Tutto cominciò con l’assalto al Prg Campos Venuti. “Così i capitali della mafia occuparono l’edilizia”

12/12/2014 – I soldi della ndrangheta avrebbero cominciato ad affluire a Reggio Emilia in grande quantità ai tempi dell’entrata in vigore del Piano Regolatore firmato da Campos Venuti. Naturalmente il grande architetto bolognese, una vera star per il Pci e le amministrazioni di sinistra, non c’entrava proprio niente. C’entrava invece il cedimento degli amministratori e della politica del mercato, che si manifestò attraverso numerosi lotti di completamento urbanistico aggiunti in sede di esame delle osservazioni al progetto del Prg, al fine di soddisfare le voraci richieste avanzate da proprietari e costruttori per aumentare aree edificabili e cubature.
Fu questo il cavallo di Troia che alimentò da un lato una seconda ondata  migratori dalla Calabria e che dall’altra rese possibile la prima occupazione finanziaria dell’edilizia reggiana da parte della ndrangheta.

È quanto è emerso giovedi sera nel corso di una conferenza dell’architetto Ugo Baldini, presidente di Caire (Cooperativa architetti ingegneri di Reggio Emilia) invitato al Caffè del Giovedì della Far-Studium Regiense per tenere una conferenza sulla “Città Ideale”.
È, in particolare, la ricostruzione storica offerta dall’architetto Baldini in risposta alla domanda di una persona preoccupata per le notizie sulla penetrazione delle mafie nell’economia reggiana. Un contributo, quello del noto urbanista (vicepresidente dell’Archivio Piacentini e autorevole esponente dell’Inu)  che fa luce su un passaggio importante nella storia della città: una spiegazione concreta, un passo avanti rispetto alle analisi che si ripetono da anni, su  come iniziò alla fine degli anni Ottanta la lunga marcia della ndrangheta nell’edilizia reggiana, con un percorso verosimilmente seguito anche in altre città emiliane e lombarde.

Bisogna tornare indietro alla fine degli Ottanta, quando il piano regolatore firmato da Campos Venuti affrontò il primo impatto con le logiche del mercato, dopo l’adozione da parte del consiglio comunale. Reggio era una città affluente,e c’era una gran voglia di sviluppo, anche senza andare troppo per il sottile.
Campos Venuti fu travolto da una valanga di osservazioni. Tutti volevano una concessione, un cambio di destinazione, un terreno edificabile. l’amministrazione accettò il dato di fatto e diede la stura a un  aumento dei volumi edificabile attraverso una gran quantità di zone di completamento.

“Ma fu proprio attraverso l’operazione delle osservazioni al Prg – ha detto l’architetto Baldini – che arrivarono i capitali delle ndrangheta. Questa è almeno un’analisi condivisa da molti.
Con Prg erano arrivati molti nuovi  lavoratori calabresi, che negli anni  diventarono imprenditori e costruttori anche molto importanti. Non avevano risorse per acquistare le aree edificiabili, e le banche non erano certo larghe di manica come nei vent’anni successivi. Ma furono i capitali affluiti dal Sud, i capitali della ndrangheta, a garantire l’acquisto dei terreni”.
Ecco dove nasce l’occupazione dell’ ndrangheta di interi settori dell’edilizia, il condizionamento sul mondo degli affari, lo stesso controllo su larga parte della comunità calabrese, l’insediamento e clan e ndrine che operano con disinvoltura nel mondo della finanza illegale.

Naturalmente le amministrazioni e la politica non furono consapevoli del processo che si era messo in moto. Nessuno aveva messo in conto che la ndrangheta si sarebbe avventata sul Piano Regolatore. Non c’era consapevolezza della forza del crimine organizzato nella sua nuova  versione giacca e cravatta. La stessa mancanza di consapevolezza culturale che ha inseguito le amministrazioni sino ad oggi, traducendosi nella illusoria quanto disastrosa teoria degli anticorpi.

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