Artigiani Lapam: no alla trasformazione delle banche popolari in Spa

21/1/2015 – “Il sillogismo grande banca-grande credito non sembra aver funzionato. Gli imprenditori non registrano miglioramenti nell’accesso al credito con gli istituti di grandi dimensioni o lontani dal proprio territorio di riferimento. Al contrario, il localismo bancario ha contribuito allo sviluppo del sistema produttivo italiano rappresentato per il 95% da piccole imprese. È il modello di sviluppo fatto di intreccio dell’economia con il territorio, idoneo a reggere la sfida dell’economia globale. Per questo siamo contrari alle ipotesi di riforma delle banche popolari all’attenzione del Governo”.

E’ la posizione espressa da Carlo Alberto Rossi, Segretario generale Lapam Confartigianato Modena-Reggio Emilia, secondo cui “il modello dell’economia globalizzata va coniugato con i sistemi di economie locali che hanno fatto la storia e il successo del made in Italy. Proprio le banche popolari e le Banche di Credito Cooperativo sono state e devono continuare ad essere protagoniste di questo successo perché, anche grazie alla loro struttura societaria, sono attente e rispettose delle esigenze delle piccole imprese radicate nel territorio. Nella nostra zona sappiamo bene che lo sviluppo delle Pmi è stato storicamente legato a istituti bancari attenti alle esigenze degli imprenditori e capaci di ‘leggere’ con sapienza le singole situazioni”.

“Ci auguriamo – conclude Rossi – che le banche popolari e le Banche di Credito Cooperativo non siano messe nelle condizioni di perdere lo stretto rapporto con il territorio e con il tessuto economico del Paese, caratteristica che è stata il motore della crescita di questa tipologia di istituti di credito e delle Pmi italiane”.

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