“Reggio Emilia epicentro della ndrangheta”. Il rapporto della Statale di Milano in commissione consiliare

17/12/2014 –
Questa mattina mercoledi 17, al Bus Pascal di Reggio Emilia, gli studenti incontrano Santo della Volpe e altri gjornalisti sul tema delle infiltrazioni mafiose, in particolare sui rapporti in Emilia e a Reggio tra ndrangheta, economia e politica, prendendo le mosse dal caso di Brescello. L’assemblea è promossa dalla fondazione di Libera.
Sempre oggi, ma alle ore 18,30,  in comune a Reggio,  nella Sala dei gruppi Consiliari,  la VI Commissione consiliare  “Sviluppo Economico, Innovazione, Attività Produttive e Cultura della Legalità” incontra   l’ Osservatorio sulla Criminalità Organizzata della Statale di Milano, in merito al primo rapporto trimestrale sulle aree settentrionali, rapporto realizzato per la presidenza della Commissione parlamentare antimafia. 

“Abbiamo voluto fortemente questa audizione. Oggi si parlerà  anche di Reggio Emilia, perchè se ne parla diffusamente proprio nel rapporto –  sottolinea Norberto Vaccari, capogruppo M5S. 
Vi si legge infatti che  “la provincia di Reggio Emilia costituisce l’epicentro della ‘ndrangheta nella regione Emilia Romagna , in particolare nel capoluogo, ove l’organizzazione criminale calabrese ha creato negli anni una vera e propria enclave. Come sottolineato in precedenza, la ‘ndrangheta cutrese rappresenta la principale presenza criminale sul territorio, a cui si affiancano i Dragone, i Nicoscia e gli Arena originari di Isola di Capo Rizzuto”. Il rapporto continua affermando che “alla presenza della ‘ndrangheta dei Grande Aracri si affiancano numerose ‘ndrine provenienti da diverse aree della Calabria e attive sul territorio provinciale. Infine si riscontra sul territorio la presenza di clan riconducibili alla camorra: in particolare i casalesi e il clan Belforte originario di Marcianise… Va osservato che candidati di differenti schieramenti politici alle elezioni comunali di Reggio Emilia si sono recati a Cutro durante la campagna elettorale con lo scopo di raccogliere consensi tra la comunita crotonese”. Viene inoltre citata “la cena tenutasi nel settembre 2012 nel comune di Reggiolo, che ha visto tra i partecipanti imprenditori calabresi ritenuti vicini alla ndrangheta, nonchè politici locali”. 

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