Stipendi d’oro, accuse a Vecchi e al Pd. “Nel 2013 bocciarono il taglio ai compensi dei manager Iren”

3/12/2014 – Oggi, mercoledì, il consiglio di amministrazione di Iren si riunisce per deliberare stipendio e benefit del nuovo amministratore delegato del gruppo Iren, Massimiliano Bianco. Vedremo se conta qualcosa ai piani alti della multiutility il voto unanime del consiglio comunale di Reggio Emilia, che ha chiesto moderazione nei compensi del management votata all’unanimità, e se saranno ascoltate le proteste di cittadini, associazioni e sindacati, dopo l’incredibile cifra di 1 milione 350 mila euro riconosciuta all’ad De Sanctis dopo nemmeno due anni di lavoro. 
Le polemiche, intanto, non si placano, e ora a finire sotto accusa sono i sindaci del reggiano e soprattutto il Pd, che comunque erano al corrente della situazione, cioè delle grasse remunerazioni riconoscute a manager e amministratori: anzi in consiglio comunale, un anno e mezzo fa, i democrat bocciarono la proposta di mettere un tetto ai compensi.

“La sinistra locale ed i sindaci hanno gravissime
responsabilità – punta il dito Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia in Sala del Tricolore – l’amministratore uscente Nicola de Sanctis dopo circa un anno di lavoro avrà 900.000 euro di buonuscita e 50.000 euro di premio produzione nonostante la grave situazione finanziaria in cui versa la multiutility che unisce l’Emilia occidentale a Genova e
Torino. Poi vi è la beffa di ulteriori 400mila euro aper lavorare fino alla fine del 2015.
 Oggi la sinistra non può ergersi a trasparente controllore e moralizzatore degli stipendi di Iren – sostiene Pagliani –  Luca Vecchi sindaco di Reggio era il capogruppo del Pd nel quinquennio passato, quando l’amministrazione guidata dal sindaco Graziano Delrio non ha mosso un dito solo per interrompere l’immorale erogazione di stipendi d’oro agli amministratori dai soci nominati in Iren. Le amministrazioni comunali di sinistra hanno gettato alle ortiche il patrimonio di Agac con due diverse fusioni, di cui la prima in Enia e solo successivamente in Iren perdendo completamente il controll della società stessa. Non si è mai posta la dovuta attenzione ai territori reggiani sui quali pesano oggi tariffe più alte rispetto alle province vicine”. 

È durissimo Giacomo Giovannini, già consigliere comunale e oggi vicepresidente di Progetto Reggio-Grande Reggio, che accusa i sindaci del Pd di avere “una faccia di bronzo totale”.

“Eravamo a maggio del 2013 ed il Pd reggiano, Luca Vecchi in testa, bocciò la nostra proposta – racconta Giovannini –  di limitare i compensi dei manager Iren a un tetto non superiore al doppio dello stipendio di un sindaco di comune capoluogo di provincia.
Bocciarono anche la proposta di abolire i benefit di questi manager d’oro ed ora, con una faccia di bronzo totale i Sindaci reggiani del PD mostrano una ipocrisia senza precedenti di fronte alla buonuscita dell’ex Ad Iren.
Che poi i risultati di Iren, per seguire la logica del Sindaco di Reggio, non siano stati raggiunti, credo che i cittadini, sempre più vessati dal mostro che è  diventato Iren, già se ne fossero accorti”. 
Conclude: “Questa operazione politica che ha consentito a Delrio una fulgida carriera, é un fallimento che il Pd fa pagare ai cittadini. C’è proprio una bella sinistra al governo, una sinistra che affama il popolo ed arricchisce i super manager”.

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