Global service della Provincia, ora fuori la verità. Un concorrente denunciò irregolarità: Pagliani rivela la lettera

22/1/2015 – Qualcuno racconterà mai la verità sul Global Service della Provincia, valore 14 milioni di euro, uno degli appalti più discussi degli enti locali reggiani? L’ex presidente Masini deve ancora rispondere a una serie di domande rivoltele pubblicamente anni fa da un giornale, non si sa che fine abbia fatto il fascicolo aperto dalla procura di Reggio Emilia, e il consiglio provinciale non ha mai ottenuto risposte esaurienti dall’amministrazione Masini.
Il capogruppo dell’opposizione Giuseppe Pagliani ha dichiarato che sulla questione non intende mollare: tra i suoi primi atti, dopo l’insediamento del “nuovo” consiglio provinciale, una prima interrogazione al neopresidente Manghi. Ora, a distanza di pochi giorni, una seconda interrogazione, sempre al capo di Palazzo Allende.
Ma se la prima aveva carattere generale, questa è uno scoop: Pagliani rivela i contenuti della lettera in cui nel luglio 2011 uno dei concorrenti all’appalto del Global Service denunció la carenza di documentanzione, chiedendo uno slittamento dei termini dell’appalto per cause di forza maggiore. La risposta arrivò a ridosso della scadenza, e fu ovviamente negativa.
Il contenuto in sè vale una denuncia: non sappiamo se si stata acquisita dalla Procura.
La gara per la manutenzione degli edifici della Provincia, è noto, si concluse con l’abbandono di tutti i  concorrenti salvo uno, l’Ati Gesta-Manutencoop che peraltro era già titolare dell’appalto in scadenza. Senonchè nella nuova cordata era entrato anche il consorzio di artigiani Koinos, legato alla Cna. E il direttore della Cna provinciale di Reggio Fabio Bezzi è il marito di Sonia Masini, all’epoca presidente della provincia, cioè capo dell’amministrazione che assegnava l’appalto.
La gara così fu assegnata all’unico concorrente rimasto in lizza, la cordata Gesta-Manutencoop-Koinos. L’appalto scadrà nel 2016, ma ancora oggi a distanza di tre anni e mezzo dall’aggiudicazione, una fitta nebbia continua a circondare gli eventi dell’estate 2011.
A far luce almeno in parte, dunque, ci pensa Giuseppe Pagliani che porta in consiglio provinciale il contenuto scottante di una lettera con cui il  consorzio Csa (legato a Confartigianato) denunciò  all’amministrazione di palazzo Allende una serie di irregolarità (o omissioni) avvenute durante lo svolgimento della gara. L’esistenza della lettera era nota, ma il suo testo non era mai stato rivelato.
“Il Csa – spiega Pagliani – denunciò la mancanza di una documentazione tecnica adeguata per poter formulare una proposta concreta. Il cd-Rom fornito dalla Provincia era privo di schemi impiantistici e di molti documenti essenziali per i concorrenti.
Non erano stati forniti i disegni degli edifici e degli impianti, quindi diventava impossibile fornire i computi metrici dei lavori. Mancavano le mappature dei solai su cui dovevamo essere compiute le manutenzioni, così come le mappature dei tetti già occupati da impianti fotovoltaici”.
Nonostante la denuncia, l’appalto andò avanti.
La domanda di Pagliani, oggi, è semplice: “Perchè, nonostante tutto, in quelle condizioni in cui era rimasto un solo concorrente, e dopo una denuncia di tale portata, l’appalto da 14 milioni fu comunque aggiudicato?”. Si attendono risposte esaurienti.

(p.l.g.) 

IL TESTO COMPLETO DELL’INTERROGAZIONE

Al Presidente della Provincia Dott. Manghi

Considerato che:

riguardo alla procedura che ha portato all’assegnazione provvisoria e poi a quella definitiva del Global service sui “servizi integrati e manutentivi per la gestione immobiliare del patrimonio provinciale dal 01/01/2012 al 31/12/2016” vi è una lettera inviata in data 27 luglio 2011 dal consorzio CSA – servizi e appalti, impresa che ha partecipato alla gara d’appalto per il Global Service, che denuncia la mancanza di una adeguata ed esauriente documentazione tecnica per poter formulare una proposta concreta.

Tenuto conto che:

nella lettera si rileva che il CD-room fornito ad inizio gara per i nuovi competitori risultava privo di elaborati grafici e schemi impiantistici. Il Consorzio CSA oltre ad elencare documenti mancanti, poneva una serie di quesiti relativi agli elementi di offerta tecnica:
–          l’offerta tecnica doveva essere corredata da computi metrici estimativi dei lavori offerti, cosa impossibile in quanto non sono stati
forniti i disegni degli edifici e degli impianti;
–          gli interventi inerenti agli edifici dovevano riguardare tra le altre anche la messa in sicurezza dei solai. Dal sopralluogo emerse che l’Amministrazione Provinciale aveva già effettuato numerosi interventi di questo tipo pertanto si richiedeva di disporre di una mappature puntuale al fine di formulare un’offerta tecnica corretta;
–          relativamente agli impianti da fonti energetiche rinnovabili si evidenziava che la quasi totalità degli edifici scolastici visionati aveva la copertura già occupata da impianti fotovoltaici, in parte ancora in corso di completamento, pertanto si richiedeva la mappatura degli edifici che riportavano tale installazione per poter valutare la disponibilità di spazi residui per l’integrazione di talli impianti;

SI INTERROGA IL PRESIDENTE MANGHI AL FINE DI SAPERE:
1)Il motivo per cui ad alcune aziende partecipanti all’appalto di Global Service non sono stati forniti i documenti indispensabili a realizzare una offerta completa e dettagliata
2)Se lo stesso ritenga possibile quantificare un costo di manutenzione e gestione di impianti senza averne preventivamente l’elaborato grafico e lo schema impiantistico.
3)Per quali motivi nonostante quanto sopra elencato si sia provveduto all’assegnazione provvisoria e poi definitiva dell’appalto di Global Service da oltre 14 milioni di Euro.

(Giuseppe Pagliani, Capogruppo Terre Reggiane)

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