giovanni Tizian riguardanti le collusioni della ‘ndrangheta con la politica e l’imprenditoria del nord.
“L’articolo, citando atti processuali e rapporti delle forze dell’ordine, denuncia situazioni molto delicate e forti critiche della Procura riguardanti i comportamenti del sottosegretario Delrio, del sindaco di Verona il leghista Tosi e Maria Sergio , già dirigente all’urbanistica del Comune di Reggio Emilia oggi distaccata a Modena dopo che il marito Luca Vecchi a maggio è stato eletto sindaco di Reggio”, spiegano i parlamentari M5S.

“Leggere poi dall’inchiesta di Tizian e dagli atti che la mente degli investimenti finanziari del clan della ‘ndrangheta Grande Aracri, Antonio Gualtieri, arrestato nell’inchiesta ‘Aemilia’, andava a cena con il sindaco di Verona Tosi lascia sgomenti. La mafia prolifera dove si finge di non vedere. Su questo Salvini e il governatore del Veneto Zaia cosa hanno da dire al compagno di partito il leghista Tosi? ” proseguono i parlamentari del Movimento 5 Stelle.

“Quanto riportato da Tizian, che testimonia le forti critiche della Procura per la partecipazione di Delrio alla processione a Cutro (Crotone) durante la campagna elettorale del 2009, sottolinea la gravissima sottovalutazione del problema da parte del sottosegretario di Renzi”. “E inadeguato al ruolo ricoperto. Le giustificazioni di Delrio non reggono sul piano politico e dimostrano la sua totale inadeguatezza a ricoprire quel ruolo. Si dimetta” chiedono i capigruppo di Camera e Senato del M5S.
Sulla vicenda a prima firma delle deputate emiliane Maria Edera Spadoni, Giulia Sarti e della senatrice Elisa Bulgarelli, verranno presentate interrogazioni parlamentari.

GIOVANNINI: ROMPERE L’IPOCRISIA DELLO STUPORE E AZZERARE TUTTO

“La ‘ndrangheta a Reggio c’è da almeno trent’anni e si è radicata usando anche la politica e la forma consociativa che caratterizza l’Emilia.
Chi oggi si dice stupito non può godere di nessuna credibilità, perché in tutti questi anni abbiamo assistito a situazioni talmente chiare e corroborate da azioni di polizia, indagini, analisi e studi che solo chi voleva difendere il proprio misero potere non intendeva vedere.
Reggio non ha dimostrato “anticorpi” sufficienti a respingere l’infiltrazione anzi, in molti hanno profittato di una stagione urbanistica durata fino al 2010 che ha garantito un flusso di denaro incredibile ed ingiustificabile.
L’azione degli organi inquirenti e la crisi hanno svelato tutto.
Leggendo le intercettazioni emerge il presunto rapporto tra cooperazione ed imprenditoria edile cutrese (che sarebbe fatta di denaro e di fatture definite “alternative”), emerge come si pare si stabilissero le gare di appalto in Enia (situazione poi degradata con Iren) ed una leggerezza della politica disarmante per una città che vuole definirsi civile come la nostra.
Non ci accontentiamo però di quanto emerso sino ad ora, perchè tali organizzazioni criminose devono avere trovato sponda anche tra i cosiddetti “colletti bianchi”, spesso anch’essi legati alla politica, ovvero in chi detiene il potere decisionale.
E se si vuole reagire seriamente a questa vergognosa situazione si deve fare pulizia completa, cosa che il partito degli autoproclamati “rottamatori” non ha voluto fare continuando invece nei suoi pellegrinaggi prelettorali.
I casi di Fabbrico e delle recenti prese di posizione del Sindaco di Brescello sono li a testimoniarlo: il PD è timido nel tranciare di netto alcune situazioni perché è il principale responsabile politico del governo del nostro territorio.
Quanto emerge dall’edizione odierna de l’Espresso getta nuove inquietanti ombre su quel partito che a partire dall’ultima campagna elettorale reggiana ha sottovalutato ancora una volta alcuni gravi episodi tesi ad inquinare l’esito delle primarie e del voto.
Se questi ultime ipotesi trovassero effettivo riscontro, ritengo indifferibile una presa di posizione netta di ciò che resta del Consiglio comunale e delle forze politiche rappresentate, perchè il buon nome di Reggio non deve ulteriormente precipitare in un abisso che la maggior parte dei suoi cittadini non meritano”.
(Giacomo Giovannini
Vicepresindente Ass. Grande Reggio-Progetto Reggio )

GRUPPO M5S: VECCHI CHIARISCA IN CONSIGLIO

“Quanto è emerso nelle indagini dei giorni scorsi è una situazione estremamente preoccupante sulla collusione tra malavita organizzata e politica nel territorio reggiano.
Proprio per questo riteniamo doveroso che il Sindaco Luca Vecchi venga quanto prima in consiglio comunale a chiarire quanto emerso su sua moglie Maria Sergio nell’articolo di Giovanni Tizian de L’Espresso uscito oggi”.
(Il gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle Reggio Emilia)

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Una risposta a 1

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    30/01/2015 alle 20:48

    Di Angelo Alessandri mi parlano di nuovo bene (al telefono Fabio Filippi!): mi riferisce l’ex consigliere ing. Filippi che sia stato in un centro, o una clinica, per ristabilirsi e che la cura abbia funzionato.
    Sono veramente contento per lui. Fisicamente negli ultimi mesi del suo mandato, aveva denunciato problemi da … stress politico. Per così dire.
    Rimane la macchia di aver ordinato nel 2011, la mia espulsione dal movimento, senza alcuna motivazione accettabile. Inconsciamente mi ha fatto, allora, un grande favore.
    Saluti anche ad Angelo, dai monti reggiani, imbiancati finalmente da vera neve,
    Alessandro Raniero Davoli

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