Appennino di neve e di ghiaccio, nuova guida con 313 itinerari alpinistici reggiani. Al Cai

14/1/2015 – Riprendono con l’inizio del 2015 i “Giovedì del Cai”, le serate del Cai Reggio Emilia organizzate nella sede di viale dei Mille 32. Il primo appuntamento, il 15 gennaio alle 21: verrà presentata la recentissima guida di Andrea Greci “Appennino di neve e di ghiaccio / Vol. 1, Appennino Tosco-Emiliano, Settore Ovest”. Il volume raccoglie una quantità impressionante di itinerari alpinistici, che dimostrano come l’Appennino parmense e reggiano (se affrontato con il dovuto rispetto) possa diventare un vero paradiso per chi ama arrampicare con piccozza e ramponi.
Il volume di Greci, accuratissimo e ricco di belle fotografie, stupirà anche i più incalliti frequentatori delle nostre montagne. Sono descritti 313 itinerari in 30 diversi gruppi montuosi, in buona parte sull’Appennino reggiano.
“Scorrendo l’indice di questo volume – spiega l’autore – chi non ha mai frequentato l’Appennino Tosco-Emiliano durante la stagione invernale o forse anche chi lo calpesta con ramponi e piccozza da anni, resterà sorpreso di vedere elencati 313 itinerari di alpinismo invernale che si snodano tra queste “piccole montagne” che raggiungono faticosamente i 2000 metri di altitudine. Certamente – spiega Greci – non ci si trova di fronte a grandi pareti e lunghe traversate: le vie sono brevi, gli ambienti non sempre severi, i dislivelli e gli spostamenti spesso contenuti. Ma nello stesso tempo qui, tra questi groppi e tra queste cime di erba e arenaria, la neve trasformata, dura e ghiacciata è la regola e non l’eccezione e quindi quasi tutti i pendii, i canali, le creste diventano terreno privilegiato per un alpinismo “minore” esplorativo e affascinante. Le difficoltà tecniche sono quasi sempre ridotte ma altrettanto frequentemente non banali. La neve è mutevole e imprevedibile, tanto da costituire per i meno esperti un vero e proprio “manuale” a cielo aperto dove sperimentare praticamente tutte le tipologie di innevamento. Ci si trova a camminare su neve e su ghiaccio in un prezioso contesto ambientale, ancora più tutelato e valorizzato dall’appartenenza di tutta l’area descritta al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano”.

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