Quando la notte porta sommosse interiori. Raccolta di poesie di Federico Antenora

2/12/2014 – Si intitola “Scorci notturni da una sommossa repressa” la nuova raccolta di poesie di Federico Antenora, bravo poeta e medico specializzando al Policlinico di Modena,figlio della professoressa Gioanna Spigardi, storica consigliera comunale di Boretto.
Il libro, edito da Studio Nobili edizioni, con la prefazione di Maria Petronio, è stato presentato venerdì scorso – 28 novembre – di fronte a un folto pubblico nel corso di un elegante  aperitivo al  Tribeca di Montecchio.
Dalla prefazione: “Una sequela di fotogrammi scomposti di castelli d’acqua e fragili cieli di carta. Si cammina tra lampadari di Murano, con la sensazione di profanare un’atmosfera rarefatta, intrisa di un dolore che ci trova inadeguati. E’ il dolore che fa calcolare l’età degli alberi e delle lenzuola, contare le finestre dei condomìni, e
dimenticare la scarpa sinistra sul balcone: un’intenzione lasciata a metà.
Luminose istantanee dai riflessi di loto si affacciano, a
tratti, sull’orlo del baratro di ogni non senso. Anche l’amore
resta così sospeso tra cielo e terra, dolorosamente trattenuto, un attimo prima che il sogno cali dall’alto per
mettere radici in terra”.

DUE POESIE DI FEDERICO ANTENORA

AEROPLANI DI CARTA 
Le ondate di piena
nelle vie del centro
Solcate da elefanti
nei miei deliri
Popolate di Valchirie
su aeroplani di carta
Incendiate da stelle filanti
e crudelmente animate
da forme creative di distruzione
Esplosioni a grappolo
Dipinti post-moderni
I ritratti dei rimorsi
e le provette
in cui galleggiano i cervelli
Pioveranno dalle finestre festonate
dei borghi medioevali
Sui flussi di coscienza
e sulle ninfee che sbocciano rare
Come collisioni
dei nostri sguardi distratti

 
 
SVEZZAMENTO DA TUBO CATODICO
Svezzamento da tubo catodico
o supervalutazione del bestiame?
Pile di certificazioni
Schedari di niente
nei corridoi chilometrici
di una finta raffineria
Sospese a mezz’aria
Anguille di luce marcia
lattescente
Lugubre equilibrismo
Vagamente orientale
Incantate
in un intreccio di tubi
Scorrono linee d’energia
tracciate
da un improbabile santone
Mattatoi per sogni
Braccia meccaniche nodose
per abbracci mortali
Alla cannella
Macchine statali stupide
disegnate per contare
i chilometri consumati
sulle lingue dei burocrati

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