Un anno di mafie, di violenze sulle donne e di parenti serpenti. Più di 250 mila chiamate ai Carabinieri

31/12/2014 – È stato  l’anno della lotta al crimine organizzato: la ndrangheta radicata in provincia di Reggio ha subito colpi senza precedenti. Ma il 2014  è stato anche l’anno in cui si sono manifestati più acuti che mai i sintomi crisi delle famiglie, dei rapporti interpersonali e del disagio sociale: la litigiosità tra vicini di casa ma soprattutto nelle famiglie ha provocato ben 1800 richieste di intervento ai Carabinieri, con 29 persone arrestati per stalking e un migliaio di denunce per lesioni, pcosse, ingiurie e soprattutto minacce.  Sono aumentati sia pure in misura limitata i reati contro il patrimonio, in particolare i furti nelle case (vera e propria emergenza nazionale) e i furti di auto, ed è emerso il fenomeno della bande organizzate, che operano in aree definitive, come l’Appennino. In compenso nel 2014 c’è stato un calo notevole degli scippi (-44%) e anche un lieve decremento dei furti nei negozi. 
Significativo il fatto che i furti nelle case avvengono non di notte, ma in otto casi su dieci nelle ore del pomeriggio e verso sera. 
È questo, per grandissime linee il  bilancio di un 2014 estremamente impegnativo per i Carabinieri di Reggio Emilia, tracciato dal comandante provinciale colonnello Paolo Zito: un anno – ha ricordato – “in cui i i servizi  di controllo del territorio sono aumentati del 15% rispetto al 2013”,  in cui al 112 sono arrivate 256 mila 924 telefonate, con una media di 70 4 chiamate al giorno e che ha visto i militari intervenire in media cinque volte al giorno per “privati dissidi” nelle famiglie e tra vicini. Un dato, quest’ultimo, che contiene in sè anche l’aumento esponenziale  delle violenze contro le donne, italiane ma soprattutto immigrate.
 
Zito ha sottolineato il forte impegno dell’Arma contro la criminalità organizzata “già era iniziato alla fine del 2013 con il sequestro di beni per oltre 3.000.000 di euro al clan Grande Aracri”. 
Il comandante ha ricordato l’operazione Zarina contro la ndrangheta nel reggiano,  con 12  ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Bologna nei confronti di 13 persone ritenute affiliate alle cosche Arena e Nicosia di Isola Capo Rizzuto, e il  sequestro di beni per circa 13 milioni di euro. E ha sottolineato il supporto dato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia alla Dia di Firenze nel sequestro di fabbricati, terreni, capannoni, auto, mezzi di lavoro, conti correnti e partecipazioni societarie per 5 milioni di euro a carico dei fratelli. Giuseppe, Nicolino, Gianluigi e Carmine, imprenditori di Cutro  considerati affiliati alla cosca della ‘ndrangheta Grande Aracri ” particolarmente attiva nelle estorsioni e usura ai danni di imprenditori che operano in vari settori dell’economia reggiana ed emiliana”. 
Infine ha ricordato i ” numerosi provvedimenti interdittivi antimafia emessi dal Prefetto di Reggio Emilia, supportati anche dall’importante contributo informativo reso dai Carabinieri”. 

Il colonnello Zito prevede che su questo fronte anche il 2015 “sarà molto impegnativo: le indagini in corso porteranno a nuovi sviluppi”. E la conseguenza di attività investigative senza precedenti, ma anche di un cambiamento di clima avvenuto negli ultimi anni, rispetto a un passato in fondo non lontano in cui si faceva persino fatica a parlare di mafie in Emilia. 
“La ndrangheta a Reggio è radicata in profondità, con una sua fisionomia particicola, nel senso che nom esiste la tradizionale  organizzazione gerarchica tipica della Calavria. Qui non esistono “locali” gerarchizzate, qui la ndrangheta fa affari, qui si riciclano soldi nell’economia legale”.  È una mafia sempre più da “colletti bianchi”.
Vedremo gli sviluppi.
Le forze dell’ordine devono fronteggiare ancbe l’aumento esponenziale di attentàti incendiari che colpiscono soprattutto le auto. Si tratta di reati-spia, e per questo gli incendi dolosi spesso vengomo segnalati  anche alla Direzione Antimafia di Bologna.
“Ma non tutti – avvertono i Carabinieri – sono riconducibili alla criminalità organizzata. In molti casi sono riconducibili a contrasti personali, gelosie, ripicche e anche episodi di concorrenza commerciale, com’è avvenuto con l’incendio del negozio a Scandiano”.

Ma, si diceva, il 2014 è stato Nche l’anno boom della violenza tra le mura domestiche, con 1800 richieste d’intervento fatte al 112, di cui   il 90% dei quali ha riguardato proprio  liti e pestestaggi in famiglia. 
È un fenomeno sul quale – ha sottolineato Zito – è in corso un’analisi approfondita, anche al fine di ricalibrare l’organizzazione dei nostri interventi”. 

Le cifre di un anno sono comunque impressionanti  29 persone arrestate per atti persecutori cd stalking;  202 persone denunciate per lesioni personali; 55 persone denunciate per percosse;524 persone denunciate per minacce;  239 persone denunciate per ingiurie.

 Nel complesso, i Carabinieri in provincia di Reggio hanno registrato  un + 15% di attività prestate per il controllo del territorio rispetto allo scorso 2013:
– 20.621 servizi di perlustrazione con l’impiego di 41.791 Carabinieri;
– 4006  servizi di pattuglia a piedi con l’impiego di 8.038 Carabinieri;
-611 servizi di Ordine Pubblico con l’impiego di 2.840 Carabinieri;
– 391 servizi espletati dal Carabinieri di Quartiere nel capoluogo di Reggio Emilia per un totale di 2.052 ore di servizio.

Servizi preventivi che hanno portato all’identificazione di 145.518 persone e il controllo di 111.752 automezzi e che in fase repressiva hanno portato a 411 persone arrestate, 3 mila 302 denunciate in stato di libertà, 2 mila 757 reati scoperti  con l’identificazione dei responsabili (tra cui un omicidio, un tentato omicidio,  37 rapine, 371 furti, 260 truffe e frodi informatiche, 114 reati di spaccio di stupefacenti, 11 estorsioni, 14 violenze sessuali, 9 reati di sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile);

 
Forte anche l’azione di contrasto al commercio abusivo ed alla contraffazione dei marchi industriali se si considerano le diverse denunce operate che hanno portato, durante l’anno, al sequestro di migliaia di pezzi di merce contraffatta tra CD musicali, DVD, cd per Play Station, occhiali, orologi, generatori elettrici di corrente, borsette e capi d’abbigliamento di prestigiose griffe.
 
Oltre all’attività preventiva e repressiva i Carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Emilia sono stati impegnati anche in numerose attività di soccorso come dimostrano gli oltre 200 interventi per soccorso che hanno visto l’impiego di 450 militari, molti dei quali risolutivi per salvare vite umane.
 
SICUREZZA SULLE STRADE 
Intensa anche l’attività finalizzata a garantire anche la sicurezza alla circolazione stradale, che nel corso del 2014 ha visto i Carabinieri reggiani procedere ai rilievi di complessivi 544 incidenti, e conseguire i seguenti risultati:
• 158 persone denunciate all’A.G. (in prevalenza per guida sotto in stato d’ebbrezza e sotto l’influenza di stupefacenti);
• 4.141 infrazioni al codice della strada rilevate;
• 282 carte di circolazione ritirate per veicoli posti in circolazione senza la prescritta revisione;
• 289 patenti ritirate (in prevalenza per guida in stato d’ebbrezza);
• 275 veicoli sequestrati o sottoposti fermo amministrativo.

ATTIVITA’ ANTIDROGA 2014
Reati consumati 114
Reati scoperti 114
Persone arrestate 41 (di cui 23 stranieri)
Persone denunciate 104 (di cui 35 stranieri)
Assuntori segnalati 228 (di cui 40 stranieri)
Hascisc sequestrato 3,720 Kg
Marijuana sequestrata 1,159 Kg
Cocaina sequestrata 1000 gr.
Metanfetamina 951 gr.
Fiale metadone sequestrate Nr. 978
Eroina sequestrata 120 gr.
Piante marijuana sequestrate Nr. 63
 
Tra le principali operazioni antidroga, i Carabinieri ricordano  quella del 28 aprile 2014 con l’arresto di un cinese e due vietnamiti, trovati in possesso di 951 grammi di metanfetamine in cristalli del valore di 400 mila euro, nascosti nell’armadioarmadio di una camera d’albergo della zona stazione di Reggio. Le analisi sullo stupefacente sequestrato,  eseguite dai RIS Carabinieri di Parma attesa l’eccezionalità del sequestro, ne hanno rivelato un grado di purezza pari al 90%.
 
I CASI PRINCIPALI DEL 2014 NEL RAPPORTO DEI CARABINIERI
 
” 27 febbraio: i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia, congiuntamente ai colleghi della Tenenza di Scandiano, hanno arrestato un commerciante 26enne casertano (il complice identificato veniva successivamente colpito da altra misura cautelare) residente a Scandiano, ritenuto responsabile dell’incendio ad un negozio alimentari gestito da un corregionale sempre a Scandiano, motivato dall’intento di interdire attività commerciale concorrente;

• 11 marzo:  Operazione “Total Bluff”. I Carabinieri di Santa Croce deferiscono alla A.G. 12 persone, in prevalenza calabresi (tra cui un parente diretto del boss calabrese Nicolino GRANDE ARACRI) che, clonando i riferimenti fiscali di ditte realmente esistenti sul territorio nazionale, effettuavano acquisti di ingenti partite di merci di varia natura addebitando i costi (stimati in oltre 1.000.000 di euro) alle ditte clonate, merci che poi rivendevano sotto costo a terze ditte compiacenti;

• 5 aprile: a conclusione di attività d’indagine tesa a contrastare il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione, i militari della Stazione di Sant’Ilario d’Enza  arrestavano 7 cittadini albanesi, responsabili di favoreggiamento della prostituzione e rapina impropria;

• 13 giugno – Fatture False e finanza illegale: operazione OCTOPUS.
  I militari del Nucleo Investigativo, unitamente a quelli della locale Guardia di Finanza, a parziale conclusione dell’attività d’indagine “OCTOPUS”, iniziata nel gennaio del 2012, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, eseguono l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti  di dodici persone, quattro delle quali reggiane, nonché alla denuncia a piede libero di altre quarantuno tra Reggio e altre province.
 Nell’indagine i magistrati e forze dell’ordine, hanno scoperto l’esistenza di una presunta associazione per delinquere che architettava frodi fiscali, riciclava denaro di provenienza illecita e truffava lo Stato con un articolato e vorticoso giro di società e false fatturazioni per operazioni inesistenti per almeno 33 milioni di euro. Le indagini sono state  supportate da attività tecniche consistenti in intercettazioni ambientali, telefoniche e informatiche. Tra gli arrestati  Marco Gibertini, 48 anni, uno dei volti storici dell’informazione sportiva della tv locale “Telereggio”, Omar Costi, Antonio Silipo, di origini cutresi, già in carcere a Parma per estorsione e usura e Mirco Salsi, titolare della nota azienda gastronomica “Reggiana Gourmet”.

• 16 giugno – I militari del Nucleo Investigativo, a parziale conclusione dell’attività d’indagine “Nottingham”, iniziata nel marzo 2014, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, davano corso all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 2 dipendenti (tra cui un dirigente) ed un’ex dipendente dell’Agenzia delle Entrate del Tribunale di Reggio Emilia, coinvolti, unitamente ad altri due fiancheggiatori, tra cui un’imprenditrice ed un architetto peraltro candidato Sindaco di un comune reggiano nelle ultime elezioni amministrative.
 Nel contesto sono state eseguite varie perquisizioni sia agli Uffici delle Agenzie delle Entrate, che presso le abitazioni degli indagati, dove sono stati sequestrati computer e copiosa documentazione, ora al vaglio degli inquirenti. I cinque sono indagati a vario titolo per i reati di accesso abusivo al sistema informatico o telematico della locale agenzia delle entrate, induzione indebita a dare o promettere utilità, nonché rivelazione e utilizzazione di atti d’ufficio ai danni di privati cittadini, sottoposti a verifiche fiscali da parte della locale agenzia delle entrate. L’indagine è passata alla Procura della Repubblica di Roma. 
• 18 agosto – I  militari della Compagnia di Castelnovo Monti a 3 ore dall’efferato omicidio di un 32enne reggiano, il cui corpo dopo l’omicidio è stato dato alle fiamme, arrestano il responsabile identificato in un 28enne cittadino marocchino, amico e collega di lavoro della vittima, che avrebbe agito per motivi di gelosia essendosi invaghito del moglie del defunto.
• 18 ottobre –  I Carabinieri della Stazione di Rubiera arrestano i componenti della cosiddetta banda del nichel che da alcuni mesi depredava la Rubiera Special Steel (Ex Acciaierie di Rubiera) con furti ingenti di materiali ferrosi nobili per ferroleghe, specificatamente nichel, nell’ordine di svariate tonnellate. Le indagini hanno portato i carabinieri sulle tracce della banda, che la notte del 18 ottobre è stata intercettata durante un furto. Oltre all’arresto dei responsabili i carabinieri hanno sequestrato guanti, torce, una bomboletta di spray urticante e una pistola a salve modificata per esplodere proiettili in piombo. L’attività ha portato anche al sequestro di una Y10 rubata nel modenese e di tre furgoni rubati in uso al commando per caricarvi il nichel.
• 4 novembre: I militari della Stazione di Sant’Ilario d’Enza durante un servizio di controllo del territorio hanno proceduto all’arresto di due napoletani trovati in possesso di oltre 3mila banconote da 20 euro contraffatti.
• 4 dicembre:  I Carabinieri della Compagnia di Reggio Emilia, unitamente a quelli della Compagnia Carabinieri di Parma, a conclusione dell’attività d’indagine convenzionalmente denominata “STRONGBOX”, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 persone dimoranti prevalentemente a Reggio Emilia e provincia. Nell’indagine i Carabinieri hanno scoperto l’esistenza di un’organizzazione con base a Reggio Emilia specializzata in furti in abitazioni, negozi e centri commerciali, dove depredava oro e denaro contante contenuto nelle casseforti, che aprivano servendosi di flessibili, che colpiva in almeno cinque province a cavallo tra Emilia e Lombardia, e in un caso anche in Toscana.

• 12 dicembre – i Carabinieri della Stazione di Montecchio Emilia, a conclusione delle relative indagini, hanno denunciato alla Procura dei Minori 11 studenti tra i 14 e i 17 anni, chiamati a vario titolo a rispondere dei reati di concorso in accensioni ed esplosioni pericolose e concorso in danneggiamento aggravato. Secondo quanto ricostruito dai militari gli indagati in più occasioni avevano danneggiato per goliardia gli arredi scolastici, per lo più banchi e sedie, svitandoli, piegando le strutture in metallo, lanciando uno contro l’altro o rovesciandoli violentemente a terra. I cambi d’ora tra un professore e l’altro erano l’occasione per far esplodere grossi petardi in classe. Nel corso delle perquisizioni domiciliari I carabinieri hanno compiuto perquisizioni domiciliari a casa dei ragazzi, rinvenendo  un video sui telefonini, trasmesso tramite l’applicazione whatsapp, nel quale venivano filmati i danneggiamenti compiuti dagli studenti.

• 20 dicembre – i Carabinieri della Compagnia di Castelnovo Monti con l’ausilio dei militari in forza alla Stazione di Vezzano sul Crostolo davano corso all’operazione antidroga “ODISSEA” concernente l’esecuzione di 8 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone dedite allo spaccio di cocaina. L’attività investigativa ha ricostruito circa 6 anni di spaccio documentando circa 3.000 cessioni di stupefacenti. La “cupola” si riuniva regolarmente in un bar di Vezzano. 
 

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Una risposta a 1

  1. Margery Rispondi

    25/04/2017 alle 00:26

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