Caso società Matilde e Montefalcone: interpellanza di Tommaso Foti (Fratelli d’Italia-An) in Regione

27/12/2014Anche il consigliere regionale Tommaso Foti (Fratelli d’Italia-An) ha depositato – tre giorni fa, al presidente dell’assemblea regionale che s’insedia lunedì 29 – un’interpellanza a risposta orale sulla società Matilde Srl e sulla Montefalcone Srl. A seguire, il testo.

Elezioni Amministrative 2012 (Foto DEL PAPA) Tommaso Foti

“Al Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna

INTERPELLANZA ex articolo 115 Regolamento interno dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna

Per sapere – premesso che:

la legge regionale 15 dicembre 1989, n. 44, all’articolo 1, comma 1, promuove “la valorizzazione delle località matildiche, mediante la tutela, la conservazione e il recupero dei beni monumentali e ambientali e mediante attività di carattere culturale e di promozione turistica”;

l’articolo 2 della predetta legge dispone che, per le finalità di cui sopra, la Regione “favorisce la costituzione di una società a partecipazione pubblica e privata, avente come fine principale la promozione e la valorizzazione delle località matildiche dell’Emilia-Romagna. 2. Per favorire la costituzione dell’organismo indicato al comma 1 la Regione può concedere contributi agli Enti locali interessati fino al 50% delle rispettive quote di adesione. 3. I contributi sono concessi dalla Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, su richiesta degli enti interessati. La domanda di contributo deve essere corredata dalla delibera di adesione al costituendo organismo e della dichiarazione relativa all’importo della quota di partecipazione dell’ente richiedente”;

la Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna con delibera n. 3208 del 29 agosto 1995, avente per oggetto: “L.R. 15/12/1989, n. 44 – Art. 2 – Concessione agli Enti richiedenti dei contributi previsti, destinati a favorire la costituzione della società “Matilde di Canossa SpA'”, ripartiva lo stanziamento di Lire 100.000.000, assegnando ai primi 15 Enti aderenti alla predetta società un contributo pari ad una percentuale del 23,81% dell’importo delle rispettive quote di adesione sottoscritte da ciascun ente;

la Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna con delibera 21 dicembre 1998, n. 2545, concedeva agli enti aderenti – in data successiva all’agosto 1995 – alla società Matilde di Canossa SpA un contributo in percentuale pari a quello concesso ai primi 15 Enti che avevano aderito alla società stessa in data antecedente all’agosto 1995 e che avevano già ricevuto le sovvenzioni previste dalla richiamata L.R. 44/89;

della Società Matilde di Canossa SpA, costituita nel 1994 da 11 Comuni fondatori (Canossa, Casina, Carpineti, Castellarano, San Polo d’Enza, Quattro Castella, Palanzano, Toano, Vezzano sul Crostolo, Vetto, Neviano degli Arduini), entrava a fare parte – nel maggio del 1996 – la Provincia di Reggio Emilia;

detta società veniva ricapitalizzata nel 1999 per recuperare il complesso monumentale di Montefalcone, convento eretto nel 1200 da Guido II di Canossa e, secondo la tradizione, donato a San Francesco d’Assisi nel 1217, e dunque considerato uno dei primi insediamenti francescani d’Emilia. La Provincia di Reggio Emilia finanziava detta prima ricapitalizzazione, arrivando ad acquisire il 60,7 per cento del capitale sociale (pari a 1.037.607,84 euro) e, successivamente, aderiva ad una seconda operazione di aumento di capitale – nel maggio 2004 – volta a sostenere un ulteriore intervento di recupero del complesso. Dopo detto intervento, l’ente raggiungeva così un capitale sottoscritto pari a 1.537.302,96 euro, equivalente al 60,33 per cento della Società;

nell’aprile 2006, Matilde di Canossa SpA acquistava la proprietà dell’ex convento di Montefacolcone e l’area circostante: l’acquisto del compendio in questione (oltre 5.000 metri quadrati di superficie, 90.000 metri quadrati di area circostante) e la sua messa in sicurezza (rifacimento del tetto e il consolidamento statico della struttura) richiedevano l’impegno di circa 6,5 milioni di euro. Al riguardo si evidenzia l’accollo, da parte della società, di un mutuo fondiario di 3.000.000 di euro (con la Banca Popolare dell’Emilia-Romagna) garantito con ipoteca sull’immobile stesso;

Matilde di Canossa S.p.A., nel luglio del 2007, trasferiva la propria sede nel borgo di Canossa, avvalendosi dei seguenti servizi resi dal centro turistico “Andare a Canossa” di Mario Bernabei (ex vice presidente di Matilde di Canossa Spa): 1. affitto, riscaldamento, pulizia locali di 60 metri quadrati; 2. servizio di segreteria tecnico-amministrativa Matilde S.p.A. (segreteria, posta, telefono, e-mail, sito web, predisposizione prima nota per gestione della contabilità) e ufficio stampa; 3. coordinamento tecnico amministrativo del Circuito dei Castelli; 4. servizio di informazione accoglienza del turista, con particolare cura per gruppi organizzati. Per avvalersi dei detti servizi Matilde di Canossa Spa sosteneva una spesa di 30.000 euro annui, di cui 15.000 per l’affitto dei locali, pulizia e riscaldamento e gli altri 15.000 per i servizi di cui ai punti b, c e d;

negli anni a seguire Matilde di Canossa Spa risultava partecipata da soli soggetti pubblici, avendo la Provincia di Reggio Emilia acquisito le partecipazioni di altri soci. In ragione dell’atto di indirizzo approvato in data 8 Aprile 2010 dalla Provincia di Reggio Emilia, il 28 aprile 2010 l’assemblea ordinaria di Matilde di Canossa approvava la trasformazione della società per azioni in società a responsabilità limitata, adottava il nuovo Statuto sociale e nominava quale amministratore unico, il dottor Giancarlo Attolini. Detta società acquisiva (per circa 500.000 euro) la proprietà dell’ex porcilaia di Canossa (valutata di lì a poco 288.000 euro) e acconsentiva, in ragione di specifici accordi con la Provincia di Reggio Emilia, alla sua demolizione, avvenuta nel settembre del 2013, con l’utilizzo anche di fondi regionali;

il 25 luglio 2013, con delibera n. 67, il Consiglio Provinciale di Reggio Emilia approvava la scissione di Matilde di Canossa srl in due società: Montefalcone s.r.l. (ramo immobiliare – partecipazione della Provincia di Reggio Emilia: 82,52%) e l’omonima Matilde di Canossa s.r.l. (ramo legato alla promozione territoriale – partecipazione della Provincia di Reggio Emilia: 50,24 %);

il 18 dicembre 2014 il Consiglio Provinciale di Reggio Emilia deliberava di esprimere: «parere favorevole allo scioglimento della Società Matilde di Canossa Srl per impossibilità di raggiungimento dell’oggetto sociale e conseguente nomina del liquidatore, come da ordine del giorno dell’Assemblea dei soci formulato dall’Amministratore Unico, autorizzando altresì chi parteciperà all’Assemblea dei Soci in rappresentanza dell’Ente a esporre tale parere»;

sempre il 18 dicembre 2014 veniva presentata al Tribunale di Reggio Emilia l’istanza di fallimento in proprio per Montefalcone Srl, il cui risultato di esercizio nel 2013 evidenziava perdita di 25.703 euro e di un capitale residuo di 1.162.770,48 euro;

a giudizio del Presidente della Provincia di Reggio Emilia infatti “le condizioni di oggi sono condizioni che consigliano a un ente pubblico di non investire su Matilde Srl e Montefalcone Srl. Senza disconoscere il valore del bene e quelle che sono le qualità oggettive del patrimonio storico e architettonico di Montefalcone, è bene che l’azione della Provincia si concentri oggi su altri sentieri, quali ad esempio la garanzia occupazionale dei dipendenti e la riorganizzazione dei servizi che resteranno in capo all’ente, quali tutela ambientale, dissesto idrogeologico, infrastrutture ed edilizia scolastica, priorità assolute, indicate sin dall’avvio del mandato”;

il fallimento di Montefalcone srl – controllata come detto dalla Provincia di Reggio Emilia con l’82,52% delle quote e che detiene il patrimonio immobiliare del complesso dell’ex convento francescano, parzialmente restaurato ma abbandonato – veniva pubblicato nel sito dei fallimenti del Tribunale di Reggio Emilia. Il giudice delegato Giovanni Fanticini fissava per il 5 maggio 2015 l’udienza per la valutazione dello stato passivo. Curatore fallimentare è l’avvocato Mauro Grisendi;

quanto all’ex convento di Montefalcone – nonostante idee, dichiarazioni e qualche bozza di progetto nell’intento di farne, di volta in volta, un albergo di lusso, un centro congressi, la sede del Consorzio del Parmigiano Reggiano o un luogo di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del territorio reggiano – è oggi non utilizzabile e in stato di abbandono, esposto all’incuria (sicché i lavori realizzati rischiano di essere vanificati dai naturali danni del tempo) e di proprietà di una società fallita;

appare gravissimo lo sperpero di soldi pubblici inutilmente impiegati dagli enti locali per finanziare la società Matilde di Canossa Spa, poi derubricata in Matilde di Canossa Srl e definitivamente scissa in: Montefalcone Srl e omonima Matilde di Canossa srl:

quale sia il giudizio della Giunta Regionale in ordine ai fatti suesposti, dai quali appaiono chiari gli errori marchiani compiuti da titolati (almeno per quanto riguarda le cariche rivestite) esponenti del Partito Democratico di Reggio Emilia che, al di là degli annunci trionfalistici più volte effettuati, a consuntivo lasciano una struttura pubblica di grande importanza culturale in stato di completo abbandono, nonostante le ingenti spese sostenute e, per di più, nella disponibilità patrimoniale di una società fallita;

quale sia il contributo economico complessivo che la Regione Emilia-Romagna ha versato a sostegno dell’iniziativa in questione (sia con riferimento a quanto disposto dalla legge regionale n. 44/1989, sia con riferimento ai fondi POR Fesr 2007-2013)”.

Tommaso Foti, consigliere regionale

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